Diluvio emozionale: neanche il temporale può fermare la festa dei SUBSONICA a Bologna

Articolo a cura di Carlo Costantini

Dopo il temporale, o per usare il titolo di un brano della band torinese, il diluvio, che ha colpito Bologna durante tutta la giornata, era difficile prevedere un esito meteorologico diverso per la serata. Invece il cielo su Bologna si rasserena giusto in tempo per permettere a Samuel e soci di calcare il palco del Sonic Park. L’obiettivo dei Subsonica è sempre quello da ormai 20 anni: far ballare il pubblico, ed in questo rimangono una delle migliori band del panorama nostrano.

Dopo il fortunato tour invernale di “8”, i Subsonica tornano sui palchi per la versione estiva del medesimo, applicando minimi cambiamenti alla scaletta.

Si comincia con “Bottiglie rotte”, pezzo che fin da subito ha dimostrato di avere la stoffa del potenziale classicone. Si prosegue con “Discolabirinto”, forse proposta troppo presto da non avere ancora il pubblico caldo, e l’ormai sempre presente “Up patriots to arms”. Il pubblico inizia a scaldarsi sulle note di “Nuova Ossessione “ ed il concerto può decollare. Samuel, come di consueto, corre a destra e sinistra, Boosta nella sua doppia postazione alle tastiere si fa in due per riuscire a ballare e suonare. Casacci alterna compostezza ed eleganza nelle pose, che non abbandona nemmeno quando, pacatamente, lancia invettive contro il Ministro dell’interno Salvini.

Nonostante il maltempo abbia influito sulla partecipazione del pubblico (non moltissimi i presenti all’arena), l’atmosfera è, come da tradizione, quella di una discoteca a cielo aperto. Si prosegue con l’autoreferenziale “Jolly Roger”, e sempre passando per l’ottavo album, “Fenice” fino alla fibrillante “punto critico”. L’elettricità del suono dei Subsonica muta forma e passa dalla violenza del medley “Liberi tutti/ Il diluvio” all’anthemica “Lazzaro”, fino a chiudere la prima parte di concerto con “L’incredibile performance di un uomo morto”, forse il brano più intimo di “8”.

Dopo la parentesi asettica di “Sole silenzioso” arriva la special guest della serata: Willie Peyote, che oltre al brano composto con la band di Casacci “L’incubo”, propone “I cani”, pezzo dal groove provocatorio ed anarchico, che ben si adatta all’atmosfera della serata. Si prosegue tra i classici più energici come la sintetica “Aurora sogna”, la liberatoria “Colpo di pistola”, passando per “Depre”, “incantevole”, fino al pezzo in cui nessuno può evitare di muoversi: “Benzina ogoshi”.

Nel finale Samuel presenta “tutti i miei sbagli” in stile Festival di Sanremo, ed il concerto si chiude con l’immancabile “Strade”.

La location all’aperto valorizza sicuramente la resa “dance” di una scaletta piuttosto classica che senza particolari azzardi riscalda una fresca serata d’estate. L’energia che la band sprigiona si trasforma, come le onde di molti loro testi, assumendo più forme ma mantenendo la stessa sostanza. Il segreto dei Subsonica è nel non rinnegare mai la propria natura, nonostante i progetti musicali paralleli. Quando il quintetto torinese occupa il palco, la fenice, per citare uno dei brani più riusciti dell’ultimo album, rinasce sempre. E finché sarà così il pubblico ballerà.

SUBSONICA: la scaletta del tour estivo 2019

Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up Patriots to Arms (Franco Battiato cover)
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Lazzaro
L’incredibile performance di un uomo morto
Sole silenzioso
L’incubo (with Willie Peyote)
I cani (with Willie Peyote)
Nuvole rapide
Aurora sogna
Colpo di pistola
Depre
Incantevole
Il cielo su Torino
L’odore
Abitudine
Benzina Ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

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