X AMORE è il nuovo album di Fume’: quando la trap diventa sentimento

X AMORE è il disco d’esordio per il giovane cantautore romano Fume’, pubblicato lo scorso 19 giugno, fornendo così un’ottima sintesi sonora delle sue sfaccettature artistiche. L’album, come svela il titolo, si concentra soprattutto sul tema che coinvolge tutti almeno una volta nella vita, che ci tormenta e ci spezza il cuore quando finisce. Il sound dell’album attraversa diversi stili tra cui pop e trap ma con testi malinconici che ci raccontano come Fume’ abbia vissuto la sua ultima storia d’amore, così conflittuale tra alti e bassi e di come si sia accorto quanto sia ormai troppo tardi recuperare un rapporto finito.

Ciò coinvolge e trascina, immedesimando e dando alle parole immagini ben definite: perfetto, infatti, il video di “Cosa te ne vai a fare” (primo singolo che ha anticipato il disco) in cui una ragazza vaga per Fregene in una giornata invernale, lasciando in dubbio il suo ritorno dall’ex amato.

Tutte le canzoni sono state scritte da Fume’, mentre la produzione è in collaborazione con DOD, mentre il tutto è stato mixato e masterizzato da Walter Babbini, entrambe figure di grande riferimento musicale per il giovane autore.

Per scoprire qualcosa di più sulla genesi del lavoro e sul suo percorso, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui, ecco cosa ci ha raccontato.

Sei un artista emergente dai testi malinconici ma con un sound pop e trap. Chi è davvero Fume’ e qual è stato il tuo percorso nel mondo musicale fino ad ora?
Ho iniziato a suonare quando avevo 6 anni poi verso i 14 ho scritto le prime canzoni. Giravo ogni pub, ogni palco possibile pur di farmi ascoltare. Successivamente mi sono trasferito negli States per 2 anni dove ho preso il Woody Herman Jazz Award e ho scritto e registrato il mio primo EP, mai pubblicato. Con me da sempre un big dream che mi persegue ogni giorno, come un’ossessione, mai avuto piano B, dall’inizio alla fine.

“X AMORE” è un disco d’esordio molto maturo, ricco di sfaccettature diverse relative all’amore e alle relazioni. Come hai vissuto le tue storie d’amore e quanto hanno inciso su questo album?
Ho sempre avuto storie profonde e complicate, ma forse perché si viene attratti da quelle, proprio perché hanno qualcosa di diverso dal resto. Quest’album parla dell’ultima storia, della persona che ho amato di più in tutta la mia vita, è stato il mio equilibrio sopra ogni cosa. Solo che mi sono accorto di quanto fosse importante per me solo quando non c’era più. Ancora non me lo perdono. Continuerò a scrivere di lei “x amore”, sempre.

“Cosa te ne vai a fare” parla della rinuncia di una persona amata profondamente ma anche della paura di averle fatto del male e di non riuscire a staccarsene del tutto. La sofferenza della fine di una storia può renderci migliori o crea solo dei buchi emozionali dentro di noi?
Credo che la sofferenza ci faccia capire quello che abbiamo perso e se per noi era la cosa più importante in quel momento. A volte può fare tanto male se non la riusciamo a controllare, a volte può sovrastarci e portarci giù fino in fondo, ma l’importante poi è avere la forza di ricominciare nonostante tutto con tutte le paure del mondo, alzarsi e andare avanti, sempre avanti. Anche se a volte sembra che tutto sia impossibile o che la gente ci remi contro, prima o poi se riesci a rimanere in piedi e continuare alla fine ce la fai, se ovviamente sei te stesso al 100%, o quasi.

“Immenso” dice “forse un giorno tornerai // forse mai” quando il sentimento è così forte, pensi possa essere radicato dentro se stessi per sempre e magari un giorno ripresentarsi per qualcun altro?
Quando ami davvero, lo aspetti, se non torna lo cerchi se non ti vuole più lo troverai in qualcun altro. Ma quell’amore rimarrà per sempre. Ho provato a frequentare una persona per colmare quel vuoto immenso ma a volte non bastava perché c’è sempre lei nel mio cuore, e ci sarà per sempre. Credo che non proverò mai quello che ho provato per lei. Magari in futuro incontrerò la persona che mi cambierà la vita ma fino ad ora è così.

