Intervista ai DELLARABBIA: cinque brani per cinque film

Loro sono i dellarabbia, band della provincia di Firenze che esordisce (si fa per dire, tutti i membri del gruppo vantano una bella gavetta!) con un singolo dal titolo L’enigmista, una presa di posizione contro i social, le fake news, l’apatia digitale e il senso di frustrazione che ne deriva. Il riferimento è al film omonimo.

Per l’occasione abbiamo chiesto quindi ai ragazzi di scegliere cinque brani per cinque film che sono stati per loro formativi.

Marlene Kuntz “Nuotando nell’aria”
“Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enza Negroni

“È certo un brivido averti qui con me
In volo libero sugli anni andati ormai
E non è facile, dovresti credermi
Sentirti qui con me perché tu non ci sei
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere
Anche una lacrima, per pochi attimi
Mi piacerebbe sai”

Partiamo con due classici generazionali, anzi tre se si considera il libro di Brizzi. Se qualcuno della nostra generazione provasse ad ometterlo dovreste chiedergli perché sta mentendo. I Marlene sono una band seminale e fondamentale per capire il rock italiano e questo singolo incredibile per testi e atmosfera, ha permesso al grande pubblico di innamorarsi di loro. Questa storia di adolescenti che amano e suonano in una band è stata e sarà sempre anche la nostra storia. Oltretutto è bello che la regia di questo film sia di una donna, Enza Negroni, perché siamo tra quelli che ripetono ossessivamente che in Italia oltre alle conseguenze di un razzismo dilagante e di una sempre montante omofobia, c’è da affrontare un grande problema irrisolto chiamato questione di genere.

Franco Battiato “Prospettiva Nevski”
“La corazzata Potemkin” di Sergej Ejzenstejn

“E studiavamo chiusi in una stanza
La luce fioca di candele e lampade a petrolio
E quando si trattava di parlare
Aspettavamo sempre con piacere
E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare
L’alba dentro l’imbrunire”

Uno dei maestri assoluti della storia della musica italiana che cita il mitico film di cui si fa beffe Fantozzi conquistando la crocefissione in sala mensa. Una canzone che parla di Rivoluzione, in senso stretto ed anche in senso lato. Che parla di passioni ormai andate per il cinema e la rivoluzione russa di una generazione ormai dimenticata. “L’inverno con la mia generazione” ci fa pensare anche a quanto gelo stia scendendo sulla nostra, mentre viene da chiederci come si possa trovare la speranza mentre all’orizzonte arriva il buio, in questa epoca senza “maestri”. Capolavoro.

Daniele Silvestri “La bomba”
“Barbara” di Angelo Orlando

“Non c’era nemmeno un segnale
 / O il tempo di avere terrore
Soltanto l’odore bruciato di plastica
E un cielo che ha sbagliato colore / 
E la luce che cambia, che cresce che esplode / 
E la rabbia che sale e col sangue corrode
 / E intanto intuire o persino sapere
 / Che niente e nessuno
 / Potrà mai spiegarmi perché”

Daniele Silvestri compare nei panni di sé stesso e firma anche la colonna sonora di questo incredibile e surreale film di Angelo Orlando, sconosciuto ai più. Un aspettando Godot moderno, in cui la premiata ditta Mastandrea – Giallini interpreta la parte di due avvocati andati a Torino per una notte di sesso selvaggio con Barbara, che li lascia ammanettati ad un letto andando via, in balìa di personaggi più o meno probabili. La colonna sonora è “Il Dado” di Daniele Silvestri, che gira nello stereo di Barbara per tutto il film, uno dei più belli album italiani della nostra adolescenza, da cui scegliamo “La Bomba”, una canzone che parla delle emozioni di un sopravvissuto ad un’esplosione. Una specie di film anche se presa da sola. Se non lo avete fatto, ascoltate l’album e guardate il film e siamo sicuri che vi divertirete almeno quanto noi.

Alt J –Matilda
“Leon” di Luc Besson
“Prendi in mano la spilla della granata, così capirai chi comanda. La mia sconfitta dorme sopra il suo successo. Questo è da parte di Matilda”

Qui la citazione e il rapporto tra il brano ed il filmissimo di Bessòn è più diretto, slegato dalla colonna sonora e più simile a quel rapporto che cerchiamo anche noi nei testi di alcuni nostri brani. L’evocazione del film diventa un pretesto per raccontare un punto di vista, in questo caso quello della protagonista femminile ed una sensazione. In questo pezzo Alt J sono poetici in ogni loro suono e movimento vocale, miscelano elettronica e strumenti acustici con una maestria disarmante. Il film, se non lo avete visto, è una lacuna da colmare di corsa.

Lucio Dalla – “L’ultima luna”
”Borotalco” di Carlo Verdone

“L’ultima luna. La vide solo un bimbo appena nato
Aveva occhi tondi e neri e fondi
E non piangeva
Con grandi ali prese la luna tra le mani
E volò via e volò via
Era l’uomo di domani l’uomo di domani
Era l’uomo di domani l’uomo di domani”

Chiudiamo con uno dei più geniali ed ironici autori italiani che dà vita ad un film leggendario, con una colonna sonora straordinaria, che ci ha accompagnato fin dall’infanzia. Chi non si è mai immaginato di notte a bordo del cargo battente bandiera liberiana di Manuel Fantoni, mentre mastica olive greche e guarda l’Ultima Luna tramontare all’orizzonte? Noi sì. Il pezzo di Dalla resta uno dei nostri brani preferiti, metrica e significato fuori dal tempo, un conto alla rovescia verso l’inevitabile. Se vogliamo anche trovare un nesso tra i due capolavori, per noi, è la decadenza della società italiana che dall’inizio degli anni ‘80 ha iniziato ad abbandonarsi alle illusioni, che invece nascondevano un’incertezza completa su quel futuro pieno di ombre, che noi oggi chiamiamo presente.

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