Fotografi, illustratori, tattoo artist che hanno dato il loro contributo alla storia della musica con le loro immagini

Articolo di Claudia Mazza

Cosa c’è di più eterno e fermo di un’immagine? Questo momento storico si può descrivere così. Siamo rimasti nelle nostre case e come un fermo immagine della nostra vita abbiamo messo in pausa tutto ciò che fino a poche settimane fa portavamo avanti imperterriti per combattere qualcosa più grande di noi. Siamo la cartolina della nostra storia che riecheggerà nell’eternità dell’essere umano. Pittori, fotografi ed illustratori hanno contribuito a rendere eterni alcuni momenti che oggi riprendiamo ripetutamente come nel caso della musica, dalle copertine degli album che amiamo alle illustrazioni di simboli che rendiamo nostri imprimendoli sulla pelle, appiccicandoli ai nostri computer, usandole come sfondi, incorniciandoli nelle nostre case. Ho voluto raccogliere per voi alcuni libri illustrati di grandi artisti che ci hanno regalato la possibilità di rivivere con sole immagini questi iconici flash di storia.

Rock Posters of Jim Phillips

Una raccolta di spettacolari poster rock di Jim Phillips realizzata in oltre 40 anni di carriera.

Phillips ci racconta la sua vita e l’evoluzione della musica attraverso le sue illustrazioni realizzate nel sua caratterizzazione old style, poster di locandine, manifesti e rappresentazioni di band emergenti e famose, il suo secondo poster realizzato era per la prima apparizione sulla costa orientale di The Doors, dal 1965 al 2005.

Tra le grafiche più famose non si può non menzionare la “Screaming Hand” disegnata da Jim Phillips, considerata un’icona culturale è diventata negli anni un simbolo rappresentativo per tutto il mondo della tavola.

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Anton Corbijn: 1-2-3-4

Anton Corbijn è uno dei più importanti fotografi e registi che lavorano oggi, in questa raccolta di foto famose ed inedite Corbijn si concentra sul fascino in continua evoluzione dell’industria musicale dagli anni ’70 ad oggi. In questa raccolta fotografica è evidente l’ossessione per il rock n roll dell’artista che lo ha portato durante la sua carriera a stringere molteplici amicizie durature con gli artisti rappresentati.

Le immagini che ci regala Anton Corbijn sono uniche ed insolite realizzate anche grazie alle sue strette relazioni con i soggetti. Da Nick Cave ai Nirvana, dagli U2 ai R.E.M., Rolling Stones, Siouxie, Joe Cocker i Depeche Mode (che lo considerano un membro onorario) quasi ogni band ed ogni artista sono stati immortalati da Corbijn. Un libro che regala un onorato tributo all’arte di questo fotografo innovativo che regalerà emozioni ad ogni appassionato di fotografia e musica.

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Kurt Cobain: The Last Session

La raccolta dell’ultimo set fotografico di Kurt Cobain cantante dei Nirvana con le foto di Jesse Frohman, accompagnata dall’ultima intervista concessa al celebre giornalista maggior esponente della storia del punk Jon Savage.  Il fotografo alle prese con la band e Kurt all’apice del successo, 1993 a New York, racconta di quel giorno, degli scatti, racconta di Kurt tramite quegli ultimi momenti concessi. In una New York invernale durante la promozione di In Utero inconsapevolmente che solo nove mesi dopo tutto sarebbe finito con la morte di Kurt venivano realizzate le ultime tracce ufficiali dell’icona del Grunge.

Nell’intervista Savage rivela un lato ottimista e sconosciuto rispetto a quello che Kurt ha sempre dato modo di vedere. Un libro che scopre pezzetti contraddittori di una delle icone più importanti della storia della musica.

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Mick Rock Exposed: The Faces of Rock’n’Roll

Mick Rock è colui che ha vissuto a 365 gradi molti degli artisti più importanti della storia della musica. Intrufolatosi in contesti musicali con la sua macchina fotografica ha poi conosciuto ed avuto la fiducia di un giovane Bowie ai tempi sconosciuto.

I suoi primi scatti li realizzò a Syd Barret a Cambridge. Nella sua vita è riuscito ad instaurare grandi e forti amicizie, Lou Reed ad esempio, ha fotografato copertine iconiche come il secondo album dei Queen ispirandosi a Marlene Dietrich in Shanghai Express. Insomma i nomi da fare sono davvero molti e le iconiche foto sfornate dal grande Mick Rock davvero non si contano. In questo libro fotografico ci racconta con le sue parole le esperienze, testimonianze, dettagli intimi e curiosi della vita di un fotografo a stretto contatto con gli artisti in un epoca in cui il rock dominava.

