Perché Luca Medici (al secolo Checco Zalone) è rock

Sì, siamo una webzine di musica, dovremmo scrivere solo di rock e delle grandi star del passato e del presente, concedendo spazi a gruppi emergenti e alternativi del panorama musicale. Ma essere rock è uno stile di vita e anche uno status mentale… Si nasce rock, ma è anche il pubblico a decretare il tuo successo. E in questo nostro tempo, in cui numeri (e soldi) misurano la popolarità di persone e personaggi, vi raccontiamo i 10 motivi per cui Luca Medici, alias Checco Zalone, è rock.

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L’abbiamo incontrato all’anteprima del suo ultimo film, “Sole A Catinelle”, in uscita oggi, 31 ottobre, nelle sale cinematografiche, ed ecco quello che abbiamo scoperto:

1) E’ immediato, diretto, di pancia. E non si vergogna ad esserlo, anzi è una sua grande virtù. Se gli fai una domanda difficile te lo dice in faccia, quasi fossimo a scuola. Ma diversamente dai tempi passati sui banchi, non glissa la risposta come si faceva a scuola o come fanno certi politici, anzi -a suo modo- te la sa dare (la risposta).

2) I suoi numeri sono quelli di una rock star: Sole A Catinelle esce in più di 1200 copie (sono più le copie delle sale cinematografiche, scherza Valsecchi – il produttore del film), registrando più di 30.000 prenotazioni in sole 24 ore. I due film precedenti hanno fatto registrare i record di incassi di 15 milioni di euro (Cado dalle nubi) e 45 milioni (Che bella giornata). Che bella giornata nel suo primo giorno di programmazione ha raccolto la cifra record di 2 milioni e 500 000 euro, superando Avatar e Harry Potter.

3) E’ sceneggiatore, musicista-cantautore, avvocato e non solo attore comico dei suoi film. Insomma, è un eclettico, uno fuori dagli schemi, che sa di poter ricoprire, con professionalità e senza strafare, più ruoli contemporaneamente.

4) Che sarebbe un tre bis, ma degno di nota, parlando di musica: Luca è infatti compositore, cantautore, musicista e cantante dei suoi pezzi. Un artista a tutto tondo, insomma.

5) E’ figlio d’arte: suo padre aveva la passione per la musica, e suonava in un gruppo di 7 elementi, battendo veglioni, matrimoni e comunioni in tutta la Puglia. Già a 12 anni Luca suonava i brani dei Dik-dik, Equipe 84, Paul Anka, Morandi e Celentano, di cui già a 6 anni aveva imparato a fare l’imitazione.

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6) Ha antenati nobili: i suoi film si ispirano al genere del “musicarello” (film commedia nata a metà degli anni ’60 in cui il protagonista è un cantante) che è stato percorso dai padri del rock. Il primo fu proprio Elvis Presley con Fratelli rivali (Love Me Tender, 1956) e Il delinquente del rock and roll (1957), mentre in Italia uscì nel 1959 I ragazzi del juke-box, con Tony Dallara, Betty Curtis, Fred Buscaglione, Mario Carotenuto, Adriano Celentano. Negli anni ’60 anche artisti del Gianni Morandi, Little Tony, Al Bano, Minae Caterina Caselli consacrarono il loro successo musicale al grande pubblico attraverso questi film.

7) Parla a tutti: e piace perché è nazional popolare. Checco è dissacrante, è eccessivo, è tutto ciò che non vorresti mai essere, eppure è incredibilmente reale, nella sua assurdità. Dove lo trovi un papà che si dispiace perché suo figlio non dice le parolacce? Come ha affermato il regista Nunziante in conferenza stampa: “Noi non inventiamo nulla, ma siamo attenti a quello che succede per strada”.

8) E’ scaramantico. Nel rock si fa il gesto delle corna, per allontanare il male e augurare amore (il gesto è anche tipico nella cultura hippie); Checco invece titola i suoi film con un elemento meteorologico: dopo le Nubi del primo e la bella giornata del secondo, ecco l’ultima parte della trilogia con un Sole a catinelle, che viene spiegato così: “Essendo più bravo come musicista che come attore e cineasta, scelgo sempre un titolo che suoni bene, ci tengo alla musicalità. Poi devo inventare le scene per farci entrare il titolo”.

9) E’ gggiovane: ama i new media, Internet e le tecnologie, riconoscendo il valore che questi strumenti hanno: danno la possibilità a tutti di esprimersi. Scherza sugli smanettoni di Youtube e Youporn, ma poi confessa: “Io passo le mattine a cercare in rete persone che hanno delle idee e le mettono su Internet. Saper raccontare una storia in 6 secondi, ci sono ragazzi che sanno fare questo e io ancora no. In futuro mi piacerebbe occuparmi di questo, di produzione, scovando talenti”.

10) E’ umile: a chi tenta paragoni azzardati (Alberto Sordi, Benigni, Celentano…) Zalone replica defilandosi, con il suo personalissimo stile. Davvero rock.

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Stefania Clerici

Stefania Clerici

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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