LESSNESS – Never Was But Grey

di Smoking Area

Lessness è il contorto e misterioso progetto solista di Luigi Segnana (ex Casa Del Mirto), che dopo un fortunato EP “The Night Has Gone To War“, torna finalmente con un timido e ambizioso debut album. “Never Was But Grey“, questo il titolo, non suona come niente in Italia, è una perla rara di suggestioni e riferimenti non consoni per una scena usurata, ego e italo-centrica. Lessness studia bene, e trova inconsciamente che l’unico modo per suonare diversi, come un Quentin Tarantino nei suoi migliori periodi, è di raccogliere citazioni e influenze a più non posso, e di suonare come chi di musica se ne intende. Ed è per questo che non è così assurdo quando leggiamo che quest’album suona così: “Se Jon Hopkins, James Blake, Dave Gahan avessero fatto a gara, a chi beve più whisky, questo disco sarebbe la mattina post-sbornia“.

Quest’album nasce tra la nebbie e le montagne del Trentino e ne ri-succhia le atmosfere notturne che vengono poi convertite in influenze post-punk e new wave. Synth che i fan dei Depeche Mode riconosceranno e apprezzeranno, linee di basso à la Interpol, sussurri e un’anima electro-pop. É come una serata in un chiassoso locale fumoso, ma vissuta come sott’acqua. Un’esperienza unica e dal sapore internazionale (con testi rigorosamente in inglese). Un disco suonato di matrice underground che ci mancava e che non vedevamo l’ora di scoprire. Incredibilmente vintage, già sentito, familiare. Ma in un periodo in cui il talento di Charlie Charles contamina e invade l’Italia dai localini underground agli schermi di Sanremo, ritrovare l’autenticità di un disco che suona come la New York dei primi anni 2000 o come l’anima londinese e minimale del primo James Blake è allo stesso tempo straniante, e bellissimo.

Pubblicato questo 8 febbraio per Justin Jest Entertainment, “Never Was But Grey” di Lessness è la dimostrazione di quanta buona musica ci sia scavando nel ristagnante sottosuolo indie, di come piccoli centri (come lo stesso Trentino), in realtà nascondano piccoli capolavori da consumare nelle giornate di pioggia. In sintesi: malinconia e sentimenti oscuri snocciolati in dieci brani catartici da ascoltare dall’inizio alla fine.

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