Intervista alle L.A. WITCH, power trio losangelino tutto al femminile

Sade Sanchez (voce/chitarra), Ellie English (batteria) e Irita Pai (al basso) vengono da Los Angeles e la loro musica riprende le sonorità tipiche della West Coast ma le affoga in delay e distorsioni. Il power trio, seppur di recentissima formazione, ha già condiviso il palco con artisti del calibro di The Kills, Cosmonauts, Dead Meadow e ha partecipato ad alcuni dei più importanti festival USA. Hanno contribuito anche alla creazione della colonna sonora di alcune serie TV, tra cui Ray Donovan (Showtime) e Witches Of East End (Showtime) con il brano “You Love Nothing”. Il loro ultimo brano “Drive Your Car” è uscito in febbraio e il loro tour europeo tocca per la prima volta anche l’Italia con due date per le L.A. Witch: il 9 dicembre al Colorificio Kroen di Verona e il 10 dicembre al Bronson di Ravenna. Abbiamo fatto qualche domanda al trio losangelino che ci ha parlato delle sue influenze musicali e della proverbiale gentilezza del pubblico europeo.

Siete tutte e tre molto giovani, il gruppo è nato sui banchi di scuola o vi siete conosciute dopo?
Ellie: Io e Sade ci siamo conosciute al liceo e poi suonavamo insieme anche in un’altra band. Le L.A. Witch sono nate qualche anno dopo.

Molti vi hanno paragonate ai Black Angels, anche se personalmente mi ricordate molto di più i Black Lips o le Dum Dum Girls. Sono gruppi che conoscete? Soffrite un po’ per questi paragoni?
Irita: Adoro i Black Angels. Non ho mai veramente ascoltato le Dum Dum Girls, ma da quello che ho sentito non mi sembra ci siano molte similitudini tra noi e loro. Vivo bene la cosa di venire paragonate ad altri gruppi perché alla fine ogni artista è stato influenzato da qualcosa o qualcuno.
Ellie: Mi piacciono i Black Lips e i Black Angels però mi sorprendo sempre quando la gente ci paragona alle Dum Dum Girls. Ho ascoltato solo un paio di loro canzoni e da quel che ho sentito non abbiamo molto in comune, oltre al fatto di essere ragazze.
Sade: Adoro sia i Black Lips che i Black Angels. Penso sia fico essere paragonate a loro, dato che entrambi sono stati sicuramente un’influenza. Non posso dire di essere sempre felice di tutti i paragoni che vengono fatti, ma non è un problema, capisco sia solo un modo per provare a relazionarsi a noi.

Il Los Angeles Magazine ha scritto di voi “Immaginate una Kim Deal influenzata dai Nirvana (invece del contrario)”. Sembra essere una descrizione che vi calza a pennello e di cui andate particolarmente fiere, tanto da riportarla sulla vostra pagina Facebook. Includereste quindi Pixies e Nirvana tra le vostre influenze? Quali gruppi vi hanno spinto a formare una band, e più in generale, quali hanno influenzato maggiormente il vostro stile?
Irita: Sicuramente i Nirvana e i Pixies, siamo cresciute ascoltando questi gruppi. Però per quanto riguarda la band le maggiori influenze arrivano dai Brian Jonestown Massacre e Gun Club.

Per ora avete pubblicato diversi Ep, ma ancora nessun Lp. È una scelta personale? Magari siete state coinvolte in altri progetti che vi hanno tolto il tempo che secondo voi dovreste dedicare alla realizzazione di un Lp?
Irita: Negli ultimi due anni abbiamo registrato parecchie volte con diverse persone. Vogliamo solo assicurarci che ogni nostra pubblicazione sia “nostra” al 100%, deve essere qualcosa che amiamo davvero. Se anche dovessimo metterci un po’ più di tempo, per creare qualcosa di cui essere davvero orgogliose, per me va bene, ne varrà la pena.

Alcuni vostri brani sono presenti nelle colonne sonore di diverse serie tv. Come sono nate le collaborazioni? Vi hanno cercato loro o avete proposto voi dei brani? Il processo creativo di un brano per una serie (se commissionato) è diverso da quello che caratterizza i vostri lavori?
Sade: Il fatto che dei nostri brani siano stati usati è accaduto un po’ per caso, ma siamo felici che sia successo. Non ci è mai stata commissionata una canzone per una serie ma è sicuramente una cosa che mi piacerebbe fare in futuro. Ho sempre desiderato comporre musica per film horror o qualcosa di simile.

Pregi e difetti dei tour europei: soprattutto in Italia c’è dello scetticismo di base nei confronti dei gruppi con una formazione femminile, soprattutto punk, è dagli anni ’80 che un gruppo punk composto da sole donne non raggiunge la fama nazionale o internazionale (ovviamente mi riferisco alle Kandeggina Gang, ma loro non possono saperlo). Los Angeles, e più in generale gli U.S.A., che trattamento riservano alle band composte da sole donne? E durante i live? La risposta Europea è diversa da quella che ricevete a casa?
Irita: A Los Angeles secondo me non è importante, ci sono un sacco di musiciste donne che fanno parte della scena. Per quanto riguarda me, credo che suonare in Europa sia più divertente, le persone ascoltano più generi di musica e di solito ne sanno un sacco, per questo è più divertente frequentarle.
Ellie: Per me c’è lo stesso scetticismo anche negli U.S.A., ma la situazione è migliorata negli ultimi anni perché girano più band che hanno anche componenti femminili rispetto a qualche anno fa. Adoro il pubblico europeo, è pieno di belle persone con cui è divertente fare festa.

L.A. Witch

9 dicembre – Verona
Colorificio Kroen – free entry

10 dicembre – Ravenna
Bronson – 10 euro

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Elena Donatello

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Anello di congiunzione tra le Spice Girls e Burzum fin dal 1988

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