MIGLIO e l’amore dalle molte sfaccettature: l’intervista

Nata a Brescia ma di adozione Bolognese, Alessia Zappamiglio si distingue con il suo progetto Miglio. Fin da piccola viene proiettata nel mondo della musica, seguendo ciecamente i grandi cantautori, imparando a trattare temi di ogni genere con una penna diretta e linguaggi costruiti su metafore ed immagini. Nelle periferie industriali, città metropolitane, tecnologia, negli amori e connessioni vede l’ispirazione per i suoi testi. In attesa del suo nuovo album ripercorriamo la sua musica: dal 2018 entra nell’etichetta torinese INRI con cui pubblica il suo primo singolo Gli uomini elettronici, prodotto da Davide Dade Pavanello (Linea77) e Marco Benz Gentile. Calca nei due anni successivi molti palchi, aprendo il concerto di Bianco alla Latteria Molloy di Brescia, o partecipano al Seeyousound Festival di Torino e Modena Indie Festival.
A maggio 2019, arriva con il brano Il bar sui binari tra gli 8 finalisti del BMA – Bologna Musica D’Autore, e condivide il palco del Teatro Duse di Bologna con Luca Carboni.

Quattro nuovi singoli volano dalla Matilde Dischi, con cui Miglio inizia la sua collaborazione: Pianura padana, Pornomania, Bagno Paradiso e Erasmusplus; ma non solo, riesce nonostante la pandemia a realizzare date live per Spaghetti Unplugged a Roma, Liobar a Brescia, Mikasa a Bologna, e poi i festival estivi come il Gogobo (Bologna), Modena indie festival, Circolo dei Canottieri a Milano, Ferrara.

Continua a scoccare frecce al suo arco, con il video di Bagno Paradiso selezionato da MTV tra i Just discovered e mettendolo in rotazione su Rai Radio2 Indie.

Da poco uscito il suo Ultimo singolo Erasmusplus, la ritroviamo così insieme a noi per qualche domanda:
Ascoltando il tuo singolo Erasmusplus, ci sono molti messaggi e molte richieste sintomo di emozioni. Qual è quella (o quelle) che ti hanno spinto a scrivere questo testo?
Ho iniziato a scrivere Erasmusplus dopo aver vissuto esternamente la storia di altri.
Ho raccontato delle cose che ho visto da fuori e che mi hanno colpita, poi in qualche modo ci finisce sempre anche qualcosa di mio e di personale, inevitabilmente.

Cosa ti ha portato a scegliere proprio il titolo Erasmusplus?
Perché è un brano che parla di distanze, di divisioni. Io me lo sono immaginato anche a livello geografico e poi già nel testo e nel mio immaginario ci era finito dentro il viaggio all’estero. Così genericamente l’ho chiamata Erasmusplus, anche se all’interno del brano ci sono più immagini insieme.

Da Erasmusplus a Pornomania, c’è questa voglia di cercarsi, di trovarsi, di avere un contatto: trovi questo argomento un tuo tratto distintivo? Se no, quale pensi potrebbe essere?
Sono tutte cose che ho vissuto o che in qualche modo vivo attraverso gli altri.
Cercarsi, trovarsi e poi perdersi alla fine fa parte un po’ della vita. Nelle canzoni cerco di raccontare le cose quotidiane che accadono, che vedo o che vivo.

Senza quale brano in particolare la tua discografia non sarebbe la stessa?
Non so, sono tutti importanti a modo loro perché rappresentano momenti diversi della mia vita, in qualche modo ogni brano mi ha dato qualcosa. Certamente Pornomania segna un punto di cambiamento importante per me, personale e
musicale.

Ti senti ancora dentro a quella navicella spaziale descritta in Pianura Padana?
A volte si, ritorna sempre quella sensazione. Forse oggi in modalità differenti, perché è passato del tempo e ci sono cose che affronto diversamente. Però si ha sempre un po’ paura di qualcosa e inevitabilmente cerchiamo rifugio e riparo.

l’Uomo elettronico non canta più canzoni” così ci racconti, e cosa pensi possa fare? Cosa vuoi comunicare con questa frase?
Gli uomini elettronici è un pezzo che ho scritto nel 2017, sono passati molti anni ma il senso rimane sempre lo stesso.
Si tratta di una metafora, parlo della perdita del godere delle cose semplici e genuine, di quanto sia sovrastante tutto questo mondo digitale a volte, così da rischiare di perdere il contatto analogico e vero con le cose, con le persone.

Da Brescia a Bologna, un trasferimento per la musica. A quale zona della città di senti più legata?
Ho scelto Bologna. È la città del mio cuore ed è sempre bellissima per me. Brescia rimane la mia città di origine ma non ha colori rispetto a Bologna, ci sono legata perché da lì arrivano le mie tradizioni e ricordi ma Bologna è il posto in cui sto bene.

Ti definisci un artista a cui piace avere il controllo su tutto il processo creativo, dalla scrittura al video, ma parliamo di quest’ultimo. Con quale regista ti sei trovata più in sintonia?
Con Riccardo Sanmartini, giovane regista bolognese. Con lui abbiamo girato Bagno Paradiso e Erasmusplus e lavoreremo anche ai prossimi brani. Riccardo è molto bravo, ha una bellissima visione fotografica delle cose.
È una bellissima persona, cosa molto importante e fondamentale per me.

Possiamo tutti immaginare che non sempre la scrittura di un pezzo sia una passeggiata, tra blocchi e mancanza di ispirazione la penna a volte non collabora proprio: come superi questi momenti?
Non scrivo. Quando non ho niente da dire non mi avvicino nemmeno alla chitarra.
Faccio altro, per poi ritornare.

Di Giulia Garulli

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