Sei anni di Dischi Sotterranei: Jesse The Faccio come Excalibur

di Thanks For Choosing

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i ragazzi di Dischi Sotterranei che dai sei anni sono attivi nel Padovano e nazionalmente. L’obiettivo: creare una scena musicale che sia alternativa davvero, andando a ricercare sonorità estero filoamericane piuttosto che rifarsi di ciò che abbiamo già in Italia. Ed ecco che, mentre tutti cercano il nuovo Calcutta, questi ragazzi riportano in vita i Non Voglio Che Clara dopo cinque anni di assenza.

– Come mai il nome Dischi Sotterranei? Ed esiste davvero una scena sotterranea in Italia?
Alla fine del 2013 a Padova un collettivo di giovani artisti ha dato vita a una serie di serate incentrate su concerti delle band della città. La cosa ha avuto un successo enorme in termini di partecipazione ma anche di percezione mediatica da parte di chi viveva a Padova in quel periodo. Sono state sei feste leggendarie in un sotterraneo di un locale di una zona un po’ degradata della città, ad organizzarle eravamo noi e decidemmo di chiamarci i Sotterranei. La cosa ha avuto un’eco tale da arrivare ad oggi nella forma di un’etichetta discografica: Dischi Sotterranei. In mezzo ci sono stati centinai di concerti e quasi venti dischi.

La scena esiste eccome, basta saperne intercettare gli elementi ed essere bravi a catalizzarne l’energia. Noi il 30 aprile cominciamo a contarci, già lo facciamo in realtà da anni, ma la sensazione quest’anno è quella di una bomba pronta a esplodere, quella di un evento miccia a cui non si può mancare, per poter dire ‘io c’ero…’.

La Universal tenta di rubarvi Jesse The Faccio, che cosa succede?
Jesse The Faccio è come Excalibur nella roccia e noi siamo la roccia. Solo il prossimo erede al trono di Francia potrà estrarre la spada, tutti gli altri dovranno portarsi via anche la roccia.

Come può essere riassunta la filosofia dell’etichetta? E a cosa puntate?
Non ci facciamo guidare da nessun dogma scolpito nella pietra, possiamo parlare di un’attitudine. Vogliamo dare spazio a musica figa che negli ultimi anni è stata troppo oscurata da mode glitterate, creare e sostenere una scena fieramente indipendente che cresca per restare, che non sia di passaggio per palcoscenici generalisti. Questo punto di partenza può avere esiti estremamente diversi tra loro, come già oggi si può notare nel nostro roster.

La nostra ambizione è quella di diventare un punto di riferimento a livello nazionale per un certo modo di fare le cose e di vivere la musica, di far arrivare a più persone possibile un’identità nella quale potersi riconoscere e riunire.

Chi siete, singolarmente, e cosa fate? Come funziona una giornata tipo da voi?
Siamo cinque ragazzi di base a Padova, tra i 28 e i 30 anni (Alberto Tessariol, Michele Novak, Francesco Aneloni, Marco Sorgato, Francesco De Sandre). Ognuno ha (ancora) la propria occupazione dalla quale difendiamo coraggiosamente e con fatica il tempo per seguire questo progetto. In ordine sparso di lavoro facciamo: comunicazione, digital marketing, eventi, tatuaggi e difendiamo le foreste. Siamo quasi tutti musicisti e anche per questo riusciamo a comprendere al meglio tutte le dinamiche che partono dalla sala prove, passando per un tour e arrivano su Spotify o alla gestione editoriale di un disco. Naturalmente ci sono alcuni amici che di volta in volta ci aiutano nelle svariate cose di cui un’etichetta può aver bisogno.

La nostra giornata tipo è tutta protratta a tirare le fila dei vari artisti su cui lavoriamo parallelamente, aiutarli a stare sul pezzo per rispettare la miriade di scadenze che si avvicinano: le uscite sei singoli, i contenuti dell’ufficio stampa, i lanci sui social, i rapporti con l’agenzia di booking. Sostanzialmente noi siamo dei facilitatori, ci preoccupiamo che tutto vada per il meglio e diamo il nostro apporto in tutte le fasi di produzione di un disco e di crescita di un artista. Detta più semplicemente prendiamo a calci in culo quegli stralunati degli artisti affinchè facciano tutto ciò che possono perchè i loro progetti possano avere una distribuzione e una rilevanza adeguata.

Chi sarà il primo di Dischi Sotterranei ad impazzire?
Per motivi relativi strettamente all’etichetta sicuramente Novak, che si occupa in prima persona di coordinare tutte le attività che coinvolgono i nostri artisti. Questo nello spazio tra un lavoro d’ufficio e il ruolo di chitarrista nella band di Jesse The Faccio. Se invece ampliamo la rosa dei motivi siamo tutti sull’orlo della crisi di nervi: ti dico solo che quest’estate organizziamo un festival di 3 mesi…

Dischi Sotterranei, la festa 2020

Giovedì 30 aprile 2020 – PADOVA – Cso Pedro

🐊 6 anni di Dischi Sotterranei da festeggiare
🐊 6 band
🐊 2 palchi
🐊 1 dj set fino a mattina
🐊 innumerevoli drinks (e pizze)

Line-up in ordine casuale:
Vanarin 🔊
Jesse the Faccio 🔊
Vvendi 🔊
Pau Amma 🔊
Mivergogno. 🔊
Post Nebbia 🔊

Inizio live: 21:30
Dj-set: Los Galacticos
Evento Facebook: facebook.com/events/885668485204251/

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