DON TURBOLENTO esce il nuovo disco “Attack!”

Un disco potente e maturo.
Non solo funk sintetico, ma una visione totale dell’elettronica. In chiave pop.

A tre anni dall’omonimo esordio, i Don Turbolento tornano con “Attack!”.

Un lavoro che in dieci tracce verifica l’evoluzione di suono e scrittura compiuta dal duo bresciano negli ultimi tempi. Non più party band da dancefloor come agli esordi, ma compagine in grado di accostare all’indole wave anni ottanta che li contraddistingue sin dalla line up (solo batteria e synth) una gamma di influenze rivisitate con spirito personale ed energico.

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[/one_half]Così in questo nuovo lavoro i Don Turbolento non rinunciano a confrontarsi con le più classiche strutture punk-funk, ma lo fanno con piglio tutt’altro che rassicurante. E quando meno te l’aspetti innestano granulazioni sintetiche su pop-song di kraftwerkiana memoria (la voce robotica di Tanzen Dusseldorf), mentre altrove è un rinnovato spirito new wave a palesarsi, o un’occhiata al songwriting dell’ultimo Brian Eno. Tra tutte le tracce è però la splendida cavalcata di Desert line a testimoniare la crescita del gruppo: qui il cameo vocale di Max Collini (Offlaga Disco Pax), oltre a portare nel disco un’empatia tra le due formazioni nata su tanti palchi condivisi, mette la più classica ciliegia sulla torta ad un brano dalla straordinaria forza evocativa.
Quello dei Don Turbolento, dunque, non è più solo funk sintetico, ma è un punto di vista sulla musica elettronica multiforme e pulsante. Qualcosa che si appropria di un passato illustre e lo svela per quello che è oggi, attraverso le visioni di un duo potente e maturo.

I Don Turbolento sono un duo formato da Dario Bertolotti (batteria e voce) e Giovanni Battagliola (synth e cori). Nascono nel 2005 traendo il loro nome da un un pezzo degli Yello, eccentrico duo svizzero degli eighties; ad accomunarli un’identica passione per il groove del funk, l’attitudine del rock e le sonorità elettroniche.
Senza basso e chitarra, i DT trasformano questo limite in un punto di partenza da cui sviluppare un sound originale, con batteria vitaminica e funk più synth nudo e potente, tipico di certa wave anni ‘80.

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