Intervista ai SOVIET SOVIET: il nuovo disco “Endless” e l’inizio del tour autunnale

A tre anni di distanza dal fortunato disco di debutto “Fate” tornano i Soviet Soviet con il secondo lavoro “Endless”. Il progetto Soviet Soviet nasce sulla costa adriatica di Pesaro nel 2008, ed è formato da Alessandro Costantini (chitarrista), Andrea Giometti (voce/basso) e Alessandro Ferri (batteria). Ad oggi, è difficile provare a definirli: post-punk, coldwave, art-punk. I Soviet Soviet sono tutto questo e molto altro, dato che i tre ci tengono parecchio alla ricerca di una “freschezza” del suono e alla sperimentazione. “Endless” è una storia intensa che racconta un passato, un’ educazione e un ragionamento introspettivo e personale, ma è anche una metamorfosi e l’inizio di una nuova vita. Su Spotify trovate già i primi due singoli dell’album, “Endless Beauty” e “Pantomime”, per il resto dovete aspettare pazientemente il 2 dicembre, data ufficiale della release di “Endless”. Noi invece l’album l’abbiamo già ascoltato, più volte, e ci è piaciuto parecchio, tanto che li abbiamo contattati per fargli qualche domanda.

– Dopo il tour estivo (bello impegnativo) ecco che ritornate subito sui palchi, il 18 novembre (oggi!), e ricominciate da Milano. Prevedete di non passare a salutare i parenti nemmeno per Natale?
“No no, per Natale saremo tutti a casa con le famiglie. La prima parte di tour finirà il 17 dicembre a Torino e poi via di panettone.”

– Il nuovo album è praticamente nato tra un soundcheck e l’altro, cosa che deve averlo influenzato parecchio. Qual è la vostra dimensione creativa ideale? Avere dei mesi interi da dedicare soltanto alla scrittura di un nuovo album e non suonare in giro sarebbe limitante? Ditemi tre differenze fondamentali tra Fate e Endless di cui solo voi siete al corrente.
“Non solo durante i soundcheck, ma per la maggior parte in sala prove. Non abbiamo mai avuto un modo ideale di composizione. Nei soundcheck possono partire delle jam da uno di noi, cosi a caso, oppure ci ritroviamo in sala prove. Magari uno di noi tre porta qualche riff e poi ci si inizia a lavorare sopra. Direi piuttosto che a volte è fondamentale staccare dai live, prendersi una pausa e dedicare del tempo solo alla scrittura di nuovo materiale. Endless è maturo, melodico e “grezzo” e “grasso” al punto giusto.”

– Continuate la tradizione dei testi cantati in inglese perché scegliere di esprimersi soltanto in italiano sarebbe come darsi una zappa sui piedi? La scena coldwave italiana come sta secondo voi? È viva e lotta insieme a voi? Pesaro è sicuramente fortunata da questo punto di vista, il resto d’Italia non tanto.
“No, non è assolutamente darsi una zappa sui piedi. È una scelta di gusto. Da quando suoniamo insieme non abbiamo mai avuto questo dubbio. È stato automatico il voler cantare in inglese, per gusto. Ci sono delle belle realtà che stanno venendo fuori, poi non abbiamo mai parlato, né del nostro genere, né degli altri. Preferiamo che siano gli altri a “definirlo”. Facciamo sinceramente fatica ad attribuircene uno specifico. Pesaro ha sfornato tante bellissime realtà, ma non solo adesso, anche in passato. Sarà l’aria di mare.”

– Può essere che sull’onda di una certa scena, che ora è diventata mainstream (intendo il cantautorato indie tipo Calcutta, TheGiornalisti), l’underground abbia anche un po’ smesso di provare a sperimentare con altri generi (che possono essere il post-punk, o l’hardcore, ma anche e soprattutto la coldwave)?
“Crediamo di no, e ce lo auguriamo, per tutti quei ragazzi e ragazze più giovani che hanno la passione per la musica e hanno la voglia di creare qualcosa, indicativamente da che genere vogliano fare. C’è bisogno di nuove realtà.”

– Ci sono state delle difficoltà che vi sono sembrate, in un primo momento, insormontabili nella creazione di Endless? Ci sono state anche delle cose estremamente più facili, invece? Per esempio, dei dettagli che per quanto riguarda il vostro secondo album avevate già chiari e per Fate no?
Sicuramente l’idea di usare e “sperimentare” diversi suoni che fino a Fate non avevamo usato. Per il resto è stato un lavoro più lungo, fatto di tanti arrangiamenti. Non ci siamo dati una scadenza proprio perché volevamo avere tutto il tempo di creare un album che ci convincesse a pieno, e così è stato.

– Intanto, complimenti per Pantomime, il secondo singolo, che a mio parere rappresenta perfettamente tutto l’album e suggerisce anche quell’idea di “passaggio” e cambiamento o maturazione che ci si aspetta da un secondo album, che solitamente è il più difficile.
“Intanto, ti ringraziamo. Pantomime era stato scelto come primo singolo inizialmente, poi per vari motivi si è preferito scegliere “Endless Beauty””

– Qual è il vostro pezzo preferito del nuovo album e perché?
“Questo è un domandone.
Andrea: Io ti rispondo con Blend, che chiude l’album, perché è un pezzo strettamente personale.
Alessandro – batteria: Io scelgo invece Remember Now, perché ha una grandissima energia.
Alessandro – chitarra: Il pezzo che preferisco di Endless è Star. Ho un rapporto strano con quella canzone perché le parti di chitarra ed i suoni identificano tutti i problemi che ho avuto negli ultimi tempi con i miei amplificatori. Il suono distorto e “sgangherato” che compare nelle strofe, ora che ho sistemato gli amplificatori faccio anche fatica a riprodurlo e quindi continua il mio rapporto strano con quel pezzo.”

– Vi aspettate un pubblico diverso per questo tour o una ricezione dell’album diversa? (Intendo un pubblico più diversificato rispetto a quello che vi segue fin dai primi live)
“Ci auguriamo che piaccia. Spesso ci è capitato di vedere e ricevere complimenti dal ragazzo giovane, fino alla persona più adulta, questa è una cosa che ci ha fatto sempre un enorme piacere e speriamo continui cosi.”

Preparatevi per le prossime date dei Soviet Soviet, altrimenti vi veniamo a prendere a casa:
18 novembre 2016 Milano, Serraglio
19 novembre 2016 Grosseto, FAQ
23 novembre 2016 Genova, Teatro Dell’Archivolto
25 novembre 2016 Padova, Circolo MAME
26 novembre 2016 Chiaravalle, Isola Club
02 dicembre 2016 Frattamaggiore, Sound Music Club
03 dicembre 2016 Roma, Monk
09 dicembre 2016 Fontanafredda, Astro Club
10 dicembre 2016 Bologna, Covo Club
16 dicembre 2016 Firenze, Tender
17 dicembre 2016 Torino, Darkitalia Party (Café Liber)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *