Intervista ai The SADE: il nuovo album “Grave” e la nuova line-up

Sono in macchina con amici, ma mi accorgo di avere a bordo proprio la nuova line up dei The Sade, casualmente in anteprima. Direzione Bologna. Queens of the Stone Age. Nel tragitto, decidiamo di fare un’intervista per RockOn.

The SADE – Prossimi Concerti 2017

11 Novembre – ROSA‘ (VI) – Vinile
08 Dicembre – SCORZE‘ (VE) – Novak
16 Dicembre – ABANO TERME (PD) – Laboratorio Culturale I’M
30 Dicembre – VILLA DEL CONTE (PD) – Ricky’s Pub

Ragazzi! Per prima cosa… ci parlate del vostro ultimo disco “Grave”? Qual’è stata l’ispirazione dietro la composizione dei brani?
Andrea: “Grave” è il nostro terzo lavoro in studio. I primi pezzi di questo disco nascono durante il tour del nostro precedente album “II” nel 2014, il lavoro di composizione è poi continuato nel 2015 ed infine abbiamo sistemato gli arrangiamenti e registrato nel 2016.
Inizialmente avevamo molto materiale in mano che poi è stato “scremato”: abbiamo inserito nel disco nove brani completi ed un outro.
Sicuramente questo è il nostro album più “heavy”, abbiamo mantenuto il sound che ci caratterizza ma il tutto è uscito più “pesante” dei precedenti dischi, anche per quanto riguarda i contenuti.
Il titolo vuole sia riferirsi al concetto di tomba (in inglese), ma anche alla sonorità grave (in italiano), sinonimo di un suono basso e cupo, questo per via del mio timbro vocale.
L’intero album è una sorta di concept sulla morte, con canzoni dalle diverse tematiche ma accomunate dallo stesso filo conduttore. I brani frullano diversi generi musicali (parte dei nostri ascolti) attraverso un denso sapore oscuro.
I testi sono cupe visioni proiettate in una dimensione tenebrosa e crepuscolare, partono da visioni e racconti tetri, ispirati in parte da E.A.Poe e Horror b-movie. Si parla di morte, tenebre, cimiteri e dimensioni post morte. Ma la Morte non è sempre intesa necessariamente come tale: a volte si è costretti a chiudere con il passato e lasciare morire alcune cose per iniziare ad aprire nuove porte… a volte si è costretti a crescere costruendo una tomba sopra ai propri sogni.

Dove è stato registrato, chi l’ha prodotto e quanto tempo è servito per realizzarlo?
Mattia: L’album è stato registrato presso “La Distilleria Produzioni Musicali” a Bassano Del Grappa. Dietro il mixer Maurizio “Icio” Baggio, nostro sound engineer e co-produttore che ha lavorato con noi in tutti e tre i nostri album.
Le registrazioni sono durate una decina di giorni tra maggio e giugno 2016, il tutto è stato poi mixato tra luglio e Agosto.
Siamo particolarmente soddisfatti della registrazione fatta in presa diretta, sono state sovraincise solo le voci, i soli, il piano e i synth.
Questo ha reso possibile cogliere un mix tra il nostro groove live e il nostro modo di produrre in studio. “Grave”, come i precedenti dischi, è stato totalmente autoprodotto.

Cosa pensate vi renda particolari rispetto ad altri artisti?
Andrea: All’inizio il nostro progetto risentiva pienamente dell’influenza del rock scandinavo alla Hellacopters, poi le nostre influenze sono cambiate e si sono arricchite. Senza accorgercene siamo stati paragonati ai Danzig, ai Systers of Mercy, ai Type O’ Negative… ma sempre e solo per alcuni versi. Ognuno vede in noi o prende da noi ciò che più gli piace. Abbiamo forgiato un nostro stile personale che è il nostro valore aggiunto, musicalmente non siamo così etichettabili, il nostro sound raggruppa molti generi diversi. La cosa bella è che in questo modo coinvolgiamo anche un pubblico abbastanza vario.
Ci sforziamo sempre di valorizzare la composizione e scrittura dei brani: una band deve prima di tutto saper scrivere e comporre. Troppe band contemporanee dimenticano il vero valore della musica, quello di creare emozione e tralasciano l’aspetto compositivo limitandosi a creare musica “interessante” o “innovativa” ma che poi potrebbe morire dopo qualche anno. Per noi la musica è innanzitutto necessità di esprimersi.
Lo stile che abbiamo creato con i The Sade è particolare, siamo noi tre proiettati in una dimensione oscura, quello che ci differenzia dagli altri è l’ essere noi stessi, ricordare tutti ma non assomigliare a nessuno.

