“La mia penna spara ancora su chiunque”. L’anarchia intellettuale di SALMO nel non disco “Playlist”

Definire il fenomeno Salmo è una cosa complessa. Rapper strafottente, pensatore d’assalto, avanguardista, anticonformista, catechizzatore, catalizzatore, controcorrente. E incazzato. Parecchio. Incazzato così tanto da arrivare a bomba dentro oltre 43 milioni di orecchie in una sola settimana con un fucile carico a pallettoni che si chiama Playlist, il suo ultimo disco.

foto Alessandro Treves

Sardo, classe 1984, Salmo cresce nella scena metal, punk-rock e hardcore dell’isola e inizia a scrivere a 13 anni realizzando nel 2004 il primo demo da solista, Sotto pelle e l’anno dopo Mr. Antipatia. In questi anni prende parte a diversi progetti paralleli con gli Skasico, con cui scrive tre dischi, con la band punk/hardcore Toedgein incidendo due album e con il gruppo stoner rock Three Pigs’ Trip. Solo che la gente andava più ai sui concerti che a quelli delle band, e così Salmo viene defenestrato.
Il primo vero album da solista, il capolavoro hardcore The Island Chainsaw Massacre del 2011, lancia Salmo nella ionosfera della scena rap grazie a 17 tracce sperimentali in cui si mischiano sonorità elettroniche e rap anni ’90 che rappresenteranno un’autentica cifra innovativa nella black culture musicale italiana.
Lo stesso anno si trasferisce a Milano e nel 2012 dà vita all’album della svolta, Death USB, vincendo agli MTV Hip Hop Awards 2012 nella categoria “Best Crossover” e piazzandosi primo in classifica su iTunes.
Nel 2013 esce il terzo album, Midnite, che diventa disco d’oro dopo aver raggiunto 30.000 copie vendute. Nello stesso anno Salmo assieme ai suoi musicisti partorisce il rivoluzionario Midnite live session Tour, che lo vede riscuotere grande successo tra pubblico e critica. La scelta di mettere gli strumenti nei live è educativa, pedagogica: “perchè se i ragazzini vedono una chitarra e una batteria sul palco magari decidono di imparare a suonare qualcosa…magari su 3mila, 10 li converti”.

foto di Roberto Finizio

Nel 2014 inizia il nuovo progetto discografico Machete Empire, collettivo di artisti ed etichetta discografica che ricorda tanto una factory di Andy Warhol. Il quarto album Hellvisback esce tre anni dopo diventando disco di platino con 50.000 copie vendute e il 2018 è l’anno di nascita di Playlist che vede le collaborazioni di Fabri Fibra, Sfera Ebbasta, Nitro, Coez, Nstasia e il bassista Dade dei Linea 77. A Salmo, che firma la produzione di quasi tutti i pezzi, si affiancano nomi grossi della scena musicale italiana, come Stabber, Charlie Charles, Low Kidd, Ceri, 2nd Roof, Dade, Frenetik & Orang3 e The Supreme.

