MELLOW MOOD: è uscito il nuovo album “LARGE”

Tre anni dopo il fortunato “2 The World”, i Mellow Mood tornano oggi con “LARGE” il loro disco più bello e ambizioso, con cui mirano a confermare il loro status di band di punta del reggae europeo nel panorama mondiale, senza smettere di stupire e divertirsi.

“Large” è come sempre prodotto, registrato e mixato all’Alambic Conspiracy Studio da Paolo Baldini (BR Stylers, Africa Unite, Tre Allegri Ragazzi Morti) e masterizzato ad Austin, Texas, Stati Uniti, da Chris Athens (N.E.R.D., Rick Ross, Ghostface Killah, Usher, Peter Tosh…).

Stasera a Mulhouse, in Francia, la prima data del tour europeo che includerà 5 date in Italia:
6 aprile – Mulhouse (FRA) – Noumatrouff
7 aprile – Parsi (FRA) – Pan Piper
11 aprile – Barcelona (SPA) – Sala Apolo
12 aprile – Madrid (SPA) – Sala Mon Live
14 aprile – Lorient (FRA) – Festival Insolent
17 aprile – Manchester (UK) – Band on the Wall
18 aprile – Liverpool (UK) – Invisible Wind Factory
19 aprile – Bristol (UK) – The fleece
20 aprile – London (UK) – Brixton Jamm
24 aprile – MILANO – Alcatraz
25 aprile – MOSCIANO SANT’ANGELO (TE) – Pin Up
26 aprile – ROMA – Monk
27 aprile – FIRENZE – Auditorium Flog
28 aprile – BOLOGNA – Estragon

7 maggio – Amsterdam (OLA) – Sugar Factory

Compongono “Large” dodici canzoni praticamente perfette, nate in diverse fasi e contesti storici: alcune vecchie (“Another Day”, abbozzata nel 2014) e altre più recenti, decostruite e ricostruite con chirurgica tecnica cut-paste. In una sessione in studio a gennaio 2017, arrivati con 20 tracce, i Mellow Mood e Baldini hanno sforbiciato e incastrato parti delle une alle altre, definendo gli otto pezzi che oggi costituiscono la colonna vertebrale del disco (“Tuff Rocky Road” e “Ms Mary” su tutte).

A stupire di “Large” è l’equilibrio fra gli elementi, l’armonia circolare che nasce con l’introduzione “Call Back The Love”, una preghiera universale all’amore, e si chiude con “Place Called Home”, la più romantica delle celebrazioni della pace fra luoghi e sensi. E’ tutto bilanciato, a partire dalla scrittura dei brani, equamente divisi a metà fra i due gemelli Garzia, allo zenit della loro capacità compositiva e autorale, coadiuvati nell’edit dei testi dall’artista inglese Solo Banton, che ha cesellato e migliorato il Jamaican Patois e l’inglese utilizzato dalla band ora in maniera addirittura narrativa. Jacopo e Lorenzo cantano l’uno le cose dell’altro, a volte assieme; non era mai successo prima.

Ma “Large” è il disco di una band. Durante l’estate 2017, i Mellow Mood hanno impiegato il tempo libero da tour mondiali per lavorare in sala prove sugli arrangiamenti dei pezzi, arrivando in studio con idee già precise. Se nel passato era compito difficile ed esclusivo del produttore Paolo Baldini di organizzare le intenzioni dei singoli nate a fasi alterne in studio, questa volta il corpo dei brani era già definito al momento del recording. Una sintonia degli elementi che nasce da lontano, nella maturazione di un approccio serio e professionale, di chi vuole raggiungere il top solo e soltanto con le proprie gambe. L’attitudine insomma di chi sa di avere un dono e che sa di doverlo onorare guadagnandoselo giorno dopo giorno, lavorando sodo sui propri strumenti – forse la cosa più nordest della formazione.

“Large” è il disco più roots dall’esordio “Move!” del 2009, ad oggi l’album più amato dai fan della band, che fu una dichiarazione d’amore alla scrittura di Bob Marley. Dopo i successivi anni di esplorazioni in chiave dj-style e dancehall, ecco il ritorno a casa, sebbene con un panorama più pop intorno. Sono infatti gli ascolti durante la composizione ad essere stati dei più disparati: da Justin Bieber alla dancehall, da Rihanna al roots classico, passando dalla musica dell’Africa Occidentale; in “String Up A Sound” sono campionati i Sierra Leone’s Refugees All Stars di “Mother In Law”. Non stupirà nessuno dunque se “Sound Of A War” finirà in decine di charts nel mondo, è lì che merita di stare.

La ricchezza musicale di “Large” è impreziosita dalla tecnica dei musicisti e da alcune scelte stilistiche. Brillano le linee di basso elementari e geometriche di Giulio Frausin e le chitarre di Lorenzo Garzia, dal suono riconoscibile e compatto. Un po’ come nei dischi di una volta, diverse canzoni chiudono in fade out, con il volume che si abbassa a poco a poco, a dare un tocco di eternità. Real roots, forse anche per questo.

A sottolineare l’ambizione di questo disco e la voglia di giocare un ruolo importante nel mondo c’è la copertina, opera di Dewey Saunders, artista nato in Florida ma residente a Philadelphia, già al lavoro con Anderson, Paak, Chronixx e l’etichetta californiana Stones Throw Records«L’artwork – dichiara l’artista – celebra l’idea di “Large” in modo nuovo, non assecondando lo stereotipo del vivere “alla grande” possedendo ricchezze e macchine di lusso ma celebrando tutto assieme, la bellezza della natura assieme ai simboli moderni del successo».

“Large” esce il 6 aprile in tutto il mondo. Un mondo attraversato da populismi, fake news e guerre che ha davvero molto bisogno di canzoni credibili d’amore, pace e unità. Un mondo che ha bisogno di gente come i Mellow Mood.

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