La forza di essere un piccolo Bonsai – Intervista a Marta Tenaglia

di Stefania Clerici

Marta Tenaglia è una cantautrice milanese che esordisce oggi con il suo primo singolo Bonsai, pubblicato da Costello’s Records, distribuito da The Orchard e prodotto da Federico Carillo, ora ascoltabile qui.

Nelle sue canzoni, dei veri beat vocali morbidi con testi veri, lucidi come specchi, mette tutta se stessa, per raccontare il suo piccolo grande mondo. In occasione dell’uscita di Bonsai abbiamo fatto due chiacchiere con lei, ecco cosa ne è venuto fuori…

ROCKON: Raccontaci di te, è la prima volta che ti ascoltiamo e presentiamo su Rockon con il tuo primo singolo “Bonsai”: come nasce dal punto di vista del testo e dei suoni?
MARTA: Questo pezzo segna una svolta tra due momenti musicali miei: fino a prima di Bonsai scrivevo con un approccio diverso, pensando ai miei pezzi come chitarra e voce. Con bonsai invece ho iniziato ad usare il computer, usare suoni più sintetetici e a fare degli arrangiamenti diversi.
I suoni sono nati in momenti diversi: la prima cosa che ho fatto è stato riprendere un rif che io suonavo sempre al piano quando ero piccola, questo rif era un rif di basso… che poi tra l’altro ho anche eliminato dal pezzo 😊 però da lì è nato tutto, ho cominciato a cantarci sopra, c’è stata una lunga ricerca di suoni… tanto che mentre producevamo con Fede, ci sono stati dei cambi in itinere. Per il testo invece la prima frase che è nata è stata “a me piace ridere forte, a te fare finta di niente”, intorno è nato un vortice di idee, che ho rielaborato e che poi ha fatto nascere il pezzo così come è oggi.

Il tema del corpo è centrale in questo tua pubblicazione, che rapporto hai con il tuo corpo?
L’ho sempre vissuto in una maniera non serena, ho avuto alti e bassi e anche un po’ complicato. Anche essendo una donna ho anche vissuto l’affaticamento degli stereotipi o dei canoni che “si devono rispettare”. Nello specifico io ho risentito dell’influsso (negativo) di certi canoni non scritti sul corpo della donna: se tu hai delle caratteristiche del tuo corpo che si discostano da quello che la società ti dice di dover essere, fai più fatica ad emergere per quella che sei veramente. Non ho avuto mai problemi di disagio pesante, ma sto vivendo un periodo di consapevolezza e di tregua verso il mio corpo: accetto che non sarò mai bellissima o perfetta, ma per me è una ricerca a 360 gradi: voglio capire come esprimere me stessa, con le mie fragilità e le mie debolezze, senza apparire più forte o diversa da come sono. Con Costello stiamo affrontando per esempio il tema dello stile e della promozione, per me è importante essere e apparire come sono davvero per essere totalmente a mio agio e dare all’esterno la prima immagine di me.

Insieme ad esso, tratti anche il tema della natura e della forza vitale all’interno di ognuno: come ti ricarichi e rigeneri dalle fatiche?
Potendo scegliere andrei sempre in riva al mare per ricaricarmi, ma abito a Milano e non posso farlo spesso. Non ho sempre bisogno della natura, ho bisogno più di solitudine e silenzio, se mi devo sfogare vado a correre, ma se devo ricaricarmi ho bisogno di fare spazio e silenzio.

Durante il lockdown ti abbiamo seguita con il progetto “Prospettiva”:  ce lo racconti e ci dici a quale cover sei più legata e perchè?
Prospettiva è progetto nato da un bisogno: condividere un viaggio che necessitavo di fare dentro di me, in un momento di distanza sociale. Io nel lockdown ero in casa, stavo ferma, vedevo lo stesso paesaggio dalla finestra, ma questa vista mi accorgevo che nel passare dei giorni cambiava…perchè cambiavo io e le mie sensazioni. Sul pezzo a cui sono affezionata… se la giocano due canzoni: sicuramente di pancia è Fuck It, perchè è stato il mio primo imprinting musicale, l’altra è Giovanni di Jamila Woods che invece è stato il mio ultimo grande amore e che mi ha permesso di iniziare a lavorare a Bonsai e a sviluppare certi temi.

Dopo queste pubblicazioni ci dobbiamo aspettare qualcosa di più strutturato nei prossimi mesi? Stai lavorando a qualche progetto? Se sì vuoi anticiparci?
Non posso anticipare tantissimo, ma posso dire che sto lavorando ad altri singoli che usciranno nei prossimi mesi. Sto facendo un lavoro interno su di me, sui miei lati più fragili, per far sì che escano e che vengano sviluppati nella maniera artistica più naturale e vera. I miei brani parlano di una ricerca sincera, sia per i testi che per i suoni, spero che questi prossimi mesi siano proficui per la produzione futura e che permettano di costruire quella cornice di ambiti e sonorità che racchiuderà il mio lavoro.

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