Intervista a Pasquale Sculco, in arte I Carboidrati

Giovane e talentuoso, e non si fa per dire. Pasquale Sculco, in arte I Carboidrati, la gavetta la conosce bene e continua ancora umilmente a farla. Audace però, e si sa che prima o poi la fortuna aiuta gli artisti con questo tipo di caratteristica. Coraggioso, con la scelta di aprirsi un’etichetta tutta sua, che di questi tempi potrebbe essere un doppio salto nel vuoto ma in un futuro, per lui potrebbe rappresentare una bella e funzionante scala mobile. Dopo l’esperienza nelle piazze con il suo gruppo, da un festival all’altro, sbarcando ad Amici di Maria De Filippi, è arrivato finalmente il momento per Pasquale Sculco di cambiare nave e approdare verso lidi nuovi e da solista
E lo fa con un brano tutto da cantautore puro, Pane e Nostalgia, in attesa dell’album:

Con pane e nostalgia inizia il tuo percorso da solista…quando e come è scattata la molla che ti ha portato a questa scelta?
È proprio così! Questo brano è la prima esperienza da artista solista dopo tredici anni di attività con la band. La molla in realtà non è stata mia, ma mi vien da dire che siano state le esigenze della vita che ci hanno spinto a prendere strade diverse. Ringrazio comunque Dio sul fatto che tutto sia finito allo stesso modo di come è iniziato: col sorriso!

Il brano porta delle differenze a livello di scrittura e sopra ogni cosa di sonorità rispetto al tuo percorso con i Carboidrati…cosa è cambiato nei metodi di composizione sia musicale che di scrittura?
Un po’ come quando ingrassa o dimagrisce un amico che vedi tutti i giorni. Non te ne accorgi molto! Allo stesso modo, stando sempre a contatto con la mia musica non me ne accorgo molto. L’unica cosa che spero non cambi mai è la sincerità nel raccontare immagini o storie.

La nostalgia cosa rappresenta per un artista così giovane? E quanto questo sentimento è legato alla tua terra di origine?
La nostalgia è una sorta di magia e non penso debba essere legata per forza ad un vissuto intenso o duraturo. Questa sensazione, direbbe Proust, è legata alla memoria involontaria. Spesso in questo processo il passato risulta ancora più carico di emozione rispetto a quello che in realtà si è vissuto. È magia!

Nel tuo modo di pensare e scrivere la musica, quanta influenza c’è di una terra così contraddittoria come la Calabria?Per quanto si possa essere legati alle proprie origini..credi che sia giunto il momento di ampliare il pubblico?
Buona parte della mia vita è legata al mio paese, Cirò! In particolare quella parte della massima spensieratezza infantile. Quando ho nostalgia dunque è spesso per momenti legati a quel periodo di leggerezza e libertà, che senza dubbio sono ambientati nella mia terra. “alla fine ciò che pensi o dici viene dalla tua terra” perché anche chi la critica , nel farlo, la porta dentro.

Una scelta coraggiosissima oggi è quella di aprirsi una propria etichetta. Questo coraggio però ha due facce, da una parte la massima libertà artistica, dall’altra però la piena coscienza che dovrai fare tutto con le tue forze. Quanto è stato importante per te sentirti libero?
Io in genere prima di fare un passo ci penso tantissimo perché mi piace sempre valutare tutte le soluzioni possibili ad un problema avendo una visione olistica delle cose. In questo caso aprirmi un’etichetta mia, adesso, era l’unica soluzione per continuare al meglio il mio progetto, l’unico modo per formalizzare anni di esperienza, continuare a credere che io possa fare qualcosa di buono. Ogni momento ha il suo perché e questo era quello adatto di fare questo passo. È stato dunque un passo coraggioso, ma anche naturale. Essere liberi inoltre è importante, ma bisogna stare attenti a non essere troppo liberi perché si può sfociare nell’egoismo e nel finire soli.

Come nasce la tua etichetta e il tuo essere anche produttore?
L’idea nasce dalla voglia di confrontarmi con questo mondo anche se io a modo mio l’ho sempre fatto negli spettacoli Live. È da quando ho 15 anni che metto su i miei spettacoli dagli arrangiamenti, all’organizzazione. Dopo aver lavorato con importanti produttori in studio, in seguito alla partecipazione ad Amici, mi è scattata la molla di volermi confrontare con questo mondo che non ha a che fare col palco, ma con lo studio di registrazione e tutto ciò che gli gira intorno. Colgo l’occasione per ringraziare Angelo Amoruso, strepitoso pianista, che mi ha dato per la prima volta in assoluto la fiducia di produrre un suo inedito. Da li poi ho continuato.

Il covid ha cambiato tante cose ( all’esterno) specie per i concerti…guardando l’altra parte della medaglia, cercherai di sfruttare il fatto che il pubblico potrà essere max di 1000 persone?
Io nei live sono abituato a spendermi sempre al massimo Al di là del numero degli spettatori. Ho fatto molte esibizioni con poco pubblico e mi sono sempre divertito. Spero solo che la situazione dei contagi si palchi una volta per tutte e che si possa tornare a suonare in sicurezza ed in qualsiasi salsa, sono fiducioso.

Quale artista sia italiano che straniero è un grande esempio per te?
-Domanda complessa… In ogni caso ti rispondo proponendo un trittico tutto Italiano:
-Avitabile
-Battiato
-Mina
Di Avitabile il suo Flow, direbbe qualche amico più hip-hop, e il suo ritmo.
Di Battiato la spiritualità nella sua musica.
Mina è il paradigma assoluto per cantare e interpretare le canzoni in lingua italiano

Quando sarà pronto il nuovo disco e cosa ci aspetta e ti aspetti?
Il nuovo disco è ad un buonissimo punto e spero riesca a pubblicarlo con il nuovo anno. Nel mio immaginario lo vedo come un’isola felice di musica con brani diversi ma coerentemente legati dalla mia sincerità, un po’ come sono i miei live.

Saresti pronto per Sanremo?
Personalmente si! Nel 2015 ci andammo molto vicini con la scorsa band e da lì ho capito che per quanto sia difficilissimo non è totalmente impossibile. Speriamo bene e che un po’ di c..o mi assista, è molto importante anche quello.

Graziella Balestrieri

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