Subconscio ci racconta il suo primo EP

Subconscio è il freschissimo progetto di Giulio Campaniello, che ci ha fatto innamorare di lui tramite i suoi sound innovativi che fondono perfettamente R&B, soul ed elettronica.
L’omonimo EP d’esordio è uscito da poco su tutte le piattaforme streaming per Totally Imported by Artist First, e devo dire che mi ha colpito particolarmente.

Giulio è uno giovani talenti più promettenti della scena emergente italiana, quella che non si riduce ad esplorare un solo stile, ma li approfondisce e li combina tutti. Non solo è stato capace di mischiare più generi nel suo primo EP, ma troviamo in esso anche una forte impronta introspettiva, sincera e sperimentale – come ci racconta nell’intervista.
Subconscio è attualità, un contenitore di idee privo di confini e ricco di storie che vuole raccontare attraverso la musica. E’ un artista che non ha paura di parlare di se stesso e un ragazzo sensibile.

Questo EP è la rappresentazione del processo creativo che ha portato alla definizione di Subconscio – ci racconta Giulio – Per questo ho deciso di combattere e tradurre i miei sentimenti, la rabbia e le emozioni sotto forma di musica e parole. In questo primo lavoro era importante dar spazio a tutte le sfumature artistiche che mi hanno accompagnato nel percorso di crescita.

Trovo che sia un artista emergente da approfondire e scoprire: noi di Futura 1993 ci abbiamo fatto quattro chiacchiere per sapere qualcosa in più su di lui e farci dare qualche consiglio su come affrontare questo periodo difficile.

Ciao! Euscito da poco il tuo primo EP, ti va di presentarcelo? Raccontaci come è nato e cosa rappresenta per te questo progetto.
Ciao ragazzi!! Esatto, finalmente dopo tanto lavoro e tanti sacrifici è uscito “Subconscio”.
Tutto è nato 4 anni fa, con un paio di amici chiusi in una sala prove di Via Del Pratello a Bologna. In quel periodo ero in piena confusione artistica, non riuscivo a trovare la giusta strada e i compagni di viaggio. E’ davvero difficile trovare la sintonia necessaria per creare un progetto, ma soprattutto farlo coincidere con gli impegni nel caos della vita quotidiana. Sentivo l’esigenza di condividere questa mia passione per i beats di artisti come JDilla e Flying Lotus, ma grazie alle ricerche del mio amico “digger” Jonny, ho scoperto artisti incredibili come FKJ, Jordan Rakei, Anderson Paak e molti altri..
Da quel momento mi si è aperto un mondo ma soprattutto sono nati i primi due brani dell’Ep, ovvero Wicked Smile feat No Fang e Guarda Oltre, rimasti in cantiere per tanto tempo. Successivamente ho conosciuto Davide Luzi aka Luzee, e qualche mese dopo il nostro incontro, il rapporto si era consolidato a tal punto da iniziare una piccola collaborazione, che ha portato ad un tour in giro per l’italia e l’uscita di due singoli, Around you e Shine fino ad arrivare alle produzione di Giungla. Subconscio rappresenta il mio percorso artistico degli ultimi anni, infatti all’interno del disco si possono incontrare diverse sonorità e diversi generi.

Il tuo mi sembra un EP che espone pensieri e idee in maniera trasparente, un lavoro dotato di molta personalità: quanto c’è di te stesso allinterno di ogni canzone?
Ogni brano ha la sua storia, ogni brano si ricollega ad un momento in cui ho vissuto emozioni molto forti. Non riesco a scrivere sempre, ma soprattutto al contrario di molti artisti non riesco a scrivere se sono preso male o se comunque non sono emotivamente tranquillo. C’è un rapporto molto intimo e particolare con la scrittura, a volte faccio fatica a parlarne quando mi confronto con amici o altri artisti.

Nel tuo disco si fondono perfettamente rnb, soul ed elettronica: come nascono queste sonorità nella tua musica? c’è un artista o una canzone che ti ha ispirato particolarmente?
La componente più elettronica arriva senza dubbio dal rapporto con mio fratello maggiore, Giovanni Campaniello aka Kappasaur, produttore drum n bass e produttore del brano “Guarda Oltre” presente nell’ep. Fin da ragazzino mi ha influenzato facendomi ascoltare quintali di Bass Music. L’ondata soul, rnb arriva come detto in precedenza dal mio amico Jonny e grazie all’ascolto di Alright di Jordan Rakei tutto cambiò. Credo sia il brano che mi ha influenzato di più!

Dimmi 3 aggettivi che useresti per descrivere il tuo EP e perchè.
Credo che l’ep sia abbastanza introspettivo. Non sono sempre diretto nel raccontare i miei pensieri, ma cerco sempre una strada alternativa. E’ importante ritrovarsi in determinate parole, determinate frasi. Non è solo la mia storia, ci sono tante persone che hanno vissuto momenti simili.
Sincero, perché c’ho messo tutto quello che avevo dentro e che volevo raccontare da tempo. All’interno del disco ho racchiuso praticamente gli ultimi anni della mia vita.
Sperimentale, ma dipende dai punti di vista. Non sono sicuramente il primo artista a fondere diversi mondi come quello dell’elettronica e il soul, ma in questo EP hanno partecipato 22 musicisti, ognuno di loro ha inserito un pezzettino della propria arte, quindi credo che sotto certi aspetti questo sia “sperimentare”.

Ora raccontaci un podi te: chi è davvero Subconscio?
Subconscio o semplicemente Giulio, è un ragazzo abbastanza sensibile che a volte dovrebbe credere di più in se stesso. Sono un tipo abbastanza silenzioso, ma spesso dietro i lunghi silenzi vorrei dire tante cose.

So che durante la creazione di questo EP hai vissuto un periodo pieno di dubbi e incertezze: vorrei chiederti, quando hai capito che la musica poteva avere una posizione predominante nella tua vita?
Per 1 anno e mezzo ho lavorato come grafico per uno studio di consulenza per piccole medie imprese. In quel periodo passavo la maggior parte delle giornate in solitudine perché i titolari erano costantemente in trasferta per fare riunioni con i clienti. Avevo tanto tempo per pensare, ed ero consapevole che non potevo passare la mia vita in un ufficio 10 h al giorno, e per gioco ho iniziato a scrivere su carta i miei pensieri, tutto quello che mi passava per la testa. Una volta finito gettavo tutto nel water come per scacciare via quei pensieri negativi. La cosa mi prese tantissimo perché mi resi conto che era l’unico momento in cui riuscivo a sentirmi veramente libero.

C’è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?
Mi piacerebbe davvero tanto collaborare con Friz, credo sia una delle penne più talentuose in circolazione. Al momento siamo presi entrambi dai nostri progetti, ma sicuramente ci sarà occasione in futuro!

Infine ti chiedo come stai in questo momento così particolare. Hai qualche suggerimento per farci passare queste lunghe giornate?
E’ un momento difficile, ma dobbiamo stringere i denti. Ogni giorno ascolto tantissima musica alla ricerca di nuove influenze, nuove idee e intanto si lavora già a nuove tracce ma questa volta con un altro spirito e un’altra consapevolezza. Un consiglio? Realizzate una delle mille cose che rinviate da una vita, io per esempio ho ripreso a studiare e suonare la chitarra, forse a fine quarantena riuscirò a sfatare questo mito hahaha.
Grazie ragazzi!

Eleonora Bruno

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