Guarda in anteprima il video di “Amarena” e leggi l’intervista a CAVALERA

In un mondo così grande, pieno di stimoli e compromessi capita spesso di smarrire la strada, sentirsi persi. Ma tra le braccia della persona che amiamo è sempre casa. L’amore ci fa sentire parte di un qualcosa che noi stessi abbiamo contribuito a creare, ci fa vedere le cose da una prospettiva più ampia riuscendo così a cogliere il significato più profondo della vita.

Il video, girato durante la Fase 2 del lockdown, ripropone la quotidianità passata nella propria casa durante questo periodo particolare che ha coinvolto tutti. Girato interamente a casa del protagonista, trasferitosi lì da poco con la sua compagna. L’idea è nata soprattutto per un’imposizione tecnica ma, le sapienti mani del regista Valerio Vallini, anche lui giovane livornese, hanno saputo dare un tocco originale a un video di per sé difficile trasformando un limite in una qualità. La scelta è stata proprio quella di mantenere il video semplice e pulito in modo tale da restituire quell’idea di “casa”che tutti noi conosciamo alla perfezione.

Che rapporto hai avuto durante il lockdwon con la musica? Hai dedicato più tempo a suonare o ad ascoltare nuovi progetti?
Sicuramente il lockdown ha cambiato la nostra routine quotidiana. Nel male però, è stata una delle poche occasioni in cui abbiamo potuto tagliare i ponti con la vita frenetica e stressante del nostro secolo. Una pausa in cui abbiamo avuto più tempo per noi stessi. Personalmente, infatti, durante la quarantena ho deciso di imparare a suonare qualche accordo col piano, cosa che ormai da tempo mi ero promesso di fare. Ho avuto il tempo anche di scrivere nuove canzoni che non vedo l’ora di farvi ascoltare.
Naturalmente ho ascoltato anche un sacco di musica, di tutti i generi! Era bello ascoltare la musica e rilassarsi leggendo un bel libro, adesso però è arrivato il momento di tornare a lavoro!

La tua playlist ideale per superare la quarantena?
In quel periodo avevo ripreso ad ascoltare Mac Demarco, in particolare l’album Salad Days, uno dei miei preferiti. Ma, dato che la quarantena è stata lunga, aggiungerei un po’ di Otis Redding, Paolo Nutini e una bella dose di cantautorato italiano, Dalla, Gaetano e Battisti!

Nel video racconti la tua Fase 2 con dei cambiamenti molto importanti, quanto questo periodo ti segnerà, anche artisticamente?
Il primo giorno del lockdown sono andato a vivere da solo con la mia compagna, quindi sicuramente a livello privato è stato un periodo indimenticabile della mia vita. A livello artistico potevo sicuramente essere più fortunato. Il mio primo singolo è uscito per l’etichetta Bassa Fedeltà circa un mese dopo l’inizio del lockdown e, anche se sta andando bene a livello di ascolti, sarebbe stata un’altra cosa poterlo suonare in un tour estivo live. Sentire il calore del pubblico è una sensazione diversa rispetto a degli ascolti virtuali, sebbene anche questi ultimi fanno piacere. In positivo, questa situazione, mi ha fatto venir voglia di lavorare ancora più duramente e scrivere nuove canzoni.

Un video semplice e pulito che rispecchi l’idea di casa che tutti conosciamo alla perfezione. La tua scena preferita ed essenziale di queste riprese? Ps.Ti mancherà passare tutto questo tempo in casa?
Sicuramente la scena che a me piace di più è quando canto alla finestra, dato il periodo, è stato come se fosse un urlo di liberazione contro la costrizione che ormai da mesi ci opprimeva.
In più, guardare la vita in strada dalla finestra, è stato sempre di ispirazione, sia nella musica che nei momenti più difficili della vita in generale.
Come avrete potuto intendere, un po’ mi mancherà star a casa, anche se in realtà si tratta piuttosto del tempo libero in casa. È anche vero che sono un po’ “pantofolaio”! In più c’è da aggiungere il fatto che ho tante passioni che richiedono spesso di star soli a riflettere e ciò mi porta a passare più volentieri il mio tempo in casa, nell’intimità. Sicuramente il lockdown mi ha dato il tempo di ambientarmi nella nuova casa!

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Cavalera è un cantautore livornese classe ’96, con un forte accento toscano da tenere a bada. Inizia a cantare nel 2010 in un coro, che lo porta a esibirsi anche nella cattedrale di Notre Dame a Parigi e a San Pietro a Roma e in tanti altri posti in giro per il mondo. Nel frattempo durante gli anni del liceo impara a suonare la chitarra e inizia a scrivere qualche canzone, ma ci si dedicherà totalmente soltanto durante gli anni universitari.

Oggi Cavalera ha una laurea, un lavoro come libraio (è dai libri che trae ispirazione per le sue canzoni) e tante canzoni da far ascoltare a chi crede nell’amore, nel mare e nel vino.

https://www.facebook.com/cavaleramusic/

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