Venerus chiude la Milano Digital Week con il primo concerto italiano in live streaming a pagamento

Ieri 30 maggio 2020 abbiamo assistito a un importantissimo lancio, anzi due. Insieme alla Crew Dragon, la navicella di SpaceX destinata alla Stazione Spaziale Internazionale, è stato infatti lanciato in Italia, quasi in contemporanea, il primo esperimento di concerti in live streaming in alta definizione (con biglietto), a cura di Milano Digital Week e Radar Concerti, in collaborazione con DICE e Asian Fake.

In occasione della chiusura della Milano Digital Week, che ha organizzato il concerto come festa finale, è stato Venerus, accompagnato da MACE ed Enrico Gabrielli, a salire su un ‘palco’ decisamente speciale, dislocato in mezzo al padiglione ferroviario del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, e atterrato sugli schermi dei partecipanti grazie alla piattaforma DICE TV.

“Siamo qui per provare a ricordarci cosa vuol dire suonare insieme”. Venerus è uno degli artisti italiani attualmente più apprezzati, a Milano in particolare, essendo di casa. I suoi live set, dai più intimi fino alle date nei club o nei festival, sono viaggi diretti in atmosfere magiche e esotiche accompagnati da suoni che spaziano dal soul all’elettronica, fino all’R&B, proponendo un’estetica davvero unica. “Sembra un sogno o un film”, “forse entrambe le cose”, “speriamo non un incubo”, si dicono i musicisti durante una piccola pausa dopo i primi brani, circondati dalla ricostruzione di una stazione in stile liberty, piena di locomotive dell’Ottocento e da un silenzio – immagino – davvero inusuale per chi è solitamente abituato a suonare di fronte a centinaia di persone. Il set, durato un’ora circa, non ha tradito le aspettative, anzi, le ha sicuramente superate.

Final Party MDW2020 – Venerus @ Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci

Dopo mesi di concerti home-made trasmessi sui social, ritrovarsi finalmente di fronte ad un live streaming di qualità, ripreso e registrato professionalmente, ed offerto ad un prezzo estremamente abbordabile (€ 5,50), è stato un vero piacevole passo verso la normalità. È innegabile che mancherà sempre “quel qualcosa”, ma i musicisti di mestiere assembrano le persone e questo, purtroppo, è un dato di fatto che lascia ben poco margine di azione. Perciò, nell’attesa di riconquistare questa agognata “normalità”, e in un momento di estrema difficoltà per il settore dello spettacolo del vivo, ben vengano delle soluzioni di passaggio come questa, che possano – anche se nel piccolo – riattivare un sistema che è stato il primo a fermarsi e sarà sicuramente l’ultimo a ripartire a pieno regime.

La ripresa degli spettacoli, teoricamente “possibile” dal 15 giugno, è resa infatti a dir poco utopica dalle stringenti norme previste: 200 presenti totali nei locali al chiuso, 1000 nei luoghi all’aperto, obbligo di garantire il distanziamento interpersonale e di posti a sedere e, dulcis in fundo, impossibilità di somministrazione di cibo e bevande. Si prospetta quindi un percorso tutt’altro che semplice per ritornare sotto i nostri amati palchi, piccoli o grandi che siano. Autunno 2020? Inizio 2021 o diretti all’estate (in cui sono già molti gli appuntamenti riprogrammati)? Nessuno sa. 

Nel frattempo, se quella degli streaming si dimostrasse una valida alternativa, perché non cominciare a considerarla come una possibilità, un’opzione, un modo diverso di trasmettere la musica, anche prescindendo dalla presenza fisica dello spettatore? Come sottolineato in una serie di interviste da Tommaso Deserti di DICE TV Italia, infatti, grazie allo streaming come strumento integrativo, e non solo di “emergenza”, nessun concerto sarebbe più inaccessibile: né quello andato sold out, né quello a troppi chilometri dalla tua città, e neanche quello a cui vorresti tanto andare ma hai la febbre. 

Diciamocelo, non sembra niente male.

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