La musica può essere immortale? Intervista a Nico Kyni

Una vibe che in Italia non si è mai sentita, contaminazioni RnB e sfumature Trapsoul, questi sono gli ingredienti che danno forma e potenza alla musica di Nico Kyni. Classe 1992, il giovane artista bolognese si è ritagliato uno spazio nel panorama italiano grazie all’audacia delle sue sperimentazioni sonore. L’obiettivo della sua musica è quello di non invecchiare mai e di lasciare un segno indelebile nel tempo.
In questo 2020 ci ha mostrato diversi aspetti del suo sound presentandoci pezzi più urban come Prima o Poi, o tracce più dolci e soul come Meglio Così con Martina May.

È di giugno l’ultima carta scoperta da Nico, Solo Te è il suo nuovo brano realizzato in collaborazione con Tormento. Un inno alla musica, alla sua bellezza e ai sacrifici che comporta inseguirla per tutta la vita. Una storia d’amore, quella con la musica, raccontata con uno stile fresco e con un ritornello accattivante, che accompagna perfettamente i nostri pomeriggi estivi. La voce di Nico si sposa perfettamente con le sonorità di cui si fa pioniere e noi non ci siamo fatti scappare l’occasione di chiedergli come sta andando la sua personalissima storia con la musica.

Ciao Nico! Qualche settimana fa è uscito il tuo nuovo brano: Solo Te. Ti va di raccontarci com’è nato questo pezzo?
Solo te è un brano che nasce di getto, con la voglia di lasciare all’ascoltatore qualcosa senza però rinunciare al sound. Avevo appena chiuso il brano con Yazee, doveva essere – ed è – una dedica alla musica, quindi guardandoci e discutendone decidemmo di contattare Tormento e proporgli il brano. Chi meglio di lui, king dell’R&B, poteva consacrare il tutto? Sin da subito ne fu entusiasta, il resto è online.

Com’è stato collaborare con Tormento nella realizzazione di questo brano? C’è qualche episodio particolare che ti va di raccontarci?
Con Tormento ci conosciamo da tanto e da tanto avevamo voglia di collaborare, questo brano era la giusta occasione. Tutto il processo è avvenuto in quarantena quindi, purtroppo, non abbiamo avuto modo di lavorare in studio assieme. Il video invece è stata un’esperienza, Torme è super alla mano, mi ha dato qualche consiglio mentre giravamo il video. Questa per me è stata una cosa molto bella, mi ha fatto capire quanto volesse tramandare qualcosa, mi diceva come cercare le luci per essere più in risalto, come muovermi (per quanto io sia a mio agio davanti alla camera), ecc.

Come ci hai raccontato, il pezzo è una dedica d’amore alla musica. Per te cosa significa metterla sempre al primo posto?
Significa dover scegliere. Nella mia vita ho fatto delle scelte, ho rinunciato a cose, ho perso anche tanto a livello umano ma ho anche dato tanto. Come dico nel brano, però, non ho mai perso tempo, tutto quello che sto facendo oggi lo devo proprio alla mia decisione di dedicarmi a pieno alla musica: ogni brano è un allenamento costante, una voglia di superarsi, non solo per far vedere che ci siamo ma per dire che siamo qui per rimanere.

Dal lato della produzione collabori spesso con il tuo amico Yazee, in una ricerca continua di sonorità nuove. Come sta andando la vostra sperimentazione?
Sperimentiamo continuamente, sono molto contento dei risultati che stiamo ottenendo e la gente apprezza. Oggi la musica è un po’ usa e getta: ce n’è talmente tanta che è poca quella che poi dura nel tempo. Quello che vorrei è proprio fare questo: fare un qualcosa che duri nel tempo, che tutti possano apprezzare, dall’adolescente ai genitori.

Oltre al rap e al canto ti diletti anche con il ballo e spesso lo dimostri nei video dei tuoi pezzi. In che modo questo aspetto ha contribuito a formare la tua personalità artistica?
Sono cresciuto con Michael Jackson e per forza di cose mi ha formato in un certo modo. È bello poter trasmettere e tradurre ciò che canti con il ballo, penso sia una forma d’arte di un impatto non indifferente. Ovviamente non ho fatto vedere ancora tanto, ma con i prossimi progetti ci sarà sicuramente un level up.

Nel panorama nazionale non sono molti a mescolare sonorità RnB con un mood latino, aspetto che invece ritroviamo spesso nei tuoi brani. Cosa ti ha portato su questa strada? Ci sono degli artisti particolari che ti hanno influenzato durante il tuo percorso?
Sicuramente ci sono artisti che hanno influenzato il mio percorso (nonostante ascolti tanta musica tutta diversa, e per diversa intendo anche diversa da ciò che faccio), perché penso che si possa apprendere da qualsiasi cosa nella vita per poi riproporre il tutto a seconda dei tuoi gusti e del tuo stile. Chris Brown, dopo Michael, è stato colui che mi ha fatto capire cosa volessi fare e come volessi trasmettere tutto quello che avevo da dire. Oltre a questi ce ne sono molto altri: Craig David, Usher, Jacquees, ecc.; ma questi due in particolare hanno formato il mio percorso artistico.

In questo 2020 hai pubblicato diversi singoli, da Prima o Poi a Solo Te. Hai qualche altro progetto in cantiere? Cosa possiamo aspettarci da Nico Kyni?
Ho tanta roba, ho scritto tanto e sto lavorando tanto, anzi stiamo perché tutto questo non sarebbe possibile senza l’aiuto di Yazee, Biggie, Luam e dei miei compagni.

Abbiamo già pronta roba nuova, ora penseremo a far passare l’estate, rilasseremo un attimo i muscoli e riposeremo il cervello, giusto il tempo di ricaricare le pile.

Sarà un anno di fuoco e non vedo l’ora di iniziare.

di Miriam Gangemi

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