Un Agosto in provincia, fra ricordi e spensieratezza: intervista a Kamahatma

Da uno come Kamahatma puoi aspettarti di tutto, e ciò lo si capisce fin dal nome d’arte, suggestivo ed evocativo, capace di aprire immensi scenari all’interno dell’immaginazione. La vera forza di Andrea Camatarri, così si chiama all’anagrafe, è quella di comporre canzoni estremamente dirette, un puro concentrato di emozioni ed esperienze riversate in musica. Il tutto è rafforzato dal contesto in cui è cresciuto, la provincia di Novara che, nonostante un’apparente mancanza di stimoli poetici, riesce a fornire lo sfondo ideale per le narrazioni del cantautore, piene di vita ma sempre con una costante sfumatura malinconica ad impreziosire l’insieme.

Proprio tali sensazioni sono quelle evocate da Kamahatma nel suo ultimo singolo, Agosto, pubblicato all’inizio del mese delle vacanze per eccellenza, con la volontà di non essere però il classico tormentone estivo, ma di raccontare i lati più umani e intimi di questa stagione, in bilico fra incertezze e paure, bellezza e sogni. Il brano dimostra una continua maturazione compositiva e testuale, per un risultato sempre più maturo e a fuoco. A questo contribuisce in maniera decisiva la produzione di Frenkie G, già al fianco di numerosi artisti del calibro di Dani Faiv, Jack The Smoker e Mr Rain, restituendo stavolta dei landscape sonori di indubbia raffinatezza.

Dopo le convincenti prove degli scorsi mesi, Agosto è l’ennesimo tassello nel percorso del musicista piemontese, ancora ricco di singoli e novità all’orizzonte. Nel frattempo è arrivato settembre e l’estate volge al termine, per rituffarci per un istante nella spensieratezza estiva abbiamo così scambiato quattro chiacchiere con lui: ecco cosa ci ha raccontato.

Da quali momenti sono scaturite le sensazioni che ti hanno portato a scrivere il nuovo singolo Agosto?
Agosto è un anti-tormentone estivo che analizza una delle cose che più mi spaventano: il tempo che passa e cambia le cose. Luoghi, persone, situazioni e abitudini, cambiano repentinamente. Bisogna imparare a stare al passo, oppure ci si scrive su una canzone per esorcizzare, come ho fatto io.

Come lavori dal punto di vista della scrittura e della produzione? Scrivi di getto un flusso di coscienza o il pezzo viene limato nel corso del tempo?
Quasi tutte le mie canzoni sono scritte di getto a livello di musica e testo. Poi, se lo ritengo necessario, dedico molta attenzione all’arrangiamento musicale, collaborando con altri musicisti. Per questo singolo ho coinvolto: Scarto (Paolo Dragani), che ha seguito il mix e master di chitarre, banjo e voci, e Frenkie G, produttore di Cinisello.

Che significato ha per te il mese di agosto? Cosa lo rende così poetico?
Agosto è un mese spartiacque, se come me ragioni ancora per “anni scolastici”. Una netta divisione tra passato e futuro. Agosto è un mese poetico, perchè è lo sfondo degli incontri più assurdi, delle serate più strane. Quest’anno, in particolare, ho sperimentato un’estate in provincia, e devo dire che ha dentro una nota malinconica che calza a pennello.

Ci sono dei ricordi di infanzia legati all’estate che conservi con più affetto e che ti hanno ispirato nella creazione del brano?
Delle mie estati da bambino mi ricorderò sempre latte e cereali a mezzanotte. Mio nonno ce li preparava dopo che avevamo passato ore a correre dietro a un pallone.

La copertina evoca molto bene il senso di malinconia presente nel testo: come è nata?
Stavo sfogliando un vecchio album delle fotografie, che per caso era rimasto fuori dai soliti cassetti.Mi si para davanti questa vecchia foto di me e mio fratello, nel bagagliaio della sobria Seat Cordoba rossa fiammante che mio padre aveva anni fa. Ho subito collegato la foto al mio pezzo, che da anni custodivo nel mio drive. Ho girato la foto a Riccardo Montanari, e lui ha fatto la bellissima copertina che ora potete vedere su tutti i digital stores.

Passando per un attimo al tuo percorso: quanto è stato difficile, dal tuo punto di vista, approcciarsi alla musica in un luogo di provincia e cercare di affermarsi all’interno di essa?
La mia passione per la musica nasce dall’emulazione. Avevo bisogno di ricevere gli stessi complimenti che collezionava mio fratello. Io da secondogenito geloso ho deciso di iniziare a suonare, quindi non mi sono mai chiesto se fosse la strada giusta o sbagliata. Qui in provincia i progetti musicali non sono sicuramente lo sport nazionale, ma ultimamente tanti ragazzi si stanno impegnando molto, e avrete modo pian piano di conoscerli.

Oggi il panorama musicale è sempre più vasto e affollato, per l’esperienza avuta fin qui come ti collocheresti al suo interno?
In questo momento sto componendo e rilasciando musica pop, senza dubbio. Non è detto che “Kamahatma” sarà questo genere e mood per sempre, vi stupirò con effetti speciali.

Quali sono le mosse future di Kamahatma? Che progetti hai per i prossimi mesi?
To do list: rilasciare più musica possibile, girare un bel video musicale e porre le basi per un 2021 pieno di gioia.

Salutiamoci con un piccolo gioco: riprendendo la tematica estiva alla base del singolo, quali sono i tre pezzi dell’estate che non possono assolutamente mancare nella tua playlist?

Aeroplani di Generic Animal, mentre guidi verso il Ticino coi finestrini abbassati.

Never
di All the luck in the world, da ascoltare sulla riva del fiume al tramonto con il/la ragazza/o che ti piace.

You are the best thing di Ray LaMontagne, da ascoltare quando scatta il bacio durante il tramonto.

Di Filippo Duò

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