GIOSTRA – James P

In un’epoca in cui la competizione fra gli artisti è al massimo e tutto accade sempre più velocemente, fra la frenesia che ci porta a gareggiare su chi è il più forte, il più potente, su chi soffre di più, trova il suo meritato spazio anche “James P”, del rapper Giostra (nome d’arte di Lucio Perrone): essa è una denuncia, ma di quelle che si fa strada e si racconta da sé, quasi chiedendo il permesso di essere ascoltata; profonda, leggera e orecchiabile allo stesso tempo. A tutto questo dovrebbe dare spazio il rap secondo Giostra, come se un semplice genere musicale potesse garantirci un appiglio cui aggrapparsi quando non ci resta più nulla.

Le denunce possono avere forme molto diverse, e in questo caso la forma è data da una malattia che pian piano si impossessa di una persona, e sembra che voglia rubarle il diritto alla propria umanità: parlo del morbo di Parkinson, protagonista assoluto del brano.

James P. sta per James Parkinson, primo medico britannico che descrisse la malattia. Senza creare sensazionalismi, Giostra riesce a descrivere con leggerezza e profondità il sentimento di angoscia, tristezza, rabbia, speranza; accompagnato da consapevolezza, maturità, e accettazione di quel personaggio che incombe con la sua forza, e non si può far altro che venirgli incontro e conviverci.

Conosciamo l’identità del personaggio solamente nella terza strofa; nelle prime due strofe non viene mai citato direttamente, come se per nominarlo necessitassimo prima di prendere tempo e coraggio.

Nelle prime due strofe, come vediamo anche nel videoclip, a fare da tramite del messaggio è l’impostazione teatrale, cui il rapper tiene molto, come lui stesso sottolinea: “la mia musica si deve sentire, vedere, toccare”. L’aspetto teatrale trova espressione nella maschera, fondamentale per capire l’inespressività cui conduce la malattia.

Il teatro può essere una cura molto efficace per ognuno di noi. Il sogno di Giostra è infatti quello di poter proseguire i live tra i suoi brani e il cabaret, data la sua innata dote alla comicità e alla sua spigliatezza.

Sara Pereira da Silva

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