Ivan Ballerini – Cavallo pazzo

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Ivan Ballerini è un cantautore toscano al suo secondo lavoro, ma il primo con brani inediti e scritti di suo pugno. Questo lavoro è interamente dedicato al leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota, vissuto nell’800. Si tratta di dieci ballate in cui Ballerini utilizza quasi esclusivamente la sua fidata chitarra acustica.

Il suo è un approccio cantautorale classico con testi che si appoggiano su ritmiche morbide, che in qualche occasione scivolano verso sonorità più folk. Ballerini ha fatto suoi i valori e il senso di profondo legame con la madre Terra che le popolazioni indigene del continente americano avevano e che i colonizzatori europei hanno deturpato nel momento in cui hanno compiuto il più grande genocidio della storia e violentato quelle terre con il capitalismo.

Ballerini descrive accuratamente il protagonista del disco nel folk-pop dell’omonimo brano e si esprime in modo melodico nella “Preghiera Navajo”. Con “Gufo grazioso” viene utilizzata anche una chitarra elettrica per un’intensa ballata folk e con “Il canto di mia figlia” si spinge verso un pop-rock morbido.

Il brano più suggestivo del disco è senza dubbio “Penne d’airone” in cui un nonno prima di morire insegna a suo nipote tutto ciò che è necessario tenere sempre in mente per diventare un grande guerriero. Struggente, infine, è la poesia pellerossa sulla morte “Non piangere mai”.

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Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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