Siamo Pugili Fragili: intervista a PIERO PELÙ

Intervista di Stefania Clerici

Dopo il grande successo ottenuto al 70° Festival di Sanremo con Gigante, PIERO PELÙ arriva con il suo nuovo album di inediti PUGILI FRAGILI (Sony Legacy). Arrangiato e prodotto da Piero Pelù con Luca Chiaravalli, e uscito lo scorso febbraio, il lavoro celebra El Diablo e i suoi 40 anni di musica!

L’album è il ventesimo lavoro di studio tra Litfiba e Piero solista racchiude in sé tutte le anime di Piero: un percorso artistico e umano che oscilla tra melodie e atmosfere rock, cantautorato, blues, ma anche metal, punk, grunge, gospel ed elettronica.

Abbiamo organizzato una chiacchierata telefonica con Piero, ognuno ovviamente nelle proprie case, ma con l’unico intento: parlare delle sue canzoni, e come in un così strano momento sociale, la musica possa ancora una volta unirci, per pensare positivamente al futuro. Ecco la nostra intervista!

ROCKON: il disco si apre con un dato di fatto, una fotografia della realtà: Picnic all’inferno dice “siamo carne per avvoltoi, che gira e gira… siamo sempre noi” che ti vede in un duetto insolito con Greta Thunberg: da dove nasce questa idea di mixare dialogo e musica per veicolare il tuo chiaro messaggio?
PIERO PELU’:
Noi siamo gli avvoltoi di noi stessi e non lo abbiamo ancora capito. Nella stessa canzone dico anche “l’uomo è l’animale più feroce sulla terra” e lo stiamo dimostrando a tanti livelli. Siamo quelli che hanno l’impatto più violento sull’ambiente, perchè ci sono di mezzo economie, giochi di potere, controllo fisico e mentale delle masse. L’uomo è il peggior esempio di “animale” terrestre… anche se ha inventato la batteria, la chitarra elettrica e altre cose fichissime, siamo purtroppo quelli che hanno creato e distrutto con la bomba atomica, siamo quelli che continuano ad usare i derivati del petrolio per produrre energia, quando potremmo affidarci invece al sole, al vento, all’acqua e alla geotermia. Di questo parla Picnic all’inferno: un pezzo al quale sono musicalmente molto affezionato, e anche i fan, perchè ho iniziato già a suonarlo nel tour  di novembre. È un blues-hard rock- gospel che mi è stato musicalmente ispirato dalla collaborazione con Davide Simonetta. La canzone inoltre stata usata anche uno dei carri della sfilata del Carnevale di Viareggio dove il tema era proprio l’ambiente e Greta Thumberg: beh, questo è stato anche il carro che ha vinto.

“Gigante” è invece un pezzo di rinascita che hai scritto per i ragazzi in carcere. Oggi ci sentiamo un po’ “in carcere” anche noi… che consigli ci dai per vivere al meglio queste settimane di clausura?
Incredibile l’analogia tra la dedica e la fonte d’ispirazione di Gigante, perchè sentirci in carcere, 60 milioni di italiani, è un’esperienza da cui dovevamo passare tutti per capirla veramente. Io la prenderei in maniera zen, una necessità spirituale di rinnovamento. Come sarà il mondo tra qualche mese o per i prossimi 10 anni non possiamo prevederlo, ma lo spirito del pezzo è quello di essere sempre pronti a cavalcare il drago e mostri e di sapersi motivare, noi stessi e gli altri, per darsi fiducia, la carica e non sentirsi soli. Penso che questo periodo si può annoverare tra i quelli più bui del mondo, da dopo le guerre mondiali: stiamo vivendo una guerra di tutti contro uno, e non tutti contro tutti. Ma di fatto è una guerra e non bisogna smettere di crederci ed impegnarci perchè prima isoleremo il virus prima ne usciremo. Possiamo farlo solo rispettando le norme che a mio avviso imporrei per tutti, stando in casa il più possibile.

“Nata libera”: una ballad che prende una posizione di denuncia contro la violenza sulle donne e dici “Andiamo là nel posto delle fragole”: qual è questo strawberry fields di cui canti?
Il posto delle fragole è un luogo che può essere un luogo ideale ma potrebbe essere un tranello, dove l’uomo attira la sua vittima. Questa ballad è ispirata alle murder ballad inglesi che sono proprio un genere musicale, una su tutte quella di Nick Cave con Kylie Minogue (Where the wild rose grow). Le protagoniste vittime sono troppo spesso le donne: io da uomo mi vergogno pesantemente di quello che leggo sui giornali delle violenze fisiche e psicologiche. Sono troppo i femminicidi nel mondo e in Italia, questa canzone è il mio modo di esprimermi e schierarmi in favore delle donne. Noi uomini dobbiamo riuscire ad imparare a superare l’abbandono, i no delle nostre ex in maniera costruttiva e non distruttiva. C’è un grande percorso da fare, sia per le madri, che non sanno dire no ai figli, per crescere una generazione migliore imbastendo una grande rivoluzione cuturale. Questo cambiamento mi piacerebbe investisse anche altri campi, e ne parlo nell’album…. come il rispetto per l’ambiente, vedi la già citata Picnic e anche canicola, o di quello della diversità, come in Fossi foco. Questo è un album dove il tema del rispetto è centrale.

