Intervista alle DIANIME: irrazionali, passionali, inevitabilmente rock

Abbiamo intervistato le Dianime, band abruzzese che sembrava sparita un po’ nel nulla, dopo aver calcato palchi ben importanti. Sono tornate con un cambio di formazione, ora totalmente al femminile, e un nuovo singolo dal titolo Risposte (di cui abbiamo ospitato il video in anteprima)Noi abbiamo scelto invece di far loro qualche domanda.

Vi presentate? Com’è cambiata la vostra formazione nel corso degli anni?
Cristina: Inizialmente eravamo in cinque. Poi un anno fa, in vista del cambiamento più delicato (quello della cantante), abbiamo deciso di fermarci e rifare tutto praticamente da zero. Ora siamo ufficialmente in tre: Sara alla voce, Stefania alla chitarra e io al basso. Il quarto elemento è Vik, il batterista che ci supporta nei live e nelle prove, che ormai è molto più di un turnista!
Sara: Noi 3 ragazze ci conosciamo da parecchio tempo. Vari musicisti sono passati all’interno della band e mi piace pensare che fossero un passaggio obbligato per scovare l’anima, che ha scelto come numero proprio quello perfetto, il 3.
Stefania: La nostra formazione ha subito diversi cambiamenti per poi trovare finalmente stabilità. Ci siamo perse e ritrovate diverse volte (con Sara avevamo già suonato in passato), ma adesso ci sentiamo più forti e unite. Sembrerà strano ma è stato sorprendente ricostruirci e ritrovare la nostra arte sempre intatta.

Perchè il nome Dianime? Ci raccontate la vostra storia?
Sara: Dianime etimologicamente “attraverso le anime”, suona effettivamente come trascendentale. Volevamo dare l’idea di una musica che superasse il terreno e l’empiricità. Esprimiamo sentimenti dall’anima oltre i limiti di spazio e tempo, obblighi e moralità, oltre quello che viene definito giusto o sbagliato. L’anima non può mai sbagliare.
Stefania: DIANIME è esprimersi attraverso l’anima usando la musica come canale di espressione.
Cristina: Volevamo un nome che in una sola parola sintetizzasse la nostra concezione di musica e, più in generale, di arte: quella di esprimere la nostra essenza, la nostra anima, che è semplicemente tutto ciò di cui siamo fatti e che ci rende unici.

Litigate mai tra di voi, ci raccontate un episodio?
Sara: Litigi veri e proprio ultimamente non ricordo, discussioni su questioni organizzative, può succedere. Credo che il battibecco sia sano, dimostra che qualcosa per noi è importante.
Stefania: Ci conosciamo da diversi anni e anche se capita di avere delle piccole discussioni ormai sappiamo capirci.

Com’è stata la vostra esperienza con MusicRaiser?
Stefania: Molto positiva, ci ha permesso di ottenere un valido aiuto per lavorare sul nostro album, che uscirà quest’anno. C’è stata una bella risposta dato che abbiamo superato l’obiettivo previsto.
Siamo davvero soddisfatte, non ce l’aspettavamo.
Cristina: Direi molto positiva. Abbiamo potuto vedere da vicino che esistono ancora persone entusiaste semplicemente di far parte di qualcosa, felici di “soffrire” insieme per il raggiungimento di un risultato, anche se questo non le riguarda direttamente. L’essenza dei gesti, la volontà di aiutare, lo spirito di collaborazione e condivisione ci hanno fatto sentire davvero parte di una grande famiglia.

Ci spiegate il video di Risposte?
Idio è stato un regista meraviglioso, creativo e sensibile. Nel video la danza è l’elemento di sfogo di una personalità estremamente fragile. Il dolore si libera da se stesso con l’armonia del movimento perfetto. La musica si mischia all’arte del corpo.In pratica, la protagonista del video, dopo una discussione inconcludente che la lascia amareggiata, cerca di reagire e di esorcizzare il dolore attraverso la danza.

Sembrate una band rock, ma in realtà il vostro ultimo singolo è anche molto elettronico.
Rock ed elettronica sono un po’ i nostri genitori, due facce della stessa medaglia Dianime. Ogni brano del disco racchiude un po’ dei due generi: in alcuni, come nel caso di Risposte, prevale la parte elettronica; altri, invece, hanno un’attitudine più rock.

Chi è questo personaggio del brano che si sente fragile e ha perso tutto l’interesse per le persone?
Sara: Siamo un po’ tutti. Probabilmente tutti abbiamo vissuto almeno un momento così nella nostra vita.
Cristina: Risposte nasce da una discussione che non porta a niente, in cui l’altro, invece di ascoltare realmente, cerca nello scontro solo una conferma di quello che pensa già. Ed ecco che quando viene scoperto, si sente perso.Credo sia capitato a tutti almeno una volta nella vita.

Domanda esistenziale. Perchè fare musica nel 2019 quando tutto sembra convincervi che non dovete farlo? La vostra più grande soddisfazione?
Sara: Non c’è ragione a volte, è semplice passione. Non potremmo farne a meno.
Stefania: Bella domanda. Io penso che si fa musica prima di tutto per sentirsi meglio, dovrebbe essere così come per tutte le arti, non dimentichiamolo. La musica ha un potere immenso. È un canale di espressione che mi spoglia e neppure me ne accorgo e allo stesso tempo il nascondiglio segreto di tante cose per non essere rubate o rovinate. È un pianeta su cui regnano emozioni e sentimenti eterni che nessuno può portare via.Ecco, io continuo per questo motivo. Di soddisfazioni ne abbiamo avute, non importa se grandi o piccole. Abbiamo molto apprezzato il fatto di aver aperto a diverse band come: Diaframma, Umberto Maria Giardini, Giorgio Canali & Rossofuoco, Ex-Otago, Margherita Vicario, Blastema, Sick Tamburo, Bugo, Marlene Kuntz, Management del dolore post-operatorio ecc. La soddisfazione più grande però è aver visto persone che non conosciamo minimamente cantare le nostre canzoni. Ci siamo commosse, davvero.
Cristina: Ad essere razionali, non conviene affatto fare musica. Ma la vera domanda è: perché non farla? La vita sarebbe dura ugualmente. Tanto vale affrontarla con uno strumento in mano e con un sogno da alimentare. La soddisfazione più grande è stata sentire le persone cantare i nostri pezzi, oppure organizzarsi per seguirci nelle trasferte.Quando abbiamo girato il nostro primo videoclip, avevamo bisogno di comparse e ragazzi che ci seguono da tempo si sono organizzati per darci una mano. Sono partiti prestissimo e hanno caricato sui social una foto di gruppo scattata davanti all’Autogrill con su scritto “Gruppo vacanze Dianime”. Ecco, può sembrare una piccolezza, ma quel gesto mi fa sorridere ancora. Vedere concretamente di aver costruito qualcosa, seppur nel nostro piccolo, è stata una bellissima soddisfazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.