Un viaggio dal Tramonto all’Alba: intervista a TANCREDI

Dal suo stile e dalla sua musica non si direbbe, ma Tancredi, artista milanese, è giovanissimo: classe 2001, ha già vinto due volte la Challenge di Esse Magazine, webzine di riferimento per il rap italiano, pubblicato tre pezzi, scritto infinite strofe, cambiato e mescolato generi e ora sogna dei featuring e la pubblicazione di un album.

Non lascia nulla al caso, dalla scelta delle copertine al linguaggio dei video, fino alla decisione di allontanarsi dal rap per approfondire un’altra strada, quella che attraversa l’hip hop e arriva in un chill pop che ci racconta tanto di Tancredi, delle sue abitudini e delle sue emozioni. Dopo Tramonto e Piove, il 19 giugno è stata rilasciata Alba, pezzo con cui l’artista avvia la sua collaborazione con Pulp Music, un’etichetta fresca indipendente milanese.

Per l’occasione abbiamo voluto parlare con lui di presente, passato, futuro, musica e sogni.
Qui potete leggere tutto quello che ci ha raccontato.

Per cominciare parlaci un po’ di te: quali ascolti ti hanno motivato e convinto ad iniziare a scrivere e farti sentire? Qual è stato il tuo percorso nel mondo musicale?
Arrivare al mio stile attuale è stato un lungo percorso evolutivo. Il mio primo periodo di scrittura è stato molto influenzato dagli album “Views” di Drake del 2016, “There’s really a wolf inside” di Russ e  2014 Forest Hills Drive” di J.Cole. Attualmente mi sono spostato verso un genere non più esclusivamente rap, cerco di spaziare tra diversi generi mantenendo però una base hip hop. Al momento sto ascoltando Paul Kalkbrenner, Frah Quintale, The Weekend, e Khalid.

Il mio percorso nel mondo musicale è iniziato 4/5 anni fa quando scrissi la mia prima canzone senza neanche avere una strumentale su cui scrivere; poi con il passare dei mesi ho iniziato ad andare in studio, mi sono comprato il mio microfono, un Rode NT1-A, col quale ho iniziato a registrare e a sperimentare per trovare il mio sound e il mio stile.

Poiché le tue sono molto curate, quanto contano per te l’immagine e le varie scelte estetiche in un progetto musicale?
L’estetica musicale e l’estetica dell’immagine per me sono due facce della stessa medaglia.  In ogni canzone devo esserci io al cento per cento, quindi non ho mai sottovalutato la scelta dei colori, dei vestiti, delle copertine ecc. Entrambi i mondi devono essere sulla stessa lunghezza d’onda per far sì che io sia soddisfatto a pieno del progetto.

Ascoltando Alba sembra che la notte ti porti davvero consiglio… è il momento che preferisci per scrivere? E questo pezzo com’è nato?
Il mio momento d’ispirazione viene solitamente a fine giornata quando le luci dei lampioni si accendono e quelle dei negozi si spengono, è il momento in cui trovo la calma e la lucidità per scrivere.

Il pezzo inizialmente doveva essere una ninna nanna, solo che in quel periodo c’erano mille dubbi che mi destabilizzano e non riuscivano a far trasmettere la calma che avrebbe dovuto avere. È nato quindi un pezzo più malinconico che lascia spazio alla riflessione mentre tutti dormono e tu resti sveglio.

Alba e Piove prendono una strada alternativa al rap puro che abbiamo visto nella tua partecipazione al contest di Esse Magazine. Processo genuino o scelta ragionata?
Dopo due anni di scrittura mi sono creato due vie da percorrere contemporaneamente, la prima di stampo rap, e la seconda di stampo un po’ più pop/indie. Non mi sono mai precluso nessuno delle due vie, però con il tempo ho notato che preferivo e riuscivo ad esprimere la mia artisticità nella seconda. Quindi sì, è stato un processo genuino nel raggiungerlo ma ragionato per quanto riguarda la sua evoluzione.

A proposito del contest, il tuo video ha ricevuto un sacco di commenti positivi, ma anche molti negativi. Leggendo gli ultimi, sembrano solo critiche cattive e per nulla costruttive. Come ti ha fatto sentire questo?
Non ho badato molto ai commenti negativi perché penso che siano generati dall’invidia: molte persone che seguono il magazine infatti sono le stesse che partecipano ai contest e logicamente non tutti riescono ad accettare il successo di qualcun altro.

Poi la Challenge l’hai vinta…
Si l’ho vinta per ben due volte e credo che mi abbia aiutato l’istintività con cui ho scritto il testo: infatti da quelle challenge in poi ho iniziato a lasciar correre la penna. Ogni cosa che scrivo non l’ho mai cancellata, perché sono convinto che le parole di una canzone riescano ad arrivare in modo immediato solo se l’autore stesso le ha scritte con la stessa facilità con cui vengono sentite.

Oggi non era una gran giornata/sembrava tutto sotto una scala/c’è stato di tutto e non la calma: però poi hai scritto questo pezzo niente male. Allora è la musica che riesce a colmare quello che ti manca?
Assolutamente sì, io scrivo la maggior parte delle volte per togliermi un peso dalle spalle e metterlo su una pagina, persino nei momenti in cui mi sento smarrito e sento che non ho niente da dire devo comunque colmare il vuoto che sento e nelle stesso momento liberarmi.

C’è qualcuno nel panorama attuale con cui ti piacerebbe realizzare una collaborazione?
Ci sono veramente tanti artisti con cui vorrei collaborare. Il mio sogno per quanto riguarda il panorama italiano sarebbe Frah Quintale e invece per quanto riguarda un featuring estero Jaden.

Te lo auguriamo! Per salutarci: cosa si aspetta Tancredi dal futuro?
Spero di fare tanta musica, di chiudere il mio album in serenità e di arrivare a quante più persone possibili.

Marika Falcone

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