In modo quasi profetico in Stereo Santo dici: “Siamo quelli che mangiamo pipistrelli e poi voliamo fino all’alba”. Al di là della facile ironia, il titolo mescola musica e sacralità: quale connessione c’è tra questi mondi che sembrano opposti, soprattutto per un diablo come te?
Io ho scritto 15 anni fa Dea Musica, Stereo Santo si lega a questo filo con in rapporto sacrale che io ho con la musica perchè è un rapporto spirituale. Stereo santo è una canzone da cantare in riti tribali, Dea musica era più spirituale, ma fanno tutte e 2 parte dello stesso mondo che mi appartiene a pieno da 40 anni, è il 20 album in studio. Cerco di poeticizzare al massimo e testimoniare al massimo il mio rapporto con la musica. La musica, dopo mia madre, è la donna che conosco e che frequento da più tempo nella vita. È un rapporto difficile perchè la tua musica deve fare i conti con gli altri, il resto della musica e non si può vivere isolati. È un’entità in continua mutazione, come il mondo che ci circonda, la musica è un esempio di come devi essere sempre pronto a seguire i cambiamenti, sia lo stimolo per seguirli al tempo stesso.

Il tour negli store è purtroppo saltato, ma speriamo il meglio per quello estivo che avrà la sua data zero il 3 luglio a Legnano. Ma come vedi la nostra futura estate?
Il tour è confermato, ma noi bisogna fare i bravi, bravissimi. Dobbiamo seguire bene le regole… così da tornare presto alla normalità. A luglio saliremo sul palco per fare festa! Io sto già lavorando a come impostare lo spettacolo, che scaletta fare e ci sono dei bei progetti in ballo. La vedo bella positiva la cosa!

Sempre a proposito del tour, ho visto ieri che hai lanciato sui tuoi social il contest O.zone Online Contest, in cui offri la possibilità ai vincitori di partecipare ai tuoi live: ci parli del progetto?
Visto il momento difficile ho creato questo contest online e mi piacerebbe coinvolgervi come padrini voi di Rockon. L’iscrizione è gratuita, la base operativa è nel mio studio a Sesto Fiorentino, e chiunque abbia idee, voglia cantare, esprimere la propria arte potrà farlo. Ci sono tre categorie, quella musicale, per band emergenti, quella di testi poetici o musicali, per autori, e quella di art&roll, cioè filmati e video arte. Tutto quello che riceveremo e che la giuria riterrà valido sarà portato in tour la prossima estate e salirà sul nostro palco. Nei prossimi giorni comunicheremo la mail e il sito a cui mandare i propri lavori e tutti potranno partecipare… La creatività di Stereo Santo della musica ci salverà sempre!

Il ruolo dei social media in questo momento storico particolare sta diventando diverso: da demoni ad aggregatore positivo. Come hai intenzione di usare i tuoi canali di comunicazione da oggi alle prossime settimane?
L’elettronica è un mezzo meraviglioso, ma stiamo attenti a non rimanere ipnotizzati dagli schermi, dello smartphone e della tv. Anche se in questo periodo ci sembra di non aver nulla da fare, si puo anche mettersi a guardare fuori dalla finestra, leggere un libri, disegnare su un foglio, scrivere con carta e penna, sono attività che fanno bene al corpo alla mente. I social, che dio li benedica, sono importanti perchè stanno mostrando che possono veicolare buone energie, buone idee, creatività, non sentirsi soli e isolati, questo è necessario.Al momento sto usando i social per comunicare ogni giorno con chi mi segue, non sono nel mio “bunker studio” con la mia tecnologia che mi permeterebbe di fare più musica, quindi attualmente riesco a fare dei video selfie quotidiani con un diario di consigli e di messaggi.

Da ieri ho incominciato delle dirette Instagram con degli ospiti: ieri ero live con Neri Marcorè ed Elio delle Storie Tese, mentre mercoledì 18 alle 21 ci saranno RoY Paci ed Eva Poles dei Prozac + e Domenica 22 sempre alle 21 Francesco Sarcina con cui ho scritto Luna Nuda.

Piano piano se ci vorranno essere altri amici, il calendario potrà arricchirsi. Io conto di allargare l’orizzonte di tutti, parlando di musica, libri, cultura per sentirci uniti e mai soli.

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