DEROZER – PASSAGGIO A NORDEST

Articolo di Alberto Visentin Casonato

Che piacere riascoltare un nuovo disco dei Derozer!
E’ passato un sacco di tempo dal lontano 2004, da quel “Di nuovo in marcia” dai toni cupi che segnava l’ultimo capitolo discografico della band vicentina fino ad oggi.
Qua in Veneto tantissimi ragazzi sono cresciuti con loro e mi ci metto dentro anch’io: si aveva l’occasione di vederli dal vivo anche due/tre volte all’anno e venivano fuori sempre belle serate.
Sono stati fermi un bel po’, hanno fatto un paio di tour celebrativi andati bene, Mendez ha lasciato la casa madre (e sicuramente non è stata una perdita da poco) ed ora mi ritrovo davanti questo “Passaggio a nordest”, con copertina di Stefano Zattera, altra eccellenza vicentina, che in passato aveva già disegnato quelle di “Bar” e “Alla nostra età”.
Dentro ci sono dieci canzoni: parecchio mature a livello lirico e musicalmente in pieno stile Derozer.

Cavalcate di punk speditissimo e qualcosa di un attimo meno veloce, tipo “Vecchio Punk” o “La Notte”: quest’ultima è la mia preferita di tutto il disco, se vi può interessare.
Forse mi aspettavo un disco mediamente più lentino, sullo stile dei due pezzi appena citati: sono sicuro che potrebbe essere una strada che i Derozer saprebbero percorrere egregiamente; personalmente le tirate ultra veloci dopo un po’ mi danno noia, ma immagino sia un mio problema.

Il pezzo di apertura, “Io credo in te” ha un testo positivo, una sorta di chiamata alle armi (le chitarre) rivolto alle nuove leve (sempre se ci sono). E’ un dato di fatto che dalla loro pausa del 2008 ad oggi non c’è stata nessuna giovane band in grado di seguire in maniera seria e continuativa il percorso che anche i Derozer avevano contribuito ad aprire.

Si è vero, sono cambiati i tempi e tutto quello che si vuole, però è una cosa triste che non ci sia stato un reale ricambio ai vertici.
Ad ogni modo mi ascolto ben volentieri “Passaggio a nordest” e se capiterà di rivederli live vedrò di non farmi sfuggire l’occasione.

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