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Glen E. Friedman: My Rules

Glen E. Friedman è famoso per le sue fotografie che catturano la ribellione fra skate, punk ed hip hop immortalando diversi artisti come Fugazi, Black Flag, Ice – T, Dead Kennedys, The Misfits, Bad Brains, Bestie Boys,  Run-DMC e Public Enemy, così come i creatori di skateboard classici come Tony Alva, Jay Adams, Alan “Ollie” Gelfand, Duane Peters e Stacy Peralta, e un giovanissimo Tony Hawk. Progettata in associazione con il famoso artista di strada e grafico Shepard Fairey, questa monografia cattura gli eroi underground più importanti e influenti delle culture di skateboard, punk e hip-hop. My Rules è una finestra senza precedenti sulle tre controculture più significative dell’ultimo quarto del ventesimo secolo, e le fotografie di Friedman definiscono quei movimenti importanti che ha contribuito a plasmare. Una cronaca straordinaria e un primer sulle origini delle culture radicali di strada, My Rules è anche una dichiarazione di ispirazione artistica per coloro che sono influenzati da queste controculture.

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By All Means Necessary

By All Means Necessary è una raccolta di vari tatuatori di tributo per la musica underground.

Interessantissime rivisitazioni e rappresentazioni delle band della scena musicale con rappresentazioni dal traditional al new school, dal punk al metal.

Una raccolta per gli amanti del tatuaggio, per gli amanti della musica per gli amanti dell’arte interpretativa.

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This is Los Angeles

Estevan Oriol ha una vera ossessione per questa città Californiana e la conclusione della sua trilogia con questo ultimo lavoro ne è la prova. Rispettivamente LA Woman e LA portraits ci dicono qualcosa sulla conclusione con un’estensione dei sue lavori precedenti portando al titolo il soggetto principale dei suoi pensieri. In questa raccolta vediamo volti come Al PacinoDennis HopperSnoop DoggKanye West, Kim KardashianRobert De Niro e Floyd Mayweather. Nato e cresciuto a Los Angeles, Estevan Oriol si affaccia nel mondo della musica ricoprendo il ruolo di tour manager per il gruppo rap dei Cypress Hill. In seguito la sua vocazione per l’arte fotografica lo porta a realizzare servizi per le più importanti riviste internazionali come GQVibeComplexFHM e Rolling Stones. Inoltre Estevan ha diretto videoclip musicali per conto di Blink 182Cypress Hill, Linkin ParkPOD e molti altri. Non puoi non averlo. Ed ovviamente vale anche per i due lavori precedenti!

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The Best of Punk Magazine

Il meglio del Punk – la leggendaria rivista che ha definito un’epoca – trova nuova vita in questa splendida antologia, con articoli originali insieme a commenti dietro le quinte e il retroscena di ogni articolo raccontato dal capo redattore John Holmstrom. Il Punk era la Bibbia del movimento controcultura urbana. Non solo ha dato il suo nome al genere, ma ha influenzato la scena artistica dell’East Village e ha guidato la punkesthetic e l’atteggiamento.

The Best of Punk Magazine include ristampe di alta qualità di numeri originali difficili da trovare, oltre a foto, saggi, interviste e contributi scritti a mano rari e invisibili di artisti del calibro di AndyWarhol, Lou Reed, Debbie Harry, Ramones, Sex Pistols, Lester Bangs, Legs McNeil, Lenny Kaye e molti altri. Per i collezionisti, i punk che durano tutta la vita e quelli che stanno solo scoprendo cos’è il punk, questa è la possibilità di rivivere la storia del movimento.

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Grunge

Agli inizi degli anni ottanta, il fotografo Michael Lavine si trovava a Seattle. Mescolandosi ai giovani punk locali riuscì, quasi per caso, a documentare gli albori di quello che anni dopo verrà battezzato grunge: una moltitudine di influenze punk, hardcore, garage, metal, realtà differenti accomunate dal senso di ribellione e di insofferenza verso i modelli sociali e musicali dell’epoca.

Anni dopo, ormai artista affermato, Lavine torna a Seattle come fotografo ufficiale del nuovo movimento, già trasfigurato – a dispetto dei suoi stessi attori – in fenomeno di marketing a uso e consumo dei media, dell’industria discografica, degli stilisti. A vent’anni di distanza rimangono i volti dei protagonisti, ragazzi comuni e future star, e rimane la musica di quello che forse è l’ultimo grande fenomeno culturale che il mondo ha conosciuto. Prefazione di Thurston Moore.