L’operazione di lancio di Playlist è stata un’esperienza totalmente out of the box: nelle settimane precedenti l’uscita del disco ci sono stati fake spoiler, video su youtube con 90 minuti di applausi e l’apertura di un canale su Pornhub grazie al quale Salmo è diventato il primo artista italiano e ad avere un canale dedicato sul sito hard. E se come questo non fosse già sufficente a spiazzare i fan Salmo si è travestito da clochard spoilerando alcuni dei suoi nuovi brani nel centro di Milano e ha messo in piedi l’evento speciale Tutti vogliono un pezzo, una performance verticale di ballerini acrobati che hanno volteggiato davanti ad un cartellone pubblicitario dell’album. Insomma il rapper sardo si era già conquistato consensi ancor prima di uscire con il disco con una strategia di marketing tanto bizzarra quanto fitting per il suo target.
Salmo di strada ne ha fatta, tanta e velocemente prendendosi la scena rap italiana e apportando imponenti elementi innovativi introducendo suoni elettronici, rock e R&B e muovendosi comodo nel rap hardcore: una contaminazione che è prima di tutto ricerca, sperimentazione e continua evoluzione: Salmo ha collezionato in totale 11 dischi di platino e 14 dischi d’oro, raggiungendo oltre 248 milioni di visualizzazioni su YouTube. È l’artista rap ad aver venduto di più nel 2016 ed il primo artista italiano a collocarsi nella Global Chart di Spotify con 8 brani continuando a macinare milioni di views come uno dei nuovi divi del pop a 24 barre.
Ripartiamo da Playlist che è prima di tutto un disco meno nevrotico dei precedenti ed un nuovo gradino nella conquista della consapevolezza del rapper sardo. Un ragazzo nato e cresciuto in un piccolo paese della Sardegna con una forte attitudine street che è partito incazzato nero e ha sganciato detonazioni deflagranti su tutto quello che gli succedeva attorno. Ora a 34 anni ha perso un pò di rabbia e questo disco ne è la dimostrazione.
Un meltin’ pot di di temi e sonorità trasversali con tracce che vanno dal boom bap, inflessioni reggae, uso dell’Ayy Flow, beat trappeggianti, basi BPM, intro cinematografici, brani footwork e vari tributes ed allusioni a Rick and Morty, Gambino, Sangue Misto, XXXTentacion e Gino Paoli e invettive contro Asia Argento, la Chiesa e i giornalisti di Rolling Stones.
Una trollata in mezzo a tutta questa hight quality serviva: la copertina del disco, appositamente brutta, ci porta a dire che non si deve giudicare al primo sguardo. Il concept di Salmo è che di fatto non esiste nessun concept, Playlist è un disco “non disco”, un album creato proprio come una sequela di brani slegati tra loro…”Per me è una playlist, appunto, quindi ognuno ci può trovare dentro quello che vuole. E ogni pezzo fa storia a sé”.

foto Roberto Graziano Moro

Quando diciamo che in questo disco c’è meno livore non intendiamo dire che non c’è livore. In questo disco c’è una matura dissacrazione, delle corpose rime affilate e una potenza sonora in grado di sostenere uno stile nel quale trova spazio una lucida analisi sui nervi scoperti dell’Italia. E Salmo ci sputa addosso le sue barre, irriverentemente. Fare un passo indietro è inevitabile: in Playlist il rapper di Olbia dà vita ad una rivoluzione intelligente partendo da se stesso, attraverso quella che è prima di tutto consapevolezza artistica e poi percorso personale. Come un bravo regista concerta tutto in un modo meravigliosamente perfetto: un flow musicale dentro il quale si sente rabbia pura ma anche una nuova consapevolezza data dall’esperienza, ospitate che alzano il livello dell’album ma che non lo offuscano con la loro presenza, rimandi biografici, l’arroganza di non voler piacere a tutti ma comunque di riuscire a farlo e la presa di posizione di voler proporre un rap diverso attraverso un’operazione che comunque sa di rottura e di anarchia intellettuale.

 

Il PLAYLIST TOUR 2019, la prima tournée nei palazzetti italiani, partirà sabato 9 marzo dal Pala Alpitour di Torino e farà tappa al Nelson Mandela Forum di Firenze, al Palapartenope di Napoli, all’Unipol Arena di Bologna, alla Kioene Arene di Padova, al PalaGeorge di Montichiari (BS) e al Mediolanum Forum di Milano.
Questo tour consolida la collaborazione fra Vivo Concerti e Lebonski Agency, inaugurata lo scorso anno con due sold out epici al Fabrique di Milano e un tour primaverile tutto esaurito.

SALMO – Tour 2019

Playlist Tour 2019
Sabato 09 marzo 2019 – Torino @ Pala Alpitour
Domenica 10 marzo 2019 – Firenze @ Nelson Mandela Forum
Giovedì 14 marzo 2019 – Napoli @ Palapartenope
Sabato 16 marzo 2019 – Bologna @ Unipol Arena
Venerdì 22 marzo 2019 – Padova @ Kioene Arena
Venerdì 29 marzo 2019 –  Montichiari (BS) @ PalaGeorge
Sabato 30 marzo 2019 – Milano @ Mediolanum Forum

Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/salmo2019

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