Intervista ai Joe D. Palma, che nel prossimo album uniranno rock e dance

di Thanks For Choosing

Nome al singolare, ma in realtà dietro Joe D. Palma c’è una band di Padova che riesce a far ballare nonostante quella malinconia di fondo che è la base di tutti i nuovi singoli, e non fa eccezione anche 112, il nuovo singolo in uscita il 13 settembre su tutte le piattaforme digitali che loro stessi descrivono così: “Torni a casa in macchina dopo la solita serata tra amici, con in bocca quell’inconfondibile aroma di sigaretta affogata nel Campari, quando due luci blu interrompono il monologo tra te e la tua scimmia”. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro.

Rock e dance possono convivere? Come definireste la vostra musica?
Assolutamente si, possiamo definirlo quasi come il nostro obiettivo di fondo. È sempre difficile definire la propria musica, nasce da una necessità compositiva che essendo personale è un po’ difficile ricollegare a qualcosa di preciso e oggettivo. Però si, la definiremmo proprio come un tentativo di conciliare un’anima rock con un’attitudine decisamente dance.

In qualche modo i vostri ultimi singoli sembrano rappresentare un cambio di percorso, è così?
Certo, la ricerca del sound è molto diversa rispetto al nostro primo lavoro, i singoli sono un manifesto super efficace di quello che sarà il mood del nuovo disco. Ci divertiamo ancora molto a suonare i pezzi del nostro vecchio EP, ma lavorare su un album è tutt’altra cosa. Abbiamo fatto un grande lavoro insieme ai ragazzi de La Clinica Dischi per dare una identità alle nuove idee, non vediamo l’ora di farvi sentire tutto.

E questi ultimi brani sembrano descrivere situazioni incredibilmente quotidiane, con sempre un velo di malinconia. Quanto c’è di autobiografico nei vostri ultimi singoli? E quanto c’è di Padova?
Sì i nostri brani partono comunque dal racconto di una sensazione comune, ricollegabile a una situazione quotidiana appunto. Quel velo di malinconia c’è sempre, forse perché crescendo ci si rende conto di perdere un po’ quella spensieratezza che si aveva un tempo, quindi troviamo spesso rifugio in alcune immagini che ci ricordano il nostro passato, c’è questo di autobiografico. Di Padova c’è tutto e niente, nel senso che ovviamente essendo tutti nati e cresciuti qui le situazioni di cui parliamo sono collegate ai luoghi della nostra città, ma sono facilmente ricollegabili a una qualsiasi realtà di provincia, più o meno monotona. A noi comunque la nostra città piace molto.

In definitiva, di cosa parla 112?
Parla di quella paura che hai quando sei al voltante dopo aver fatto serata, e sai bene che nonostante la situazione sia sotto controllo c’è qualcosa che può andare storto, qualcuno di indesiderato che può essere lì ad aspettarti. Dunque subentra la paura ogni volta che si vede una qualsiasi luce blu. È un viaggio tra i vizi, quelli che proprio non riusciamo a toglierci.

A quando un album? Cosa dobbiamo aspettarci?
L’album uscirà in autunno, manca poco ormai siamo super carichi. Cosa aspettarsi? Di muovere un po’ di culi, ma soprattutto di creare la curiosità di venire a vedere i nostri concerti, noi non vediamo l’ora di incontrarvi tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.