Intervista a Bill Stevenson dei DESCENDENTS

Intervista di Alberto Cristofolini – supporto tecnico Matteo Scalet

In attesa del concerto di domenica 11 giugno a Sesto San Giovanni (Milano) abbiamo fatto quattro chiacchere con Bill Stevenson, batterista e fondatore nel 1978 dei DESCENDENTS. La data di domenica al Carroponte sarà un vero e proprio evento, con gli special guest Me First and the Gimme Gimmes e The Manges. Biglietti > http://bit.ly/descendents2017

Siete  carichi per il tour europeo?
Assolutamente, non vediamo l’ora! Suoneremo in 7 differenti nazioni in circa 10 giorni, viaggeremo un sacco e ci divertiremo sicuramente!

Quindi tanti caffè! (i Descendents e Bill in particolare adorano bere caffè, li aiuta a suonare meglio e più velocemente)
Sicuramente. Oggi ho già bevuto sei espresso (sono le 13:00 circa in Colorado)! Avevamo prove, abbiamo finito 20 minuti fa! (ride di gusto mostrando quel che rimane delle sue bacchette, cioè nulla praticamente. “Sembra siano state masticate da un castoro” dice e scoppia a ridere).

Lì negli U.S.A. riesci a procurarti del buon caffè?
Assolutamente, ho del caffè davvero buono! (mostra due sacchetti di caffè “brandizzati” Descendents). Questo è davvero forte, scuro, denso: ottimo! Ho anche una macchina per l’espresso qui a casa ma a dire la verità non sono molto difficile nello scegliere il caffè, mi importa che ci sia sempre del caffè, non tanto della sua qualità.

Se non sbaglio la macchina per l’espresso è un regalo di Milo giusto?
Sì esattamente, ne aveva una identica a casa sua! L’anno scorso eravamo da lui a finire di registrare le parti vocali del disco nuovo e gli continuavo a dire quanto mi piacesse quel caffè. Così, una volta tornato a casa mia, ho trovato un pacco regalo davanti alla porta! Mi ha fatto una fantastica sorpresa. Questo è quello che si dice avere un grande amico!

Molte delle vostre canzoni hanno come soggetto il caffè, il cibo, le ragazze e l’amore in generale…nella scena hardcore punk quando voi avete cominciato la maggior parte delle bands invece era più concentrata su temi legati alla politica: la protesta verso Reagan, verso l’establishment del periodo. Questa cosa vi ha mai causato degli attriti al tempo? Eravate comunque accettati dalla scena?
Guarda, agli inizi ogni gruppo era molto diverso dagli altri, poi magari dall’83 in poi le bands si sono cominciate ad assomigliare un po’ tutte…ma nel ’78, quando abbiamo cominciato, no: mi vengono in mente gli X, i Germs, i Go Go’s, gli Weirdos, gli Screamers e noi: eravamo tutti gli uni diversi dagli altri, nessuno trattava gli stessi argomenti, ognuno parlava di ciò che gli stava più a cuore in quel dato momento; c’era molta libertà. Successivamente, a partire dagli inizi degli anni 80, il punk rock è diventato molto “conservatore”: una metà delle bands ha cominciato a suonare come gli U2 e l’altra come gli Slayer o i Venom! Ed è stato in quel momento che noi abbiamo cominciato a sviluppare il nostro sound. Non ci siamo mai preoccupati di quello che pensavano gli altri gruppi o comunque le persone in generale. Eravamo convinti che avremmo suonato per sempre nel nostro garage. Lo facevamo per il nostro piacere personale, mai avremmo pensato che qualcuno ci avrebbe sentito, quindi non ci importava.

Venendo ai giorni nostri, la situazione attuale negli U.S.A. ti preoccupa?
Oddio, qui va piuttosto male. Direi che è imbarazzante e demoralizzante stare seduti e vedere il proprio paese in mano ad un bigotto sciovinista e ignorante… è davvero mortificante e umiliante  per noi, siamo tristi e infatti abbiamo pubblicato di recente una canzone per esprimere cosa sentiamo al riguardo (“Who we are”). La gente è così concentrata sulla politica da aver perso l’umanità, e per umanità intendo una regola base del vivere insieme: trattare il prossimo come vorresti lui trattasse te. Questa non è tanto una ”legge” politica ma piuttosto la base dei rapporti tra esseri umani. Qua le persone hanno buttato nella spazzatura ciò che vuol dire comportarsi da esseri umani pensanti.

