Intervista a LODOVICA LAZZERINI

L’isolamento forzato che stiamo vivendo ci spinge sempre più a scavare dentro noi stessi, a trovare ciò che di positivo o negativo ci caratterizza, a riscoprirci cuochi provetti, sarti e persino parrucchieri. In poche parole ci porta a creare tramite la scoperta. Così, Lodovica Lazzerini, giovane cantautrice toscana, ha scelto di esplorare nuovi orizzonti musicali che virano verso un pop più deciso con “Limbo”, il suo nuovo singolo in collaborazione con Deville, scritto interamente durante questa lunga quarantena. Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lei per capire meglio cosa significhi fare musica in questo periodo difficile e per ricordarci, una volta ancora, di quanto siano importanti le cose apparentemente più insignificanti quando ci vengono tolte. Sì, tra queste anche lo smog di Milano.

Le giornate trascorrono lente, tutte uguali, tanto che non riusciamo più a riconoscere un lunedì da un sabato. In questa monotonia c’è però chi, come te, continua a creare. Raccontaci la nascita di “Limbo”, il tuo nuovo singolo.
Limbo è nata per caso, un pomeriggio grigio di fine marzo. I pensieri e le parole hanno preso il sopravvento fino a comandare la penna, come se io non avessi alcun potere. È nata così, di getto, dalla nostalgia. Subito ho mandato la bozza ai miei collaboratori e a Deville, il mio produttore, che dopo qualche ora me l’ha restituita con un bell’abito moderno e, presa da un momento di pseudo follia ho deciso che avrei registrato la voce con le cuffie dell’iPhone, con tutte le mie inevitabili imprecisioni e emozioni non velate, e l’avrei fatta uscire così, sincera, diretta e nuda. Ed eccola qui, leggermente più elegante di quando è nata ma con l’anima grezza e pura.

Qual è l’obiettivo principale di “Limbo”? Quale messaggio vuoi trasmettere e a chi vuoi arrivare?
Limbo vuole essere un inno, regalare un momento di sollievo, è una pacca sulla spalla di conforto e amore verso il prossimo, è nostalgia e amore profondo verso la vita, un’infusione di quella speranza che ultimamente cerchiamo toglierci a vicenda. È l’unico modo che ho, nel mio piccolo, di regalare un momento diverso alle persone, di distrarle dal tedio con la mia vicinanza, con questo grande abbraccio che avvolge tutti, grandi e piccini.

Scrivere musica di questi tempi non deve essere cosa facile. Siamo costantemente bombardati da notizie nefaste e questo, volenti o nolenti, influisce sul processo creativo. Come ti approcci alla musica in questa quarantena?
Cerco di lasciare lasciare la musica al di fuori dall’angoscia generale, talvolta eccessiva che le persone infondono sui social. Ho deciso che avrei protetto la mia musica da qualsiasi circostanza, che mi sarei presa cura di lei rispettandola e che avrei lasciato parlare la mia anima attraverso questa. Il nostro è un rapporto intimo, privato, un momento nel quale riesco a guardarmi dentro senza filtri e liberarmi, quasi catarticamente e il mio approccio è sempre lo stesso, ogni volta c’ero di godermi le piccole cose del processo creativo che mi rivelano sempre lati nuovi di me.

Nel tuo nuovo singolo dici: “Un giorno torneremo tutti quanti uniti nelle piazze ad affollare i monumenti”. Qual è la cosa che ti manca di più di Milano, la tua città di adozione?
Oltre le persone alle quali associo Milano che mi rendono la città più lieve, di Milano mi mancano il caos , il traffico tanto odiato, i tramonti rosa dovuti allo smog, mi manca correre per prendere l’ultima metro a 00:40 da porta Genova il sabato sera insomma, mi mancano le piccole cose che costituivano, fino ad un mese fa la mia quotidianità.

Quali dischi stai ascoltando, quali libri stai leggendo e quali film stai guardando per trovare conforto in questa reclusione soffocante?
Sto ascoltando molta musica italiana, in particolare la discografia di Lucio Dalla e l’album “Nessuno è solo” di Tiziano Ferro. Sto leggendo, oltre ai libri che dovrei leggere per l’università ma che faccio sempre finta di dimenticarmi, “La casa delle voci” di Donato Carrisi e praticamente credo di aver finito una buona parte di serie tv su Netflix…ne ho viste 98 (si, so che è grave).

Presupponendo un ritorno alla normalità in tempi brevi, quali sono i prossimi passi di Lodovica Lazzerini? Stai lavorando ad un disco?
Si, non posso anticipare troppo ma io e la mia etichetta siamo al lavoro e abbiamo anche supporti esterni che stanno collaborando con noi, ma no spoiler 🙂

Il futuro dei concerti, invece, come lo vedi?
Non voglio sbilanciarmi troppo ma io sono una persona molto positiva, nonostante tutto, quindi spero che si possa tornare presto a condividere momenti speciali e singolari tutti insieme e gridare a squarciagola.

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