Intervista a GEORGE HERALD, un altro ragazzino in fissa con l’emo punk e Charles Bukowski

Lui è George Herald, un ragazzino di provincia come tanti, ma forse un po’ più triste degli altri, e probabilmente anche un po’ più incazzato. George Herald è l’alterego di Giorgio Siciliano che dopo un primo EP di debutto ha di recente pubblicato un nuovo singolo, il più sofferto che sentirete quest’anno. S’intitola Pozzanghere, vanta la produzione artistica di Montag, e ne abbiamo parlato con lui in quest’intervista.

Chi si nasconde dietro al nome di George Herald?
Un tizio che ha la memoria corta e che per ricordarsi tutto scrive canzoni. Uno studente che cerca di imbarcare gli esami. Un ragazzino in fissa con l’Emo Punk e Charles Bukowski. Un bambino che avrebbe voluto giocare a basket ma, mentre gli altri si sono alzati, lui è rimasto un metro e settanta scarsi.

Pozzanghere è in definitiva il più triste dei singoli estivi di quest’anno?
No dai, non è COSI’ triste! È solo un pochino malinconico. In realtà parla di cose belle tipo diventare sbadati, bagnarsi i piedi per sbaglio nelle pozzanghere e poi innamorarsi. Dai, l’amore poi è un tema super estivo no? Forse la pioggia un po’ meno.

Come hai conosciuto Montag e come nasce la vostra collaborazione?
Ho conosciuto Montag a Bergamo. Io ero in terza superiore e lui si doveva maturare. Abbiamo suonato un paio di volte insieme: prima in Via XX settembre e poi sui palchi, o al limite sullo sgabello del Tucan’s Pub in Città Alta. Io vado matto per i suoi pezzi e pozzanghere mi sembrava molto alla Montag quindi gli ho scritto. L’abbiamo registrata in un pomeriggio nel suo appartamento a Milano. Le chitarre in salotto e le voci nel suo armadio.
Il suo lavoro di mix mi ha fatto venire i brividi fin da subito. Era esattamente quello che volevo.

Chi è questa persona che ritrovi nelle pozzanghere?
Una persona che pensavo non avrei mai avuto il coraggio di ammettere che esistesse, e con tanti riccioli.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso dal tuo progetto?
Vorrei tanto iniziare a mettere i dischi in consolle e fare tanta roba elettronica. Oppure mi piacerebbe molto sperimentare musica un po’ più Lo-Fi. Nel mentre ho intenzione di fare uscire singoli su singoli. Per un disco non mi sento ancora pronto mi sa.

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