Quattro chiacchiere con… X AMBASSADORS

Intervista di Stefania Clerici

Avremmo dovuto vederli sabato 7 marzo in concerto al Fabrique di Milano, ma ovviamente in ottemperanza all’ordinanza emessa dalla Regione Lombardia, lo show degli X AMBASSADORS è stato cancellato.

Vi proponiamo lo stesso la nostra esclusiva intervista solo per Rockon.it, con Adam Levin, il batterista della band. Gli X Ambassadors uno dei gruppi indie rock americani più amati degli ultimi tempi.

ROCKON: Da Ambassadors agli attuali X Ambassadors. Una X che ha fatto la differenza… o no? Ci spieghi come mai questo cambio di nome?
ADAM:
Sì, prima eravamo solo Ambassadors, ma quando la nostra casa discografica attuale ci ha proposto un contratto ci siamo accorti che esisteva un gruppo omonimo e non era possibile chiamarci come loro… quindi ne 2013 abbiamo dovuto cambiare, scegliendo la cosa più semplice, aggiungendo una X.
Cambiato il nome comunque è arrivato anche il resto: costruire l’identità di una band non è facile ma giorno dopo giorno lavoriamo su questo e i risultati ci confermano che stiamo facendo bene.

Abbiamo letto che Dan Reynolds, il frontman degli Imagine Dragons, vi ha scoperto per caso suggerendo poi alla Interscope Records di contrattualizzarvi… Ci racconti di più di questo incontro e quanto le “raccomandazioni” siano important?
La chiamata della Interscope Records è venuta fuori per caso, mentre noi eravamo già attivi ma ci producevamo da soli. Ci è stato detto che l’etichetta voleva incontrarci per ingaggiarci nella loro casa discografica. Noi eravamo increduli e solo una volta incontrati il nostro producer ci ha raccontato di di Dan, che ci aveva ascoltato per caso ad una radio locale e che aveva chiesto a quelli della Interscope Records di scoprire chi fossimo perchè eravamo piaciuti.
Eravamo agli inizi e, come ogni cosa, quando cominci da zero è dura… però avevamo voglia di fare, abbiamo trovato delle persone che hanno creduto in noi e siamo andati avanti.
Abbiamo avuto di suonare come opener degli Imagine Dragons in Europa e nel mondo ed è stato fantastico, ci ha aperto la strada ad un grande pubblico facendoci conoscere fuori dagli USA.

Foto di Roberto Finizio

Parliamo di live music: state tornando in Italia dopo il vostro live al Carroponte nel 2017, dove avete aperto gli Interpol… come vi state preparando?
Siamo molto eccitati di tornare per presentare il nuovo album, perchè è passato molto tempo dal 2017, è arrivato Orion, con cui stiamo affrontando il tour europeo e finalmente abbiamo un pubblico tutto nostro che arriverà al Fabrique per ascoltare noi. È elettrizzante.

Siete stati ospiti di molti festival, ma suonate anche nei piccolo club. Qual è la dimensione che più ti piace e perchè?
Mi piacciono entrambe le realtà, per ragioni differenti. Nei club hai una dimensione più intima e sei vicino al tuo pubblico, che è lì solo per ascoltare solo te. Ai Festival è una vera e propria festa, ma c’è una platea più eterogenea, tanta, troppa gente e non tutti ti conoscono, ma può essere un ottimo modo per allargare la tua fanbase, perchè ti scoprono lì, gli piaci e ti seguiranno. Personalmente però preferisco i piccoli club, anche perchè è lì che tutto ha avuto inizio.

Il vostro primo tour europeo è iniziato da poco, ma siete in giro per gli USA dal 2013: quali sono le più grandi differenze di abitudini e di live tra i due continenti?
Innanzitutto il cibo! Qui mangi cose buonissime, sempre diverse e gustose… non si può dire lo stesso dell’America. E poi le persone, la dimensione degli spazi, dei paesaggi, è molto diversa rispetto all’America. Ora siamo a Utrecht in Olanda, una città a misura d’uomo che attraversi da parte a parte in mezz’ora… imparagonabile rispetto alle grande città statunitensi.
Con la musica abbiamo avuto l’occasione di viaggiare in tutto il mondo, mi ha affascianato il Giappone, dove eravamo davanti ad un pubblico che non parla inglese e che canta le tue canzoni a memoria e con energia… nonostante forse non ne capisca nemmeno il senso!

X AMBASSADORS

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Il rimborso dei biglietti potrà essere richiesto esclusivamente presso il Punto Vendita in cui è stato effettuato l’acquisto entro e non oltre venerdì 13 marzo 2020

I biglietti verranno rimborsati totalmente (compresi i diritti di prevendita). Non verranno rimborsate eventuali ulteriori commissioni (già effettuate e fatturate) applicate dal Punto Vendita in fase di acquisto.

– Biglietti acquistati on line sul sito TicketOne.it o tramite call center TicketOne:

I biglietti acquistati on line sul sito TicketOne.it o telefonicamente tramite i Call Center TicketOne verranno rimborsati totalmente (compresi i diritti di prevendita), escludendo le commissioni di servizio ed i costi di spedizione (già effettuati e fatturati) ed eventuali altri servizi acquistati, entro e non oltre venerdì 13 marzo 2020, come da modalità regolamentate nei termini e condizioni di acquisto del sito TicketOne. Qui di seguito le istruzioni per richiedere rimborso:

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Via Vittor Pisani 19
20124 Milano
C.a. Divisione Commercio Elettronico
Oggetto: RICHIESTA RIMBORSO

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