DINO FUMARETTO – Coma

di Thanks For Choosing

“Coma” è l’album che segna il ritorno di Dino Fumaretto – una lunga gestazione, la volontà estrema di imporsi come uno dei cantautori più originali e interessanti della scena italiana, la voglia di togliersi di dosso quella sorta di aria da giullare musicale che le produzioni precedenti gli avevano appiccicato addosso. Capelli grigi, andatura sbilenca, sguardo da pazzo. A tutti questi già ottimi propositi e ingredienti si aggiunge l’influenza oscura del kraut rock e probabilmente una venerazione stilistica per Nick Cave, e sempre non da meno, il prezioso contributo di musicisti capaci tra cui il più celebre IOSONOUNCANE che lo sta accompagnando anche durante il tour.

Quello che stupisce di più di Dino Fumaretto (alter ego del blogger mantovano Elia Billoni) è la capacità e la naturalezza estrema di dissociarsi da qualsiasi corrente o influenza, scena o “moda” contemporanea italiana, come se tutta l’ondata di it-pop non fosse mai esistita, come se questi anni di assenza abbiano tenuto Elia lontano da fenomeni ed esplosioni mediatiche quali Bomba Dischi, Undamento, i completamente sold out e l’autune. Tra i pochi che riescono a straniarsi così tanto dal mondo, forse è da citare il collega Vasco Brondi. Questo disco è qualcosa di estemporaneo più che anacronistico, un disco che sarebbe potuto uscire dieci anni fa, come tra dieci anni, e risultare comunque sempre straniante, strano, e bellissimo.

Assenze, mancanze, alcolismo, amori che si realizzano solo nel sonno profondo, ampi respiri elettronici, oscure presenze, spari in casa, ossessioni à la CCCP. Sentita e determinante la presenza di IOSONOUNCANE, a rendere il tutto sonoramente disturbante, contorto, angosciante. Influenze dal cantautorato classico, come dal meglio della scena post-punk internazionale. Un sound pieno, martellante, virtuosismi elettronici e come sempre la dimostrazione che Billoni è anche un buon pianista. Non consigliato ai deboli di cuore, ma assolutamente sì se siete dei cinici bastardi che non credono più all’amore vero, se siete dei brontoloni poveri ricurvi tutto il giorno sui vostri disegni e strumenti musicali. Un disco per outsiders.

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