KUADRA – Cosa ti è successo

I Kuadra sono una alternative rock band che, pur rimanendo nell’underground, può già vantare tre album e oltre duecento concerti tra Italia e resto d’Europa. Il 7 Ottobre è uscito Cosa ti è successo, il nuovo album della band pubblicato per Maninalto Records! per la produzione artistica di Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori).

La prima cosa che salta all’occhio, già leggendo i titoli delle tracce, è sicuramente una forte componente femminile. Metà dei pezzi, infatti, hanno per protagoniste delle donne, donne che per un motivo o per l’altro sono perdute in un mondo troppo crudo, troppo vasto, troppo fittizio. Questi brani sembrano quasi creare essi stessi una piccola raccolta all’interno del disco, tanto che se fossero estrapolati dal contesto potrebbero creare da soli un ep antologico di tutto rispetto. Ma in Cosa ti è successo, dove convivono anche influenze rap e d’elettronica, c’è molto più di questo. È un album schietto e disilluso, le cui sonorità elettroniche, talvolta con rimandi al rap, ben si sposano con i toni decadenti della raccolta.

Un momento di raccoglimento ce l’abbiamo immergendoci nelle note di Mio padre, in assoluto il racconto più intimo dell’intero disco. Forse è anche per questo che le ritmiche in background suonano ancora più sferzanti mentre noi, ascoltando questa storia, non possiamo far altro che chiederci: “Cosa ti è successo?”.

In netta contrapposizione con esso, abbiamo Quarto reich, un pezzo di denuncia che già dal titolo lascia presagire dei toni e delle sonorità molto più aggressive. L’incendio, traccia d’apertura, fornisce un ottimo prologo che ci fa subito immergere nelle atmosfere disincantate di questo album, un vero e proprio montaggio alternato che evoca le immagini di un uomo e una donna che pur vivendo sotto lo stesso tetto quasi non si conoscono più. “Cosa vi è successo?”, verrebbe da chiedere loro.

Nella traccia che dà il titolo alla raccolta, la band pone questa domanda ad una ragazza di nome Serena. Ma forse, più che una domanda, è un’amara constatazione: “cosa ti è successo…” Cosa ci è successo. A Serena, a quei cari cui non abbiamo avuto il tempo di dire addio, a noi stessi, al mondo intero.

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