Fargo – Invisible Violence

fargo“Invisible Violence” è il terzo album in studio di Fargo, al secolo Fabrizio “Fargo” Friggione, classe 1979, chitarrista, compositore e produttore milanese che, coadiuvato da Massimo Monti in qualità di autore, hanno dato vita ad un ambizioso progetto, riunito sotto l’etichetta della Greywolf Records, che ha già dato alla luce due lavori in studio: “Crossings” (pubblicato come Psychic Twins) e “A Small World In Black And White”.

Anticipato dal singolo “Noir Desir”, pezzo dai suoni blues e lascivi, l’album, disponibile da settimana scorsa sia nei negozi che in download nei digital store, è un concentrato di rock graffiato e  molto folk, in cui reminiscenze da Springsteen ai Beatles, si mescolano a testi di denuncia molto contemporanei.

8 brani dedicati al lato oscuro della società, 8 pezzi che raccontano le violenze del mondo con uno sguardo rivolto verso l’interno di se stessi, con uno sguardo critico verso le molteplici violenze che subiamo oggi giorno.

Spiega Massimo Monti: “La nostra assuefazione alle ingiustizie, la nostra indifferenza al crescere delle disuguaglianze, il nostro acquiescere davanti alle altrui sofferenze equivalgono all’esercizio di violenza diretta e manifesta. Se vogliamo sfuggire alla trappola delle omissioni dobbiamo imparare a convivere con le nostre contraddizioni, le nostre paure, i nostri difetti, le nostre angosce… accettare noi stessi per poter accettare gli altri. Siamo unici nella nostra specificità, come tessere di un puzzle, ma troviamo senso solo nel contesto di un quadro complessivo e condiviso”.

Ecco il perché di una copertina in bianco e nero, con il primo piano del frontman sfocato e sullo sfondo un uomo volutamente reso irriconoscibile da una postproduzione che ne cancella gli occhi e lo sguardo. Una denuncia ai mali del nostro tempo: chi guarda non mette a fuoco ciò che gli sta vicino, ciò che è a fuoco è invece invisibile ai nostri occhi, che non incrociano gli occhi dell’altro, generando incomprensione, indifferenza e violenza, sì invisibile.

Per quanto riguarda le canzoni oltre al già citato singolo Noir Desire, omaggio al gruppo francese che si è sciolto dopo l’omicidio commesso da Bertrand Cantat (leader della band) nei confronti di Marie Trintignant, degni di nota sono la title track Invisible Violence, forte ed intesa, dominata da un rif acceso che accompagna la voce di Fabrizio come controcanto per tutto il pezzo, e Don’t Blame on me, una ballad alla Nirvana, molto intensa e sentita che si conclude con le emblematiche parole: “Nobody knows the answer, we are simply running blind”.

Continuiamo a correre ciechi, accompagnati dal suono della musica, forse unico faro possibile di direzione e liberazione dall’indifferenza che caratterizza i nostri giorni.

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About the author

Stefania Clerici

Stefania Clerici

Milanese, classe 1983, appassionata di musica, cinema, viaggi e food, sono una web editor e social media specialist. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti –i miei due in particolare-, fotografare il cibo che mangio e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di scarpe e borse, nelle quali non manca mai il taccuino, la penna e l’immancabile iPhone. “Cosa farò da grande?” Ancora me lo chiedo. Intanto scrivo e cerco di crescere bene, a poco pane e tanta musica. Puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi, tranne alla domanda: “qual è il tuo artista preferito?”.

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