Tempo fa si parlava con Spike dei Me First And the Gimme Gimmes di Trump. Gli dissi che qua in Italia capivamo la sua preoccupazione dopo anni e anni di Berlusconi… lui ripose: “certo! Ma Berlusconi non ha una bomba atomica!” era molto preoccupato per la possibilità di una guerra globale…
Certamente! In questo momento tutto il mondo ha un problema comune ed è quella “merda di cane” (traduco letteralmente…) chiamata Donald Trump.

Ma torniamo alla vostra Band e agli anni 80: graficamente siete stati sempre molto riconoscibili, il logo di Milo è uno dei più famosi dell’ambito punk-rock e, guardando le copertine dei vostri dischi, spicca il fatto che i due dischi più “sperimentali” (“Enjoy” dell’86 e “All” dell’87) siano proprio quelli in cui il logo che raffigura Milo è assente. E’ un caso o volevate dichiarare sin dalla copertina la peculiarità di quei due album?
No, onestamente non era intenzionale. Siamo sempre stati in quattro a scrivere le canzoni… non siamo abbastanza organizzati per fare un ragionamento di quel tipo (ride). Abbiamo sempre fatto semplicemente quello che ci passava per la testa in quel momento: non abbiamo mai avuto un piano e nemmeno una direzione ben precisa. Ci chiudiamo in una stanza, condividiamo le idee e suoniamo: quando poi abbiamo una ventina abbondante di canzoni registrate, facciamo una scrematura e buttiamo fuori il disco! Non ci fermiamo a pensare così tanto!

Pensi sia questa la miglior line up dei Descendents? So che non è una domanda facile…
Domanda difficile, davvero. Io e Milo ci siamo fin dall’inizio. Ho sempre apprezzato Tony e Frank (ex chitarrista venuto a mancare nel 2008) che ci manca moltissimo. Ho parlavo con Tony anche  l’altro giorno, gli voglio un gran bene. E poi tutti gli altri: Doug, Ray… ci vediamo ancora e abbiamo un rapporto meraviglioso. Con Stephen e Karl suoniamo assieme da trent’anni! Forse è la line up più conosciuta ma nulla sarebbe stato possibile senza i loro predecessori. Lo stesso discorso vale per tutti i membri che sono passati per gli ALL: ci vogliamo bene.

E’ bellissimo pensare che siate ancora tutti in contatto…
Assolutamente! Sono ancora in contatto con chiunque abbia suonato con me in qualsiasi band… a parte Greg Ginn (dei Black Flag), con lui ho deciso di chiudere a causa di tutte le brutte cose che ha fatto…

Parlando da produttore, quale pensi sia l’album nel quale sei riuscito a catturare meglio il  suono dei Descendents?
La gente ogni volta pensa  che l’ultimo album sia sempre quello che suona meglio. In questo caso, sì,penso che, “Hypercaffium Spazzinate” sia quello che più si avvicina a come io percepisco il suono della band.

Avevo letto che non sei mai stato soddisfatto della produzione di “I don’t want to grow up”
Sì, in effetti non sono soddisfatto  di come suonano “I don’t want to grow up” ed “ Enjoy”…cioè non credo siano brutti dischi ma non sono sicuramente tra i miei preferiti, parlando strettamente in termini di produzione. Mi spiego: su “Enjoy” la batteria è altissima mentre basso e chitarra sono troppo bassi…su “I don’t want to grow up” c’è quello strano riverbero sul rullante, ma sai erano gli anni ottanta, si sperimentava con gli effetti… credo che quel disco suoni artificiale, falso ecco.

E per quanto riguarda “Hypercaffium Spazzinate”? Come è stato ritornare a registrare assieme dopo dodici anni?
Sai noi abbiamo la possibilità di registrare quando vogliamo: ci troviamo, registriamo dei pezzi…poi magari ci prendiamo una pausa… non abbiamo fretta! Penso che sia questo uno dei fattori che ci tiene uniti da così tanto tempo. Non ci sentiamo  in dovere di  essere i Descendents ogni singolo giorno della nostra vita. Ci prendiamo il nostro tempo e questo ci aiuta ad apprezzare la fortuna di avere una band da così tanti anni. Abbiamo registrato tre nuovi pezzi, non credo passeranno nuovamente dieci anni prima del nostro prossimo album! Magari un paio d’anni!

