La recensione di GIF – Giro d’Italia Faidaté degli Ottavo Richter

ottavo-richterIronico, divertente, molto orecchiabile, è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming, GIF – Giro d’Italia Faidaté (Egea Music) il nuovo disco degli Ottavo Richter. Il gruppo milanese è composto da Luciano Macchia, al trombone, Alessandro Sicardi, alla chitarra elettrica, Raffaele Köhler, alla tromba e flicorno, Marco Xeres, al basso elettrico, Domenico Mamone, al sax baritono e Paolo Xeres, alla batteria e al nuovo album, prodotto dagli stessi Ottavo Richter e registrato, mixato e masterizzato da Alessandro Sicardi, hanno partecipato anche Fabrizio e Mauro Settegrani, Gnut, Gianluigi Carlone della Banda Osiris e la Redazione di Caterpillar.

“GIF” è un viaggio musicale in 14 tappe che tocca numerosi generi musicali con un unico obiettivo: farsi ascoltare sì, ma far soprattutto ballare o comunque muovere il suo ascoltatore. Tra le sonorità del funk e del boogie woogie, si arriva ai toni del rock steady, del reggae, per tornare al blues,passando per il jazz e lo ska. Stare fermi è impossibile, e anche senza essere degli appassionati di danza, non può che venirvi naturale ammiccare battendo il ritrmo con un piede o tamburellando con le dita della mano le sonorità degli Ottavo.

L’album si apre con l’ironica Non esiste, un mix di boogie e rock anni ’50, tagliente al punto giusto che recita nel ritornello “In amore ci vuole fegato, sono quello giusto per te”: ottime premesse per continuare l’ascolto che prosegue con Mi piace, una ballad d’amore dai toni blues, quasi americana e da fumoso club. Dopo gli amori richtiani, arriva l’ironica In via Galilei , un pezzo jazz molto orecchiabile in puro stile Ottavo: da una banale scena di vita quotidiana nasce un pezzo fresco e bellabile che si fa amabilmente ascoltare.

L’esperiemento in inglese dell’edulcorata favola amorosa di One man, One girl non mi convince molto, ma i toni malinconici del blues la fanno scivolare abbastanza velocemente su Cara dipendenza, dalle sonorità raggee e dal testo vivace e molto attuale, tutto giocato sulla dipendenza da internet. Tra i giochi di parole più riusciuti: “Senza rete come posso non cadere?”. Eppure L.

Nella seconda parte dell’album arrivano le canzoni che vedono la collaborazione di ospiti esterni alla band: in Ho voglia di te con il ft. Di Fabrizio e Mauro Settegrani le tonalità solari vengono colorare da tromba e chitarre, in uno stile che ricorda molto il grande Fred Buscaglione. Dopo una parentesi di rock parlato e un po’ maledetto de Il dottor B., arriva Telefona, con il ft. di Gnut: il pezzo è una vera e propria canzone napoletana, che fa il verso però alle romantiche e melodiche canzoni tanto usate nella posteggia, per regalare un testo ironico e diretto, sicuramente tra i pezzi più riusciti dell’album.

Un’altra ballad Blues con Nuvole, porta poi a Prima di regalare pensa che vede la collaborazione di Gianluigi Carlone: onirica e ironica, di matrice molto gaberiana, il pezzo è un blues lento che si conclude con la massima “Chi troppo in alto sale cade sovente, precipitissimevolmente”. Altre sonorità poi per Non fare la bestia dove il rock si mescola con trombe e tromboni, e con Oroscopo dove il foxtrot e un testo ironico portano verso la fine del lavoro, con le ultime due tracce: la sigla della trasmissione di Radio2 con Tipi Caterpillar  e El salsa de lo skorpyón, una vera e propria salsa che fa il verso ai balli latinoamericani tanto di moda.

50 minuti di ascolto e un viaggio tra varie e vaste sonorità che portano lontano tanto nel tempo quanto nello spazio,  c’è da rilevare però che ciò che rende super attuali gli Ottavo Richter sono i testi, così attuali e mai scontati. Piccoli quadri di vita quotidiana, scene che mi è capitato di vedere al bar o anche-perchè non ammetterlo- viverle in prima persona, diventano ritratti dipinti con sarcasmo e tagliente criticità. Parole e storie mai banali, speso ironiche e anche auto ironiche, che raccontano la vita vera del nostro quotidiano, attraverso giochi linguistici, metafore e argute massime, il tutto supportato da un virtuosismo musicale che fanno degli Ottavo Richter una band completa e poliedrica.

Per conoscerli meglio e ascoltare le preview dei loro pezzi www.ottavorichter.com e per seguirli su Facebook https://www.facebook.com/ottavorichter/

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Stefania Clerici

Stefania Clerici

Milanese, classe 1983, appassionata di musica, cinema, viaggi e food, sono una web editor e social media specialist. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti –i miei due in particolare-, fotografare il cibo che mangio e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di scarpe e borse, nelle quali non manca mai il taccuino, la penna e l’immancabile iPhone. “Cosa farò da grande?” Ancora me lo chiedo. Intanto scrivo e cerco di crescere bene, a poco pane e tanta musica. Puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi, tranne alla domanda: “qual è il tuo artista preferito?”.

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