In “nono” guardi al passato senza rimorso ma con un po’ di nostalgia. Cosa desideri per il tuo futuro in campo sentimentale e artistico?
Il mio sogno è essere ascoltato, arrivare alle persone, rimanere per sempre, lasciare qualcosa di indelebile. È la mia unica possibilità per andare avanti, non riuscirei senza, non riesco a trarre altre conclusioni né obiettivi. Se non riuscirò è perché era già scritto da prima, forse destino, ma almeno so di avercela messa tutta fino alla fine anche davanti agli ostacoli più grandi e impossibili da superare. In campo sentimentale, spero di trovare la persona giusta con l’equilibrio che serve per convivere nonostante una vita piena di UP e DOWN. Fare musica per me è come ossigeno: senza, purtroppo, mi ammalo mentalmente e fisicamente, fare musica ed essere accettato da un mondo così perverso e complicato in cui viviamo.

L’ultima traccia del disco che porta il tuo nome, descrive la tua personalità poliedrica con sfumature di paure, indecisioni, momenti postivi e negativi. Quanto questo lato del tuo carattere è presente nella vita di tutti i giorni?
È presente quasi sempre, con tutte le paure del caso, pieno, colmo di incertezze e ripensamenti, trip mentali e tanta ipocondria purtroppo, che a volte ti porta giù nei pensieri più scuri, insieme alla solitudine che fa da compagna e da nemica allo stesso tempo. Se stai bene non scrivi, se stai male ti accorgi dei silenzi, delle pause, di troppe cose intorno a te, che girano in vari sensi e tu li puoi interpretare in tanti modi. Scrivere e ascoltare musica sono l’unica salvezza per me, chiudere un brano mi porta su, mi fa sentire BENE, senza dolori e senza paure, ovviamente per brevi istanti come una droga, ti dà e ti toglie. Almeno per me.

Dal punto di vista del sound troviamo suoni elettronici ma anche chitarre, pianoforti e violini. Quanto ti piace mescolare gli stili e quanto ha influenzato la presenza del produttore DOD?
È stata una grande fortuna aver incontrato DOD, un punto di forza con tutti gli up e down. Questa unione ci ha portato ad un’ossessione ancora più forte nel raggiungere qualcosa che ancora non c’è, abbiamo tre album pronti e ancora non siamo contenti, forse non lo saremo mai. In fondo è proprio questo che ci porta ad andare avanti a non accontentarci mai, solo checkpoint come dice lui.

Un’altra parte importante è WAGO, lo zen, il karma in persona, l’eleganza, colui che c’è sempre stato nei momenti in cui le canzoni prendevano forma col testo e la melodia; poi entrava in campo DOD. Come fosse una catena di montaggio. NEMO è un altro importante producer: il king del r&b. senza di lui non avrei conosciuto DOD, nel suo studio è nato il brano ‘GIULIA’ e ‘E QUESTO VA A TE’.

Quali sono gli ascolti che ti hanno maggiormente influenzato? Ti andrebbe di consigliarci qualche disco per te irrinunciabile?
Ho vissuto in America in un ranch immerso nel nulla con un veterano del Vietnam, tra whisky, chitarra e lamponi, con lui ascoltavo di tutto. Con mio zio appassionato di musica ho scoperto tanto e fin da piccolo ho conosciuto dai Fleetwood a JJ Cale, Lou reed, Bonnie Raitt e tanti altri.

Il disco per me più importante credo sia Urban Hymns dei The Verve con Bitter Sweet Symphony che reputo la canzone più forte di tutti i tempi.

Cosa vorresti che arrivasse al pubblico con X AMORE e quali sono i tuoi progetti futuri?
Vorrei che la gente si ritrovasse in quello che scrivo ma ad un livello profondo, forte, e possa usarlo come arma contro le proprie paure e insicurezze e così che nessuno si possa sentire solo e non capito. Tutto quello che scrivo è scritto col cuore, con le lacrime e con estrema verità. Tutto quello che è X AMORE è stato registrato in camera con grande cuore, e tanta voglia di arrivare. Lasciare qualcosa di indelebile che resta per sempre, spero in ognuno di noi. Per quanto riguarda progetti futuri, è quasi tutto pronto, non vorrei aggiungere altro, posso dirvi che settembre è vicino! X AMORE, SEMPRE.

Di Giada Consiglio

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