THOMAS FUNCTION – Celebration!

THOMAS FUNCTION - Celebration!

I Thomas Function alla loro prima uscita ufficiale, “Celebration!”. Nessuna rivoluzione. Solo rock’n’roll, power pop e i festini con tanto di trombette e palloncini colorati. I Thomas Function e l’America scazzata, l’idioma di chi ha già perlustrato il territorio, di chi mastica una chewingum dolciastra, appiccicosa, di chi i wayfarer li portava già trent’anni fa. I Thomas Function sono l’ultimo esempio dell’indie-rock statunitense, l’ultimo caso di una scena internazionale che, nel bene e nel male, gira e rigira nella nostra testa.

E allora “Celebration!”. Tredici canzoni. Garage, ovviamente. Pop ovviamente. Velocissimo, grezzo, storto, acido. “Celebration!”, l’anima selvaggia dell’ indie-rock, del post-punk, del garage. “Celebration!”, quattro ragazzi, un organo, una chitarra, un basso ed una batteria. I Black Lips e l’inevitabile riferimento. Il loro, il nostro, punto di riferimento attuale. I Thomas Function, il punk nella voce di Joshua Macero (il paperino del nuovo millennio), nella chitarra, negli sputi, nella testa frullata del quartetto di Alabama, nella barba incolta, nella copertina del loro debutto discografico. “Celebration!” è la celebrazione dell’America leggera, stupida, incolta, ubriaca, esageratamente ignorante.

I Thomas Function e la loro “Celebrazione”, il loro capolavoro. “Celebration!”, l’esordio dell’anno, l’esordio che ci incolla, felici ed estenuati, davanti ad uno stereo perché amiamo il rock’n’roll, perché il rock’n’roll è la nostra vita, la nostra ossessione. Assoluto silenzio.

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