MARILYN MANSON: reportage e scaletta del concerto al Rock in Roma

L’Ippodromo delle Capannelle è pronto per ospitare il Reverendo nella prima delle due date italiane del “The Heaven Upside Down Tour”, e in una serata di tregua dal caldo torrido sono in numerosi ad accorrere per assistere ad un evento tanto atteso quanto già processato ancor prima che abbia inizio.

C’è chi sostiene che i concerti di Marilyn Manson non siano più interessanti come un tempo, che la durata del concerto sarà breve, lo spettacolo in sé deluderà perché ormai lui non ce la fa più, non canta bene, è stonato e non prende una nota.
C’è chi, invece, per accogliere al meglio lo spirito dell’Anticristo più adorato dell’Olimpo musicale, si è vestito e truccato come un devoto cosplayer.
Insomma, una fiera delle vanità che ha colorato l’attesa del live con cinquanta sfumature di nero, borchie, corsetti e guinzagli al collo di ragazze guidate tra la folla da ‘masters’, in un gioco di ruoli provocatorio quanto affascinante.

La serata è aperta dai The Charm The Fury, metal band originaria di Amsterdam e capitanata dalla carismatica ed ipnotica Caroline Westendorp.
I cinque olandesi accendono il pubblico, che ne canta le canzoni e si carica in attesa dell’arrivo di Marilyn Manson.

Alle 22.15, con un enorme telo nero che copre il palco, iniziano le note di ‘The End’ dei Doors: è il segnale, lo spettacolo sta per iniziare.
Cala il sipario, il fumo che avvolge il palco è fitto e le luci rosse non aiutano a capire cosa succede.
Ci vuole un po’ per comprendere che su un trono è seduto lui, il Reverendo.
La fitta nebbia e le luci impossibili durano giusto il tempo del primo brano – quello concesso ai fotografi per scattare: il resto della serata sarà caratterizzato da un bel gioco di colori, a sostegno di una scaletta forse troppo breve ma decisamente intensa.
Certo, non sono più i tempi di “Mechanical Animals”Manson non si presenta più al pubblico esageratamente truccato, appare leggermente appesantito ma, soprattutto, in alcuni momenti traspaiono stanchezza e forse poca voglia.
Comprensibile se si pensa che solo poco tempo fa ha subito un grave lutto personale (è venuto a mancare il padre), ed è apprezzabile il mantenimento degli impegni di questo imponente tour che lo sta tenendo occupato per la presentazione in anticipo del nuovo disco.

A discapito delle premesse, dopo gli anni degli eccessi e delle provocazioni, la figura di Marilyn Manson resta autorevole ed elegante, con un carisma che il passare del tempo ha solo in parte scalfito dal punto della performance live.
Più maturo e meno sfrontato, non per questo meno coinvolgente, Manson non delude e non risparmia comunque allusioni e frecciatine che contribuiscono a fargli mantenere il suo ruolo: ‘The Dopo Show’ diventa ‘The Pope Show’, e con questo spirito il concerto è un alternarsi di momenti alti e bassi – fino alla fine resterà l’idea che in alcuni passaggi dello spettacolo Manson non abbia realmente voglia di essere sul palco ma da tutt’altra parte.
Due sorprese sono state sicuramente la vocalità che non ha dato particolari segni di cedimento e la durata del concerto, ben oltre l’ora pronosticata da molti.

Abbiamo spuntato una serata giusta tra le tante criticate di un passato recente?
Può darsi, la sola certezza è che i 5.000 fedeli presenti dinanzi al Reverendo hanno ricevuto la benedizione che aspettavano, con un concerto che è andato decisamente al di là delle aspettative.

Appuntamento stasera a Verona e il 22 Novembre a Torino, biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/manson2017

MARILYN MANSON – scaletta concerto di Roma – 25 Luglio 2017

Revelation #12
This Is the New Shit
mOBSCENE
The Dope Show
Great Big White World
No Reflection
Sweet Dreams (Are Made of This)
Disposable Teens
We Know Where You Fucking Live
Deep Six
The Beautiful People
SAY10
The Reflecting
God Coma White

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