Questa è una grandissima notizia per i fan! Ci sono possibilità che prima o poi esca un nuovo album degli ALL?
Ci piacerebbe tanto, ma in questi ultimi 2 anni siamo stati concentrati sul disco nuovo dei Descendents. Però Chad vive ancora qui in Colorado, come me e Karl, e poi parlo spesso con Scott. Come dicevo prima siamo tutti ancora molto uniti… mi piacerebbe fare un disco con gli ALL , anzi ne farei volentieri due: uno con Chad e uno con Scott. Mi piacerebbe davvero tanto.

L’anno scorso avete suonato al Punk Rock Holiday in Slovenia, nello stesso giorno hai suonato sia con i Flag che con i Descendents… che energia! Sempre caffeina?
(ride) E’ stato meraviglioso! Sul tour bus avevamo la stessa macchina per espresso che abbiamo a casa io e Milo! Ne avrò bevuti un centinaio quel giorno! Esperienza meravigliosa.

Ero presente quel giorno, era la prima volta che riuscivo a vedervi dal vivo e ho in mente un momento ben preciso: quando avete suonato “Thank you” (da “Everything sux”). In quella canzone voi fondamentalmente ringraziate una o forse più bands che vi hanno cambiato la vita e al contempo il vostro pubblico, cantando insieme a voi, fa la stessa cosa: ringrazia voi, vi dichiara il suo amore. Penso sia emozionante no?
Assolutamente! Effettivamente è ciò che rende unica quella canzone: il fatto che funzioni in entrambe le direzioni. Infatti non manca mai nella nostra setlist. E’ un bel momento di scambio.

Quando suonate in Europa avvertite qualche tipo di differenza rispetto agli U.S.A.? il pubblico, l’organizzazione dell’evento ?
Sinceramente no, non trovo ci siano particolari differenze tra suonare in Europa o negli U.S.A. ma piuttosto credo semplicemente che ogni concerto sia differente da quello che lo ha preceduto…  quando suoniamo a New York è diverso da quando suoniamo a Denver o a Londra, non mi sento di generalizzare…

Hai già in programma dei dischi da produrre lì al Blasting Room Studio quando finirete il tour?
Al momento preferisco sedermi dietro alla batteria piuttosto che dietro al mixer. Penso mi aiuti a mantenermi più in forma, più sano…sai ho avuto alcuni problemi di salute (un’operazione al cervello ed una al cuore) sto provando a suonare il più possibile ed essere fisicamente più attivo.

Comunque sì, devo produrre il disco di un gruppo basco con cui abbiamo già suonato: i Berri Txarrak, con loro abbiamo già registrato delle cose in passato, sono davvero un ottima band… e poi sarò in studio con i Bbs Paranoicos, un gruppo cileno; poi sarà il turno dei Face To Face!

Quando un batterista viene per la prima volta a registrare con te, una leggenda vivente della batteria, noti per caso un certo imbarazzo o timore di qualche tipo nel suonare davanti a te?
Grazie! No, credo di riuscire a farli sentire a loro agio quando vengono in studio.

C’è qualcosa che vuoi dire ai fan italiani in vista del concerto al Carroponte?
Siamo davvero emozionati perché sono davvero tanti anni che non veniamo dalle vostre parti! Non mi ricordo nemmeno quando sia stata l’ultima volta…

Credo fosse intorno al ’97 per il tour di “Everything sux”: 20 anni!
Caspita 20 anni! Credo che allora ci sarà un sacco di gente felice e saremo felici anche noi! L’emozione che ci restituisce il pubblico è l’energia che utilizziamo per suonare sempre meglio.

Siete tutti avvisati, ci si vede l’11 giugno al Carroponte!

DESCENDENTS

Unica data italiana
Domenica 11 Giugno 2017 – Sesto San Giovanni (MI)
@ Carroponte
+ ME FIRST AND THE GIMME GIMMES + THE MANGES
Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/descendents2017

19.30 Apertura porte
20.00 The Manges
21.00 Me First And The Gimme Gimmes
22.30 Descendents

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