Intervista a TUMA

TUMA, nasce a Nardò il 9 giugno 1997 e fin da piccolo dimostra di essere un abile intrattenitore delle masse. Dopo il diploma si iscrive al conservatorio Tito Schipa di Lecce dove inizia a studiare chitarra Jazz, tramutando in studio la sua passione per la musica, accompagnata da quella della scrittura.

Le sue canzoni raccontano storie di vita quotidiana, storie semplici, vissute e non, guardate dalla prospettiva di uno studente squattrinato qualsiasi che vive alla giornata insieme ai suoi coinquilini, con la convinzione che spesso, come direbbe un suo caro amico, basta una chitarra e una bottiglia di rum per star bene.

Il 25 marzo 2020 pubblica il suo nuovo singolo Una canzone sconcia sotto l’etichetta Discographia Clandestina, a seguire Ti piacerebbe evitare #2, al momento l’artista sta lavorando al suo primo album.
L’abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato….

Parlaci del tuo nuovo singolo: MI PIACEREBBE EVITARE #2, prima cosa perché quel numeretto accanto? E poi che storia hai voluto raccontare?
Nasce il giorno in cui venni aggiunto nella chat “Pasquetta 2017”. Preso da un’inspiegabile senso di nausea, vomitai fuori il testo in una ventina di minuti… probabilmente l’ho sempre avuto tatuato nell’anima, lo considero il mio manifesto. Mi piacerebbe evitare #2 parla di tutto quello che nella vita siamo costretti a fare anche se spesso non ne abbiamo la minima voglia. È un testo politicamente scorretto, mettiamola così. Il “#2” è semplicemente perché il brano è già uscito come singolo ai tempi de “I segreti di Oscar”, il gruppo con cui ho intrapreso il mio percorso cantautorale… gli abbiamo cambiato un po’ veste.

Se doveste scegliere un libro e un film da associare al brano, quali scegliereste?
Troppo facile! Il libro è “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo, mentre il film è “Ogni maledetto Natale” di Mattia Torre, Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico (i creatori di Boris, per intenderci). Li consiglio a tutti quelli che si ritrovano nel testo di “Mi piacerebbe evitare”.

I tuoi brani sono caratterizzati sempre da una certa ironia mista ad una vena polemica, che tipo eri da bambino?
In poche parole un cretino come ora, polemico lo sono diventato col tempo.

Quali sono le tue linee guida nella scelta del sound?
Diciamo che la scelta l’ho lasciata sempre guidare dal brano, anche perché mi piace molto giocare con i generi.

Se dovessi scegliere tre artisti della scena attuale con cui fare tre feat quali sceglieresti e perché?
Sceglierei Cremonini perché lo ascolto da quando ero bambino e oltre a scrivere e a suonare da dio è anche uno showman straordinario, poi sceglierei Daniele Silvestri perché lo considero un virtuoso nell’uso della parola e della metrica ed è uno degli artisti a cui cerco di “rubare” di più, dicendola alla Dario Fo, e poi mi piacerebbe molto duettare con Frah Quintale, perché i suoi pezzi hanno un groove da paura!

Quest’estate pensi di riuscire a suonare in qualche posto dal vivo? Come hai vissuto la dimensione dei concerti in streaming?
In questo periodo sono in sala prove per ultimare la scaletta, tra luglio e agosto riprenderò con i live (sperando che la situazione continui a migliorare). L’intimità dei live in streaming nella cameretta è stata carina la prima settimana, poi, detto francamente, ha un po’ scassato i cosiddetti… Purtroppo i live senza pubblico sono come una festa senza invitati, non hanno senso.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso da te?

Il disco in autunno e il tour di presentazione (COVID permettendo), queste sono le prossime tappe, poi ho già iniziato a lavorare su del nuovo materiale, non ci si ferma più!

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