FAUSTO BALBO – Login

Fausto Balbo in persona. Fausto Balbo, vero e proprio. Non c’è trucco, non c’è inganno, la magia degli altri, Giucas Casella, Peppe per gli amici, ti vogliamo bene, dai, cammina sui carboni ardenti, addormenta la Venier, abbiamo bisogno di te, apri la porta, chiudi la porta, scendi le scale, occhio ai grilli, non calpestarli che poi s’incazzano, ti fanno il culo e ti aboliscono, ti cancellano, la casta siamo noi, la gente è viva, la gente vive, la gente puzza, il popolo sovrano di questo ben emerito cazzo, scusi lei, ha da accendere? Sigaretta fra le labbra, cappotto ben stretto, il motore è caldissimo, sempre dritto, occhio all’autovelox, la polizia di Stato, nessuna paura, nessun timore, è tutto sotto controllo, ho le catene, ho l’abs e Schumacher non è nessuno, sotto la neve le rivoluzioni non si fanno, fa freddo, fa troppo freddo per scendere in piazza, e i bolscevichi erano dei facinorosi morti di fame, dei cappottoni moderni che mangiavano i bambini, crudi, non cotti. Le rivoluzioni senza senso, le rivoluzioni con le cuffie anticerume infilzate nelle orecchie, le rivoluzioni sotto le lenzuola gelate, con l’odore agreste della fitta umidità che s’infiltra nelle pareti sottilissime, che ti sfonda le ossa, che ti sfonda il cranio, che ti bagna la testa mentre Snowdonia Records muove la massa, muove il popolo, muove il Vaticano, c’è Balbo, c’è Balbo, c’è il ritorno di Fausto Balbo, il suo terzo album firmato Scotti-La Fauci, “Login”. Niente tette sulla cover, ed è l’unica nota triste, l’unica nota stonata.

“Login”, undici brani, un’ora, Fausto Balbo è una macchina fuori controllo, un rocker senza chitarra, senza cassa, senza un ordine, un’aspirapolvere senza sacchetto, una radio senza antenna, una lavatrice in piena centrifugazione, cento coltelli, una pioggia di chiodi, un treno in corsa, il cosmo secondo Fausto Balbo, krautindustrialsampler (ciao Julian), l’ipnosi secondo Fausto Balbo, l’avanguardia a livelli sovrannaturali, tutto fuori controllo, tutto sotto controllo, bombe a mano, si salvi chi può, compreso Schulze e le sue stratosferiche pippe claustrofobiche che a confronto sono cazzettini rovesciati, mosci, preservativi usati, labbra rattrappite, il potere cibernetico, il rumorismo di “Login”, i krauti a Cuneo, Berlino è morta. Fausto Balbo e il suo “Login”, il web 2.0, la chiave della rete, fuori c’è il sole, fuori c’è Fausto Balbo.

Francesco Diodati

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