Luk – Nove Sigarette

Nove Sigarette è l’album d’esordio di Luk che riunisce qui le sue ultime nove sigarette, una sorta di nuova versione de “La Coscienza di Zeno” in versione indie sofferta. Queste nove sigarette sono quelle che non sono necessarie, quelle colme di pensieri, fumate velocemente, sofferte, nervose. Sono quelle che fumiamo sul balcone, solo perchè ci annoiamo,  in questa quarantena infinita di cui questo disco è una colonna sonora inconsapevole. Un disco che in sintesi tratta il tema dell’incomunicabilità, della distanza sociale (quando si trattava di una cosa solo metaforica) e dubbi sul futuro (quando ancora erano solo personali). Musica d’autore e musica elettronica insieme per un disco che con ogni probabilità non avete ancora ascoltato.

Classe 1991, Luk ci presenta un manifesto generazionale underground sotto l’ala dei grandi cantautori che hanno influenzato i suoi ascolti (che sono i classiconi che non dovremmo dimenticare Tenco, Guccini, De Andrè, Battisti – a cui ha dedicato anche uno dei singoli -, De Gregori etc…). Si apre tutto con Il Centro di Bologna, che inizia con un vociare indistinto di una piazza in subbuglio, un rumore che fa quasi male. Luk ha una voce quasi straziante, i suoi brani sono anche urla disperate, uno sfogo contro l’apatia generale, un disco che sì, non c’è nessun problema a definire anche “rock”.

Da recuperare, per una catarsi in questi tempi piatti e bui, per tornare ad arrabbiarsi.

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