DON rodriguez – L’indimenticane

donrodriguez2015 Dischi Soviet Studio

Si, è innegabile, un incontro tra due “culture” soniche – i 60, melodici e quei 90,s yankee indie – quello che si va ad ascoltare nell’official L’indimenticane dei piemontesi DON rodriguez, ed è subito un debutto di quelli che contano nei gironi underground, una estetica che non si rifà a collante con i miti degli Olimpi sopra, ma una personalissima lettura pop rock indigena che si fa piacere a stampo, uno di quei amori a lampo che illuminano una giornata sin dalla prima alba.

Quattordici tracce di naturalezza, agrodolce, saette elettriche, disillusioni e ballate a cuor contento, uno di quei lavori che intrigano tra semplicità e buon gusto e dove i nostri piemontesi non nascondono un’anima indagatrice, un occhio profondo nell’intimo e dintorni come una moltitudine di sguardi all’infuori, un piccolo grande primo passo che inventa, incespica, rimbalza con estro raro.

Chitarre elettriche, distorsori a modo, pelli calibrate ed un canto dosatissimo, questi i carichi emozionali che ricamano questa tracklist, nulla fuori posto se non che il trio meriterebbe di essere nei ranghi main per una padronanza totale espressiva e di stesura pregevole; cinque tracce su tutte per un assaggio gustoso di tutto il resto, vale a dire il passo guascone di L’aria della città, la coralità amarognola 6 Novembre, l’anima FM che ballonzola dentro Pensa, ma prima fai un respiro, Diario di bordo e Stazione 28, poi a voi l’ardua sentenza, riascoltare il disco mille volte oppure duemila.

Occhio, della serie disco canaglia!

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