Intervista a BOL&SNAH, in tour in Italia a fine Novembre

Il 14 ottobre è uscito “So?Now?” il frutto della seconda collaborazione tra Bol&Snah, side project di “Snah” Hans Magnus Ryan chitarrista e fondatore dei Motorpsycho e dei Bol, trio noise-jazz norvegese composto da Tone Åse, Ståle Storløkken e Tor Haugerud. Un incontro artistico che ha preso forma ufficialmente nel 2010 e che aveva già dato i primi frutti su “Numb, Number” nel 2012. In occasione del loro arrivo in Italia per ben tre date, abbiamo avuto l’opportunità di fare loro qualche domanda sul nuovo album (ispirato agli scritti di Rolf Jacobsen) e sugli inizi di questa fortunata collaborazione artistica.

Com’è nata la collaborazione Bol&Snah?
È nato tutto da un suggerimento di Tor (il batterista). Tor e Snah si sono conosciuti ad una partita di calcio dei figli, durante la quale hanno parlato di musica e di un sacco di altre cose. Nello stesso periodo Snah aveva sentito la registrazione di un concerto della band su una radio nazionale e l’aveva trovata insolita e attraente. Tor aveva parlato con Tone e Ståle della possibilità di una collaborazione e quando ci è arrivato l’invito al Troedheim Jazzfestival nel 2010 ci è sembrata l’opportunità perfetta per fare qualcosa insieme.

È stato difficile per Snah conciliare gli impegni dei Motorpsycho (soprattutto perché Here Be Monsters, l’ultimo album della band, è uscito quest’anno) con questo nuovo progetto?
I Motorpsycho sono sempre stati e rimarranno per sempre una priorità per Snah. Nonostante questo, trova che lavorare ad altri progetti per imparare nuova musica e improvvisare in altri ambienti, nelle pause dagli impegni con i Motorpsycho, sia un’ispirazione.

Gli scritti di Rolf Jacobsen (poeta norvegese fra i primi in Scandinavia a trattare la complessità dei rapporti uomo-natura e uomo-tecnologia) sono stati la principale ispirazione per l’album So?Now?. L’album infatti suona estremamente equilibrato e non c’è traccia di scontro, né con la natura né con la tecnologia. Come descrivereste il vostro rapporto con entrambe, soprattutto con la seconda?
Domanda interessante! Tutti noi siamo cresciuti senza internet e cellulari, a cui ci siamo dovuti abituare quando questi strumenti sono entrati nelle nostre vite, diversamente dalle nuove generazioni. All’inizio eravamo scettici nei confronti della tecnologia e lo siamo ancora. Abbiamo dei buoni motivi per esserlo, anche se lo sviluppo di nuove tecnologie ha semplificato e migliorato la vita per la maggior parte delle persone. Dal punto di vista artistico la tecnologia ci ha aperto una nuova serie di possibilità, fornito nuovi strumenti che utilizziamo tutti i giorni, anche se il lavoro di Bol&Snah è ancora fortemente influenzato dall’idea analogica di espressione. Nonostante tutto, ci sono un sacco di cose preoccupanti che riguardano la tecnologia, soprattutto quando inizia a definire il nostro modo di vivere e il modo in cui comunichiamo con le altre persone. A volte ci sembra di vivere in un mondo parallelo, in cui la vita sui social media prevale su quella reale. Jacobsen stesso era molto scettico nei confronti delle nuove tecnologie della sua epoca: la tv, le auto, le fabbriche. Spesso fa riferimento a quanto la tecnologia possa farci sentire piccoli, impotenti, qualche volta addirittura fuori dal mondo. In contrapposizione, la natura è qualcosa a cui bisogna aggrapparsi in maniera differente. Siamo parte di una cosa molto più grande di noi, ma allo stesso tempo siamo connessi e spesso scopriamo questa connessione nel momento in cui iniziamo a notare le piccole cose. È interessante che Jacobsen abbia espresso a parole sentimenti e conflitti così attuali, ora che il mondo è diventato più complicato: il flusso di informazioni convogliato dalle nuove tecnologie è infinito e può farti sentire piccolo, confuso e inutile. La società sta diventando più vulnerabile per colpa di questa dipendenza dalla tecnologia. Cosa ci succederà? Crediamo che le parole di Jacobsen riflettano ancora queste difficoltà e ci forniscano anche i mezzi con cui affrontarle, per questo sono di grande ispirazione, musicalmente parlando. La connessione con la propria vita quotidiana, l’importanza dei dettagli. Traccia delle linee che partono da piccoli dettagli per poi arrivare ad una prospettiva più ampia. Esattamente quello che facciamo noi con la musica, a tratti focalizzandoci sui suoni più piccoli e particolari per poi arrivare alle grandi onde sinfoniche e a volte anche alla rumorosità impaziente.

La magnifica voce di Tone Åse è stata paragonata a quella di Tori Amos, Kate Bush e Laurie Anderson e So?Now? è un album fruibile anche da chi non ha familiarità con i vostri precedenti lavori perché ibrido. Come vi aspettate sia la risposta ad un lavoro del genere, soprattutto ora che inizia il vostro tour internazionale, che probabilmente porterà ai vostri concerti diverse tipologie di persone, non solo gli affezionati?
La tecnologia ha portato anche ad un accesso più facile alla nuova musica. Gli album si possono comprare o ascoltare in streaming con un click e poi si possono anche condividere playlist (la cosa brutta dello streaming è che gli artisti non vengono pagati per il loro lavoro, la bella è che le persone ora espandono i proprio gusti musicali). Come dici tu, siamo usciti dalla scena esclusivamente jazz, praticamente suoniamo solo in rock club, però molto spesso il pubblico dei locali jazz viene lo stesso a fare un giro. Le persone non si definiscono più con un solo genere, cercano soltanto della buona musica e sono più curiose. Crediamo di arrivare ad un pubblico più vasto con la nostra musica e ci auguriamo che ci siano persone di ogni tipo ai nostri concerti, che si interessano di rock, jazz, indie, ogni tipo di buona musica! E poi non vediamo davvero l’ora di suonare in Italia!

Le date di Bol&Snah in Italia:
24 novembre: Druso, Ranica (BG)
25 novembre: Beat cafè, San Salvo (CH)
26 novembre: Off Club (ex casetta della musica), Napoli

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