MARTINY – Post Relax

di Cassandra Enriquez

Martiny è il nome che ha scelto per il suo progetto Alessandro Martini (ve lo ricorderete forse per l’irriverente video di Dubai, il primo singolo pubblicato per La Clinica Dischi), ragazzo di Viareggio con gli stivaletti col tacco, la giacca di pelle e l’aria di chi ha fatto, ancora una volta, le cinque di mattina. La sua è un’aurea sfacciatamente pop ma con quel qualcosa in più rispetto a tutto ciò che troverete su Google cercando “cantautorato indie”. Quello di Martiny è un nuovo it-pop che eppure si adatta molto bene alla scena contemporanea, contaminandola di influenze retrò, di sentimentalismi vintage e chitarre di chi ha sognato di essere Jimi Hendrix almeno una volta.

Il nostro Martiny, vuoi un po’ per quelle movenze di chi ha visto molti video di Mick Jagger, per quel carisma da rockstar consumata, tossica e parecchio vissuta, è diverso da tutto quanto questo bulimico 2019 terribilmente indie, con una sofferenza esplosiva e ironica di chi gioca a stare bene, ma dentro sta malissimo ancora per quella storia estiva che ci ha trascinato in un baratro. Ed è così, che Martiny riesce a parlare con naturalezza anche di quando va Tutto Male.

Pecca di quest’album è che troppo corto non nel senso che lo ascolteremmo per ore e che arriviamo troppo presto alla fine, ma nel senso che per la maturità artistica di Alessandro Martini, per la sua immensa cultura musicale che è evidente in ogni brano ed abilità che si nasconde dietro ogni giro di chitarra, otto brani sono troppo pochi. Ci manca una struttura completa di un album da parte di un artista che sì, è pop, ma allo stesso tempo non si presenta come uno che sforna singoli a ripetizione.

Sembra incompleto, otto brani che sono mondi a sé, e che fanno un album quasi per caso. Insomma, la sensazione finale è che, in definitiva, manchi qualcosa, come se per timidezza o ritrosia, manchino quei tre o quattro brani fondamentali a farci entrare davvero nel mood cinico-romantico di Martiny.

Post Relax è un disco da prendere esattamente così: un disco da ascoltare per iniziare una giornata, per ricordarci che non siamo i soli ad aver rovinato tutto quella volta che ci siamo ubriacati, per chi sta andando al lavoro avendo fatto davvero schifo durante il weekend.

Estetica lo-fi, qualche accenno rock ‘n’ roll, voglia di spaccare tutto. Un ottimo inizio a cui ci auguriamo segua un secondo album che ci faccia davvero impazzire e stare male come vorrebbe Martiny.

genere: cantautorato indie
voto: 6.5

Tracklist
1. Dubai
2. Mai Di Me
3. Tommi
4. Tutto Male
5. Scarico A Mille
6. Gesticolare (feat. ELLE)
7. Macello reale
8. Affittami

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