L’intervista ad ARIETE: con Spazio apre la prima edizione di Futuro Festival Digitale

Ariete, all’anagrafe Arianna Del Ghiaccio, è la nuova voce di Bomba Dischi: ieri ha aperto la prima edizione del Futuro Festival Digitale, durante il quale, ogni domenica e martedì di luglio, si alterneranno artisti emergenti a big sui canali social di Futura1993, e in onda su Radio Città Fujiko il martedì.

La cantautrice vive vicino Roma e ha solo 17 anni. Il 14 maggio è uscito il suo primo ep: Spazio, ovvero 6 brani intimi e introspettivi. Il risultato del lavoro è ben riuscito, equilibrato e anche necessario: sembra essere uscito nel momento giusto.

Ariete, ancora tra i banchi di scuola, scrive della sua generazione, tra paranoie e malinconica contemplazione. Un linguaggio diretto, fedele anche a tanta scuola cantautoriale romana – l’influenza, positiva, di artisti come Gazzelle o Coez si sente – che non ha paura di giocare con le parole e i suoni che le compongono: ascoltando una canzone come Amianto non è difficile pensare a quanto è bello sentire, ancora, artisti che giocano mescolando i suoni della propria lingua:
E, sai, sto male, sai, ci ho pianto / Ma siamo amanti come l’amianto / Un po’ soffriamo se ci stiamo accanto.

Le storie raccontate da Ariete in brani come Avrei voluti dirti o Pillole sono intense, di quelle che ti lasciano una traccia dentro, se non un’impronta indelebile. L’effetto della presenza ingombrante che le persone lasciano nella nostra vita è raccontato con metafore e associazioni, che non passano inosservate, neanche a un primo ascolto dei brani:
“La verità è che / Tutti sono belli da lontano / Fino a che poi non li conosciamo / E così mi è successo con te / La verità è che / Mi hai sempre sporcata di “ti amo” / E mi dicevi che ci apparteniamo / Ma non appartengo neanche a me.”

Il featuring con Drast (Psicologi) è sicuramente uno dei brani più riusciti di Spazio: staccandosi da atmosfere più lo-fi, tipiche del “bedroom pop” degli altri brani, Riposa in pace potrebbe diventare la prossima hit estiva senza problemi.

Se per molti la canzone dell’estate 2018 è stata Missili (Frah Quintale ft Giorgio Poi) i mesi più caldi del 2020 li darei tranquillamente ad Ariete e Drast. Le parole dei due artisti si completano e risultano essere la prosecuzione l’uno dell’altro, giungendo ad un perfetto lavoro di sintesi, che si sviluppa sulla coppia Fiamme-Notre Dame:
“Luci nella stanza come fosse la Red Light / Ma se non ci sei qua è più Notre-Dame / (…)
Quanto stai bene in quella foto davanti a Notre-Dame? / Spero non vada mai in fiamme /
Tu mi dicevi: “Sei speciale”, ma a quanto pare / Lo dicevi a tutte, eh / Ho tante foto da bruciare, per dimenticare / Le notti più brutte, eh”.
Ieri abbiamo ospitato Ariete sul nostro profilo Instagram, per la prima video-intervista di Futuro Festival Digitale. Oggi vi proponiamo un’altra serie di domande che le abbiamo fatto nei giorni scorsi. Leggete cosa ci ha raccontato!

Il 14 maggio è uscito il tuo primo EP: Spazio. Come è stato vivere questo momento nel periodo del lockdown?  
Uscire con “Spazio” nel periodo del lockdown è stato un gesto coraggioso e quasi azzardato. Mi seguivano davvero pochissime persone, avevo fuori due pezzi, e, mentre tutta l’industria musicale si stava fermando, ho deciso, insieme alle persone che lavorano con me, di tirare fuori il progetto che avevo in testa. Abbiamo prodotto e registrato l’intero EP a distanza, senza grandi microfoni o studi di registrazione, ma con le mie cuffiette dell’iphone e il telefono nella mia cameretta, mentre fuori avveniva la pandemia. Inutile dire che il riscontro è stato davvero positivo, e sono molto soddisfatta.

Ho lasciato tutti i miei pensieri alla gente / Che se li sente e se li rivende / Che se li sente e se li rivende”. Ascoltando questa frase ci viene spontaneo chiederti: ti è mai capitato di aver messo così tanto di te stessa in un brano da temere il momento della release o semplicemente di farlo ascoltare a qualcuno? 
Mi capita sempre, mi è capitato già con tutto l’EP, soprattutto con “Insicuri”, da cui è proprio presa la frase.

Nei tuoi testi si parla di relazioni complicate dall’età, dalla distanza e da un insieme di fattori in cui ci si può facilmente riconoscere. Dal tuo punto di vista, come valuti i rapporti interpersonali in una società così frenetica e tecnologica?
Io penso che sia stimolante avere, nell’epoca in cui ci troviamo, più sfaccettature dell’amore, che non deve essere composto da limiti o regole. Indubbiamente è cambiato il concetto della parola in sé con il passare dei secoli, e indubbiamente abbiamo perso qualche valore a livello relazionale che prima era abitudine, mi viene in mente l’esempio più banale: fino a 50 anni fa ci si sposava molto giovani, o comprare puntualmente fiori. Non che oggi non succeda eh, però con una frequenza molto più rara! Io comunque l’amore me lo vivo bene.

Ti va di raccontarci qualcosa sulla collaborazione con Drast? Come è nata e come vi siete conosciuti?
Certo. Innanzitutto penso di dover ringraziare Marco perché è stato proprio lui a farmi conoscere i ragazzi di Bomba Dischi, davvero per caso. Ci siamo beccati perché lui, tornando da una data del tour questo inverno, ha ascoltato per caso “Quel Bar” nel suo Daily Mix di Spotify e gli è piaciuta molto. Il giorno dopo mi ha invitata in studio a Roma, ci siamo scambiati i numeri e qualche settimana dopo sono scesa a Napoli per scrivere e produrre un po’ di pezzi, e Riposa In Pace è nata proprio così.

C’è un altro nome con cui ti piacerebbe collaborare?
Franco126, Rkomi, Madame principalmente.

Quali sono gli ascolti che ti hanno maggiormente influenzata? Cosa ti ha folgorato spingendoti a scrivere canzoni?
Ascolto di tutto quindi non mi vengono in mente degli ascolti precisi che mi hanno influenzata, però ho sempre consumato musica da quando sono piccola, sono cresciuta con questa passione e questo sogno.

Hai deciso cosa farai dopo il liceo? Stai pensando ad un futuro che includa solo la musica?
Dopo il liceo vorrei concentrarmi al 100% sulla mia musica, lo faccio già ora, ma devo comunque pensare alla scuola e al diploma. Spero, come tutti, che possa diventare il mio lavoro!

Chiara Grauso

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