OBAKE – Obake

Rare noise
Obake è un progetto, speriamo non estemporaneo, i cui membri sono Eraldo Bernocchi, Lorenzo Esposito Fornasari, Massimo Pupillo e Balazs Pandi. Diciamo subito per i meno esperti che Bernocchi è uno dei più grandi produttori internazionali, nonché musicista e remixer e ha nel suo curriculum il progetto Ashes con Bill Laswelle e Raiz, oltre a numerose colonne sonore, anche di film di Gabriele Salvatores. Pupillo è, invece, il bassista degli Zu e spero che questi basti a far comprendere l’importanza degli Obake. Pupillo si è portato dietro Pandi, batterista ungherese, che ha già collaborato con gli Zu e la voce è stata affidata Fornasari, anche lui già con Ashes e con altri musicisti italiani. Obake si caratterizza per l’oscurità e la spigolosità del suo sound, in bilico tra elettronica, dub, industrial e soprattutto grindcore. Nel disco si respira un’aria cupa ed apocalittica. Questo quartetto ha raggiunto vette di grindcore (“The end of it all”, “Ponerology”, “Human menome project”), che non sono state raggiunte neanche dai Neurosis più introspettivi e pessimisti. Nonostante l’ombra del gruppo di San Diego sia molto presente, gli Obake riescono in diverse occasioni a divincolarsi da quel sound, soprattutto quando si lasciano andare a momenti più dilatati e spettrali (“Grandmother spider”, “Lettera to ghosts”). Sferzate metal sono presenti nell’inquietante e chiesastica, noncgè stridente e straniante “Decostruction of the tower” e la tensione che sottostà a tutti i dieci brani, emerge con prepotenza in “Szechenyi”. Un disco difficile, ma anche molto affascinante, ascoltarlo significa avere il coraggio ed assumersi la responsabilità di entrare in contatto con le parti più oscure del nostro inconscio. Un incontro difficile, ma affascinante.

Vittorio Lannutti

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