LEDA: guarda in anteprima il video di “Nembutal”

Di Serena Lotti  – Foto di Mary Della Giovanna

I LEDA nascono dal felice incontro dei musicisti Serena Abrami, Enrico Vitali, Fabrizio Baioni e Mirko Fermani, da anni attivi nei rispettivi progetti nel panorama della musica italiana underground e cantautorale. La loro estetica ha nel DNA l’ overdrive, la newwave, il trip rock e l’alternative rock, nel contrasto emotivo tra il velluto del timbro vocale e l’abrasività dei suoni. Il 12 Aprile 2019 i Leda hanno pubblicato il disco Memorie dal Futuro per Il Piccio Records seguendo un proposito ben preciso: dare vita ad un progetto che è autentica resistenza musicale.

La poetica della band li spinge da sempre a cercare nei videoclip una cassa di risonanza emotiva delle suggestioni sonore, motivo che li ha portati a collaborare con registi creativi e di affine visione. Dopo il primo video di Ho continuato in cui i corpi dei musicisti sono i soggetti di un quadro di arte contemporanea in movimento, arrivano a  Pulviscolo  in cui un affascinante gioco di luci/ombre diventa un viaggio ipnotico ed onirico, che svela le molteplici anime dei Leda.

Nembutal è la traccia più psichedelica e onirica di Memorie dal futuro, un album alt rock, dalle sonorità sporche e garage, con forti elementi che attingono alla scuola dell’alternative e della new wave. Ogni canzone ha colori ed elementi molto diversi tra loro e in questo terzo singolo, la forma canzone si decompone in un loop sonoro denso di chitarre distorte, echi lontani, ritmi avviluppanti.

Nembutal è il nome di un potente barbiturico che può essere utilizzato nei percorsi di fine vita. A proposito di uno dei maggiori dibattiti della bioetica moderna, il filosofo Hans Jonas riconosce il diritto di vivere come fonte di tutti i diritti, incluso quindi quello di morire. Che si possa essere d’accordo o no, di fatto la vita e la morte appartengono all’uomo e non sono due estremi lontani. La morte è complementare alla nascita e dove c’è la nascita c’è anche la morte. La vita racchiude tutto questo e, in questo mondo, in ogni cosa che termina c’è l’inizio di qualcos’altro.

Il video vede nuovamente la collaborazione tra i Leda e Marco Bragaglia, regista di Ho continuato, che dichiara: “E’ stato interessante trattare un tema così delicato lavorando con del materiale così vitale come degli spezzoni di filmati analogici di una neonata presi da vecchi VHS. Per realizzare questo video, mi sono immaginato di essere nei panni di questa neonata che oggi è diventata una ragazza. Con gli occhi della ragazza, ho immaginato che stesse facendo un viaggio dentro se stessa, vedendosi nuovamente piccola ed inerme, ma consapevole della sua duplice condizione: avere tutta una vita da vivere, ma al tempo stesso di aver già vissuto e preso delle decisioni che le potrebbero negare un futuro prossimo. Per la realizzazione del video ho avuto un approccio sperimentale e creativamente libero dove ho lasciato fluire tante emozioni contrapposte, facendomi trasportare dalla musica della canzone, immedesimandomi in questa storia di finzione trasformando completamente il girato di repertorio.”

 

ndr – La fotografia di copertina è stata realizzata in questi giorni di quarantena, dalla fotografa Mary Della Giovanna, utilizzando la tecnica dello scatto in remoto: dopo un sopralluogo virtuale delle case dei membri della band, ha scelto l’inquadratura e la posa e chiesto ai soggetti di farsi un autoscatto con il proprio cellulare.

 

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Serena Lotti

Serena Lotti

Milanese, soffro di disordini musicali e morbosità compulsiva verso qualsiasi forma artistica. Cerco insieme il contrasto e il suo opposto e sono attratta da tutto quello che ha in se follia e inquietudine. Incredibilmente entusiasta della vita, con quell’attitudine schizofrenica che mi contraddistingue, amo le persone, ascoltare storie e cercare la via verso l’infinito, ma senza esagerare. In fondo un grande uomo una volta ha detto “Ognuno ha l’infinito che si merita”.

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