CREVICE – PESCI

Di Thanks For Choosing

Da Milano, una piccola realtà dell’underground che si impone come uno dei più interessanti microcosmi della scena italiana. Accenni di Marlene Kuntz e Deasonika, quindi sempre viva gli anni Novanta, minimalismo rock (classicismo rock, oserei dire) che si fa forte della voce virtuosa di Elia Biancardi, intimista e straziante allo stesso tempo, su testi che parlano di dialoghi mancati, montagne russe sentimentali, baci dati solo per rancore, amori che prima erano corrisposti e adesso boh. Banalità tematica che, per quanto tutto sembri molto scontato, risulta davvero irresistibile per quanto perfetta. Una band che può piacere ai fan di Ministri, FASK, Zen Circus, come anche ai vostri genitori che si ascoltavano i Litfiba e si sentivano anche molto fighi.

Pesci è una creatura di Davide Lasala, che nel suo Edac Studio sperduto nella Brianza riesce a creare nuovi universi rock che si rifanno al periodo grunge e alla scena italiana di vent’anni fa, senza suonare mai troppo vintage: prendiamo ad esempio i Giorgieness, Endrigo, Edda, ma anche gli stessi Crevice che, staccandosi totalmente dalla scena rock contemporanea, emergono quasi dal nulla con un prodotto squisitamente confezionato per essere uno di quegli album che ci accompagnano in macchina distrattamente, ma che poi si insinuano sotto pelle, ti conquistano e ti si ficcano in testa per andarsene più. Avete presente quelle canzoni su cui vi fissate per giorni, e che poi non ascoltate per anni, ma che ogni tanto tornano per caso, e ne ricordate perfettamente ogni passaggio ed ogni parola, perchè è uno di quei brani che, per mood e contenuto, parlerà sempre di voi? Ecco, Pesci è esattamente questo: un classico underground che, una volta ascoltato, sarà impossibile dimenticare. E Dio solo sa se abbiamo bisogno di classici.

Nota di merito per Pesci, title-track e anche brano più atipico dell’album. Ondeggiamenti su una linea di basso ipnotica, calma piatta di chi si sta lasciando trasportare dalla corrente, una ballad atipica di chi sta supplicando di essere lasciato, lasciami andare, lasciami cadere, e non c’è modo più fine e sincero, quanto triste, di descrivere una relazione silente che è ormai alla deriva, senza dialogo e senza speranza. Se state cercando un album rock, se avete già consumato tutto ciò che stato prodotto da Ministri e affini, e forse anche siete alla ricerca di qualcosa di più raffinato.

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