Parlateci di questo cambio di line up…
Mattia: Pochi mesi dopo l’uscita di “Grave” e del Videoclip di “Afterdeath“, il nostro bassista, Marco, ha lasciato la band per dedicarsi a tempo pieno al proprio valido progetto: i Messa.
Noi, al di là delle problematiche legate alle tempistiche di promozione dell’album, siamo rimasti in buoni rapporti, nonostante ci manchi un pò dopo quasi nove anni passati assieme e mille esperienze condivise.
Andrea: Con un disco appena uscito ci siamo subito messi a cercare un degno sostituto, abbiamo analizzato diverse candidature e alla fine abbiamo virato la nostra scelta verso il fantastico universo femminile.
Conoscevamo Silvia (basso nei Kröwnn e Los Garadiabolos) dai tempi in cui suonava con le Baby Beluga, e dopo averla “corteggiata” come si fa in questi casi, siamo riusciti a convincerla a fare un paio di prove.
Mattia: Alla seconda avevamo già smesso di cercare altri. In poco tempo abbiamo messo in piedi un’ora e più di repertorio, partendo dall’ultimo disco e rispolverando qualche vecchio brano. Con largo anticipo sulla tabella di marcia abbiamo esordito live con una “data zero” di prova testando la nuova formazione su palco. Ora siamo pronti per tornare live, e partiremo Sabato 11 Novembre dal Vinile di Rosà (VI), dove presenteremo ufficialmente la nuova formazione.

Parliamo con la nuova arrivata… Com’è fare parte dei The Sade?, le tue impressioni dopo questi primi passi e questo primo live?
Silvia: Conosco e seguo i The Sade sin dall’uscita del primo album “Damned Love”, in occasione del quale avevo già avuto il piacere di condividere il palco con loro (e di conoscere quindi personalmente il livello di pazzia con cui dovrò aver a che fare ahahah)… Non posso negare il piacere e lo stupore relativo al fatto abbiano pensato a me ma non posso nemmeno negare le mie perplessità iniziali dovute al fatto che mi trovassi già impegnata in altri due progetti (con Kröwnn e Los Garadiabolos, ai quali tengo moltissimo…), alla distanza chilometrica e al fatto che avrei avuto l’importante responsabilità di dover sostituire Marco al basso (tanta stima)… Nonostante ció abbiamo fatto una prova e in quell’occasione ho come avvertito una sorta di Aura Cosmica che mi ha fatto venir voglia di impararmi anche gli altri pezzi e di buttarmi in questa nuova esperienza. Ho percepito davvero del feeling e un’attitudine in linea alla mia e ho fatto quello che mi sembrava giusto fare. Sento che imparerò tanto da loro (compreso anche un dialetto nuovo!)… Del primo live invece mi sento di dire solo una cosa: a parte la tensione tipica della prima volta, lì ho semplicemente capito che vorrò farne molti altri.

Cosa avete in programma per il futuro?
Mattia: Al momento il nostro obbiettivo è quello di promuovere l’album, soprattutto con i live.
Andrea: Poi avremmo intenzione di lavorare su qualche nuovo brano con Silvia e celebrare quelli che saranno, nel 2018, i primi 10 anni di attività come band… magari con un quarto disco dei The Sade. Ma intanto vedremo dove ci porterà “Grave”.

The SADE – Prossimi Concerti 2017

11 Novembre – ROSA‘ (VI) – Vinile
08 Dicembre – SCORZE‘ (VE) – Novak
16 Dicembre – ABANO TERME (PD) – Laboratorio Culturale I’M
30 Dicembre – VILLA DEL CONTE (PD) – Ricky’s Pub

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