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Recensioni

OVLOV – Solo

ovlov2015 Volume Up

Rieccoli quì, dopo un quattro anni in silenzio si rimettono in carreggiata i bresciani Ovlov e con loro un indie-pop che spinge l’acceleratore su radiofonicità sfiziose e melodie grigiastre, del tipo waveing “ottimista” che – senza la consunta fedeltà alla linea stilistica – si rende simpatica e pronta per affrontare attenzioni sonore allargate.

Solo, questo il nome del disco, è un disco agitato, che fa venire voglie di muoversi e di immaginare notti affollate di dancefloor e luci al neon intermittenti, dieci tracce che con una dinamica pulsante e affilata si personalizzano immediatamente ad un ascolto fuori dal mercato inteso come vetrina di banalità, tracce che una volta messe in moto danno il pieno significato a questo percorso luminescente del trio lombardo.
Ottima la vocalist – nonché chitarra – Luisa (Lù) Pangrazio che guida il tutto con una prepotente affabilità scenica, menzione speciale per la partecipazione dell’ex bassista degli Smith Andy Rourke e da annotare il cameo di corde di Xabier Iriondo in Fall in down, poi tutto quello che gira indisturbato su e giù nella tracklist è pura classe artistica a favore della bellezza espressiva.

Potremmo definire il tutto come un’evoluzione alta dell’indie pop, basta sintonizzarsi con le convulsioni di Again, I’m blinded, vivere appieno l’elettro rock che vibra in Delicious o stordirsi tra lo sbattimento ossessivo che percuote My red faux shoes, poi per rimettervi in discussione vi impegnerà sicuramente del tempo.

Destinati a far chiacchierare molto di loro.

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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