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Bowie par Duffy

“Parlare di una sessione creativa è come parlare di una partita di boxe”.
Brian Duffy

Brian Duffy ha definito l’immagine degli anni ’60 ed era famoso quanto le stelle che ha fotografato. Insieme a David Bailey e Terence Donovan, è riconosciuto come uno degli innovatori della fotografia di moda “documentaria”. Uno stile che ha rivoluzionato le immagini della moda e inoltre l’industria della moda.

La fotografia più famosa di Duffy risale agli anni ’70 ed è l’iconica e rivoluzionaria copertina dell’album di David Bowie, Aladdin Sane, uno scatto che è diventato l’aspetto definitivo della lunga carriera di Bowie, ed è stata definita la Gioconda del pop. Il fotografo e la rock star hanno collaborato ad altri quattro progetti: Ziggy Stardust , The Man Who Fell to Earth , Scary Monsters (e Super Creeps) e Lodger . Lavorarono insieme durante gli anni cardine della carriera di Bowie; quando il re del glam stava assumendo e scartando personaggi straordinari, Duffy li stava catturando tutti.

“Non è stato fino a quando non abbiamo visto i fogli di contatto il giorno dopo ricordo di aver pensato, Dio, questo è spettacolare. Sapevi solo di averlo rotto, ragazzo, lo sapevi.”  Celia Philo

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Rock Covers

Le copertine degli album sono icone che ci portiamo dietro dal momento in cui ci appassioniamo alla musica. Rock Covers è una raccolta di 750 copertine di album leggendarie e rare uscite discografiche di vari artisti dai The Cure, Sonic Youth, agli Iron Maiden.

Ogni copertina è accompagnata da un foglietto informativo che elenca in maniera accurata i dettagli dell’uscita come il fotografo, il direttore artistico, l’anno di uscita.

Questo catalogo è arricchito da interviste interne a cinque professionisti che hanno plasmato la storia del rock e dalle 10 migliori registrazioni di 10 fra i migliori collezionisti rock.

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Touch Me I’m Sick

In bilico all’epicentro di una scena sotterranea esplosiva, il fotografo Charles Peterson ha assistito alla nascita di una nuova era sfacciata della musica che ha afferrato il mondo per la gola e si è rifiutato di lasciarsi andare. Il grunge, figlio bastardo del garage degli anni ’60 e del punk degli anni ’70, ha fatto rivivere lo spirito originale e grintoso del rock and roll: la ribellione non è carina, ma è sicuramente divertente. Dotato di novantadue fotografie – ottanta delle quali mai pubblicate prima – che coprono sedici anni, Touch Me I’m Sick, la terza monografia di Peterson, documenta il potere crudo delle esibizioni dal vivo degli artisti presto famosi e dei loro dedicati ventilatori. Tuttavia le fotografie di Peterson non fanno affidamento sul culto della celebrità per raccontare questa avvincente storia di angoscia, ansia e acustica. Piuttosto, catturano il rituale catartico tra musicista e fan recitato in squallidi club che puzzano di sudore e birra stantia. I giovani annoiati e alienati non hanno niente di meglio da fare se non colpire i loro strumenti e confondere i loro corpi in una raffica di suoni, canzoni ed energia furiosa vengono catturati attraverso lo stile distintivo di Peterson di intimità grandangolare, luci vorticose e strano senso di grazia. Peterson crea immagini artistiche senza tempo da questa frenesia che passa rapidamente e frantuma la divinità della rock star, rivelando la band e il pubblico come co-cospiratori nell’ultimo, più grande risveglio del rock. Con fotografie di Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Sleater-Kinney, Mudhoney, Sonic Youth, L7, Hole e Black Flag, tra gli altri, nonché estratti di Your Flesh, Flipside, Melody Maker, B-Sides, Swellsville e Chemical Squilibrio, Touch Me I’m Sick è il mix perfetto di arte e giornalismo per puristi e intenditori di musica. “E tu sai cosa? Penso che altri fotografi vogliono segretamente essere come Charles e Charles segretamente vuole essere come altri fotografi. Ed è una decisione difficile: preferiresti avere quel credito da strada, il punk rock hipness e il rispetto da parte di tutte le band cool, o l’industria soave che fa diventare i principali redattori di riviste e i dirigenti delle discografie per farti volare in tutto il mondo per servizi fotografici e pagare importi oltraggiosi? “Jennie Boddy, Your Flesh # 25

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