MUSE: nessun tentativo di corruzione in Italia

Dopo le polemiche per l’articolo apparso sul sito di Rolling Stone che riportava una dichiarazione di Matthew Bellamy al tabloid inglese The Sun, rilasciata nel corso di una lunga intervista, arriva la smentita ufficiale da parte dell’ufficio stampa dei Muse e dell’organizzatore dei concerti italiani Vivo Concerti (guarda le nostre foto del concerto di Torino).

Durante l’intervista il leader dei Muse aveva dichiarato “A Roma abbiamo dovuto corrompere persone con migliaia di euro solo per avere i permessi di sparare i nostri fuochi d’artificio.” 

Lasciamo spazio al comunicato di rettifica diffuso
“Al contrario di quanto riportato, i Muse confermano che non c’e’ stato alcun tentativo di corruzione relativo allo svolgimento dei loro concerti in Italia. Sono stati pagati i compensi previsti per il lavoro fatto da tecnici e ingegneri esterni all’organizzazione per ottenere i permessi necessari da parte delle autorita’ locali.
Questo riguarda anche i fuochi di artificio e i certificati di sicurezza, ed è totalmente in linea con gli standard adottati per tutti i gruppi che si esibiscono in Italia con show di queste dimensioni. Tutto ciò, in aggiunta ai certificati gia’ approvati dalle autorita’ di tutti gli altri Paesi europei dove i Muse si sono esibiti quest’estate.”

Contrary to what has been reported, Muse would like to confirm that no bribes were made in order to stage their show in Italy. Statutory fees were paid for work done by third party engineers and technicians in order to obtain the appropriate permits issued by the relevant departments of the local authorities. This related to issues including pyrotechnics and crowd safety certificates and is completely standard for any group mounting this size of show in Italy. These were in addition to the certificates that were already in place and accepted by the authorities in the other European countries visited by Muse this summer.

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